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Parco Costa Teatina: tutti i sindaci criticano perimetrazione: «usate cartografie vecchie»

Secondo gli amministratori il lavoro fatto non va bene

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Parco Costa Teatina: tutti i sindaci criticano perimetrazione: «usate cartografie vecchie»

LANCIANO. «Cartografie troppo datate»: i sindaci criticano la perimetrazione fatta dal commissario De Dominicis per il nascente Parco della Costa Teatina.  Ieri sera un summit si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Torino di Sangro a cui hanno partecipato i sindaci di Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo che hanno analizzato la proposta di perimetrazione del parco e consegnata loro informalmente in occasione della riunione convocata dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso il 18 maggio scorso. Dalla valutazione degli elaborati grafici i sindaci si sono trovati d'accordo sul giudizio negativo sulla proposta di perimetrazione. Il Parco è più piccolo rispetto alle previsioni (10.400 ettari di superficie anziché gli iniziali 24.000) e secondo il lavoro realizzato dal commissario avrà uno sviluppo continuo e interesserà complessivamente dieci comuni, da Ortona (Val di Foro) a San Salvo, passando per San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Pollutri e Villa Alfonsina. Non ci sono, dunque, Francavilla e Lanciano.

Il piano di De Dominicis sarà valutato dal ministero dell’Ambiente. Ma come detto il lavoro fatto non soddisfa. In una nota ufficiale inviata dal sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, si legge: «in particolare è stato evidenziato l'utilizzo di vecchie cartografie non aggiornato all'attuale livello di antropizzazione del territorio». Inoltre il perimetro del parco è stato tracciato «senza tenere in considerazione le evidenze scientifiche relative ad aree di pregio naturalistico meritevoli di tutela speciale».

Da ambienti ministeriali si riferisce che l'istituzione del Parco sia ormai cosa fatta (mancherebbe solo la firma del decreto); a questo punto, si aggiunge nella nota, «è evidente che qualora la perimetrazione proposta venisse approvata senza le dovute e necessarie correzioni ci sarebbero delle rilevanti ripercussioni socio-economiche negative sul territorio».

I sindaci chiedono dunque di agire «con tempestività e coralità». I primi cittadini hanno condiviso un documento che sarà inviato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio ed alle altre autorità sovracomunali coinvolte affinché si possano approfondire le riflessioni sulla perimetrazione, conformando la stessa alle reali esigenze di tutela e valorizzazione del territorio, acquisendo i dati scientifici sulle aree protette presenti e biodiversità, evitando di includere all'interno del Parco aree prive di pregio naturalistico quali porti, aree industriali e artigianali, zone altamente antropizzate.

I sindaci, conclude la nota, chiederanno anche di essere ascoltati dalle autorità, in quanto depositari degli interessi delle comunità locali. L’istituzione del Parco avverrà per decreto. Il presidente sarà scelto d’intesa con la Regione. Otto i componenti del comitato direttivo (senza indennità): 4 espressione del territorio (i Comuni), uno nominato dall’Ispra, uno delle associazioni ambientaliste, uno del ministero dell’Agricoltura e uno del ministero dell’Ambiente. Poi toccherà al direttore, che il ministero nominerà attingendo all’albo nazionale. Per quanto riguarda la dotazione finanziaria, nel 2001 la legge fu accompagnata con un milione di euro: risorse che nel frattempo sono state dirottate e impiegate altrove e che dovranno essere recuperate.