AGENZIA IMMOBILIARE

Compra e affitta: la Asl di Pescara per risparmiare riesce anche a contraddirsi

Interrogazione del Movimento 5 Stelle in Regione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

912

Claudio D'Amario

Claudio D'Amario

PESCARA. La pubblica amministrazione dovrebbe tendere al pubblico interesse; dovrebbe essere imparziale ed ispirarsi a criteri certi, univoci per il raggiungimento degli obiettivi fondamentali come l’efficienza. Può però accadere che i principi non siano sempre né certi né coerenti.

Per esempio, sulla vicenda dell’acquisto dell’immobile della Asl di Pescara venduto dall’imprenditore Cetrullo per 2,8mln ma che alla Asl costerà almeno 7 mln per lavori di adeguamento e ristrutturazione, si aggiunge oggi un nuovo tassello che addensa ulteriore nebbia sulla vicenda che ha destato scalpore e dubbi ma che nessuno finora è riuscito a scardinare.  La direzione della Asl ed il manager Claudio D’Amario nel rispondere alle tante contestazioni sulla opportunità di acquistare un rudere milionario ha sempre risposto dicendo che la somma sarebbe stata ammortizzata negli anni perché si andavano ad estinguere contratti di affitto che costano.

Ottimo principio, del resto inattaccabile. Pure la Regione e l’assessore Paolucci hanno dovuto ammettere che in effetti il criterio regge alle critiche e ai malpensanti. Succcede ora che il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s) spulciando nell’albo pretorio della Asl scopre alcune incongruenze. Appena un mese dopo la pubblicazione del primo avviso di ricerca di mercato avviato dalla Asl (che porterà all’acquisto dell’immobile di via Rigopiano) la stessa Asl pubblica la delibera n. 641 del 11 giugno 2014 ed indice una procedura concorrenziale per l'individuazione ed acquisizione, in locazione, nel Comune di Pescara, «di alcuni edifici da destinarsi ai Centri diurni».

«Non riesco a comprendere come mai una volta si fa ricorso all'acquisto degli edifici per abbattere i costi di locazione e nemmeno un mese dopo si procede di nuovo a locazioni, a maggior ragione non riesco bene a comprendere i criteri adottati dalla stessa Asl se si pensa», si domanda Pettinari, «che con delibera n. 1301 del 31 dicembre 2013 addirittura si sosteneva di procedere a demolizione e ricostruzione delle palazzine esistenti di proprietà della stessa Asl per destinarli a uffici e servizi attualmente ospitati in spazi esterni non di proprietà dell'ente e alcuni mesi dopo con delibera n. 227 del 12 marzo 2014 si puntava a raggiungere l'obiettivo di avviare procedure di dismissione mediante alienazione di immobili di proprietà e l'eventuale cessazione di locazioni passive riferite ad immobili non occorrenti».

Insomma quanto meno una gestione “ondivaga” che adotta via via principi diversi cadendo apparentemente in contraddizione.

Nella interrogazione dei grillini (inviata anche alla Regione) si chiede allora quali siano i criteri che muovono la Asl nella amministrazione e gestione del patrimonio immobiliare.

AVVISO ASL PER IMMOBILI AFFITTO SALUTE MENTALE