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Scuole: venerdì scioperano in Abruzzo addetti pulizie

«800 lavoratori abruzzesi vivono condizione paradossale»

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Scuole: venerdì scioperano in Abruzzo addetti pulizie




PESCARA. Circa 800 lavoratrici e lavoratori abruzzesi impegnati negli appalti scolastici di pulizia, servizi ausiliari e piccola manutenzione, vivono «ormai da oltre un anno una situazione lavorativa paradossale ed insopportabile».
Per questo motivo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti hanno indetto per domani uno sciopero regionale con l'obiettivo di «sollecitare le imprese a rispettare gli accordi e gli uffici scolastici provinciali e regionali affinche' sottoscrivano gli affidamenti attuativi».
I dettagli sono stati illustrati, questa mattina, a Pescara, nel corso di una conferenza stampa da Luca Ondifero (Filcams Cgil), Lidia Forli (Fisascat Cisl), Alberto Cilli (Uiltrasporti).
Nello specifico, i sindacati hanno organizzato per domani tre presidi, dalle 10 alle 12, davanti alle sedi degli uffici scolastici di Pescara - Chieti, L'Aquila e Teramo.
«Nonostante siano state raggiunte delle intese - ha spiegato Ondifero - tra ministero, aziende e sindacati per la gestione dei lavori da affidare a questi lavoratori, le imprese non rispettano minimamente gli accordi scaricando sulle scuole e i lavoratori le proprie responsabilità organizzative. Le imprese - ha sostenuto - si nascondono dietro il fatto di non avere la disponibilità finanziaria certa, anche se ci sono tutte le indicazioni del Governo relativi allo stanziamento dei fondi».
«Evidentemente - ha aggiunto - c'è un ritardo tra gli impegni assunti dal Governo e la sottoscrizione dei vari atti da parte delle singole scuole, ma questo non può determinare una situazione di disagio per i lavoratori che sono costretti anche a spostarsi di oltre 100 km per fare i servizi di piccola manutenzione. Stiamo parlando di lavoratori che mediamente hanno 50-55 anni e che si sono rimessi in discussione per il recupero della dignità e di un salario adeguato. Il problema è che le imprese non si attrezzano per rispettare gli accordi sindacali nazionali sottoscritti - ha concluso Ondifero - affinche' ci sia un equilibrio tra il lavoro da svolgere e l'impegno del lavoratore».