CRISI GRANDE DISTRIBUZIONE

Mercatone Uno sospende attività 28 punti vendita. C’è anche Sambuceto

Scelta in base a potenzialità commerciali. 30 giugno scade gara

Redazione Pdn

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MERCATONE UNO

BOLOGNA. Sono 28 i punti vendita Mercatone Uno nei quali verrà temporaneamente sospesa l'attività commerciale a partire dal 15 giugno. L'hanno comunicato a Mise e sindacati i commissari straordinari dell'azienda. La sospensione avverrà con il ricorso allo strumento della cassa integrazione, come definito nell'incontro dell'11 maggio al Ministero.

Del tre punti vendita abruzzesi di Pineto, Sambuceto e Colonnella, la sospensione riguarda solo il punto vendita di Sambuceto che pure nelle scorse settimane era stato al centro di manifestazioni e svendite totali. In tutto Abruzzo si parla di oltre 130 dipendenti che da mesi ormai vivono con il fiato sospeso tra incontri al Ministero e impegni pubblici presi dai consigli comunali e dai sindaci del territorio per salvaguardare i posti di lavoro. Il punto vendita del Mercatone Uno di Sambuceto era presente sul territorio da oltre 15 anni in una zona dove nel corso degli anni sono spuntati tantissimi centri commerciali. Perplessità sulla eventuale chiusura era stata espressa dal primo cittadino, Luciano Marinucci, secondo cui abbassare le saracinesche comporterebbe un pregiudizio dell'equilibrio economico sociale.

La scelta sulle sospensioni- hanno spiegato i commissari in una nota - è stata fatto valutando le potenzialità commerciali dei punti vendita con le relative ricadute industriali sull'indotto e tenendo conto degli investimenti necessari per il loro rilancio. Ottimismo per quanto riguarda la possibile riapertura nei prossimi mesi che «riguarderà un elevato numero degli stessi, in coerenza con il piano di rilancio del Gruppo». Intanto, sono cinquanta i punti vendita per i quali non è prevista la sospensione. I Commissari «sono fiduciosi di poter ripartire in tempi brevi, grazie al prezioso impegno di tutte le parti coinvolte ed utilizzando tutti gli strumenti straordinari che prevede la procedura, fra cui il ricorso alla Garanzia dello Stato che consentirà nuovamente l'accesso al Mercato del Credito».

Il prossimo 30 giugno, intanto, scadrà il bando di Gara per l'invito a manifestare interesse per la cessione dell'azienda «che al momento ha già visto ricevere diverse adesioni».

Lo scorso 11 maggio, in un precedente incontro al ministero, era stato sottoscritto l’accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria per i 3.071 dipendenti della società ‘M.Business’ che detiene la gestione dei 78 punti vendita dell’insegna. La sospensione temporanea dell’attività è legata alla «situazione di grave difficoltà economico-finanziaria del Gruppo che, in attesa di poter accedere alle garanzie statali per le grandi imprese, può disporre di risorse finanziarie molto limitate».  Si parla infatti di un debito di 425 milioni e di un fatturato scivolato in pochi anni da 800 a 500 milioni.

I 28 PUNTI VENDITA CANCELLATI

I punti vendita interessati alla sospensione sono Arzano (Napoli), Bertinoro (Forlì-Cesena), Brandizzo (Torino), Brindisi, Calenzano (Firenze), Carini (Palermo), Carrè (Vicenza), Cerasolo di Coriano (Rimini), Curtarolo e Tribano(Padova), Fiorenzuola D'Arda (Piacenza), Genola (Cuneo), Magione (Perugia), Mappano di Caselle (Torino), Mirabella Eclano (Avellino), Misterbianco (Catania), Navacchio di Cascina (Pisa), Parma via Fleming, Pessano con Bornago (Milano), Pombia e Romagnano Sesia (Novara), Reana del Rojale (Udine), Roma, Sambuceto (Chieti), Serravalle Scrivia (Alessandria), Sorbara (Modena), Tavernerio (Como), Viterbo.