APPENA RESTAURATA

Sisma L'Aquila: cade pezzo cornice, chiusa San Bernardino

Interessata zona basilica in attesa terza fase restauro

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Basilica di San Bernardino

Basilica di San Bernardino



L'AQUILA. La Basilica di San Bernardino all'Aquila, riaperta il 2 maggio scorso dopo il restauro seguito ai gravi danni causati dal terremoto del 2009, è stata chiusa dopo la caduta di un pezzo di una cornice decorativa dal soffitto di una delle navate laterali, porzione su cui l'intervento di restauro deve ancora essere effettuato. Secondo quanto si è appreso la decisione è stata presa in via precauzionale, l'incidente è definito infatti di lieve entità. Sul posto, nel tardo pomeriggio di lunedì 1 giugno, sono intervenuti i Vigili del fuoco. Le messe saranno celebrate temporaneamente nella cappella di via Vittorio Veneto 3. Dopo riparazione e consolidamento prima della cupola, poi dell'intero edificio, la terza fase di restauro deve ancora essere avviata, con interventi sugli apparati decorativi delle cappelle e del corredo artistico danneggiato dal sisma. L'intervento è condotto dal Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche per Lazio Abruzzo e Sardegna e finanziato per 25 milioni di euro. Messa in sicurezza, consolidamento e restauro sono stati realizzati dall'associazione temporanea d'impresa composta da Donati Spa e Eme restauri srl di Roma.

I LAVORI
La Chiesa, con il terremoto del 2009, aveva subito grossi danni: in particolare la cupola rischiava di crollare.
Il restauro è cominciato subito, appaltato dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per Abruzzo, Lazio e Sardegna. I lavori, seguiti e diretti dall'architetto Maurizio D'Antonio, hanno riguardato in un primo momento la cupola, che aveva subito gravissime lesioni e che attraverso un grande ponteggio è stata interamente circondata e consolidata; poi si è proceduto alla riparazione di tutto il corpo della Basilica.
In particolare la torre campanaria, anch’essa in parte crollata, è stata ristrutturata con una serie di consolidamenti conservativi sia da un punto di vista strutturale sia da un punto di vista dell’apparato murario.
È stato eseguito un lavoro di monitoraggio e catalogazione a terra per il recupero di tutte le pietre cadute dopo il crollo che sono state poi riutilizzate per la ricostruzione della torre e della cella campanaria. Come aveva spiegato l’ingegnere Vito Ciano, direttore tecnico del cantiere, «il ripristino delle pareti demolite è stato realizzato con pietra locale ed i rinforzi sono stati eseguiti con una serie di inghisaggi e con tiranti in acciaio inox che garantiscono una maggiore sicurezza per il futuro».
Il finanziamento per il restauro è arrivato dal CIPE e poi vi è stato il contributo della Cassa di risparmio aquilana, ex Carispaq, per il soffitto ligneo, rinforzato e restaurato, tornato al suo celeste originale che mette in risalto le decorazioni in oro e le tele raffiguranti scene di vita di San Bernardino e altri santi francescani. Ad esaltare le architetture e i colori è stata studiata una illuminazione ad hoc, studiata dall'architetto Francesca Storaro, sia per l'interno sia per l'esterno, con la facciata illuminata anche di notte.
Restano da completare solo i restauri delle cappelle laterali e radiali, ma la chiesa fino a stamattina era considerata comunque agibile e utilizzabile.