TERREMOTI

Attività sismica intorno all’Abruzzo: 10 giorni di scosse

Ieri due scosse in mare tra Teramo e Termoli

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Attività sismica intorno all’Abruzzo: 10 giorni di scosse




ABRUZZO. La scossa più forte è stata registrata ieri 29 maggio 2015 alle ore 15.07 di magnitudo 4.2  localizzata al largo della costa abruzzese in corrispondenza della provincia di Teramo. Il terremoto è stato avvertito lungo tutta la costa e non si sono registrati danni ma solo apprensione.
Si tratta di un epicentro non frequente anche se non è la prima volta che terremoti si generano in quel tratto di mare tra l’Abruzzo e le Marche.
Erano giorni che non si registravano terremoti nell’area geografica dell’Abruzzo, una tregua solo apparente perché scosse lievissime (e spesso non registrate dagli strumenti  sono più che frequenti)  ma ieri sono stati ben due quelle di intensità media. Il secondo  terremoto di magnitudo 2.3 è stato registrato alle 22:32 vicino a Sulmona. Anche in questo caso non sono stati segnalati danni.
I Comuni più vicini alla scossa di stasera sono Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso.
E sempre ieri alle 21.16 è stata registrata un’altra scossa si 2.2, sempre in mare di fronte la costa di Termoli a metà tra Italia e Croazia a nord est del Gargano. Anche in questo caso la zona non è storicamente un epicentro frequente ed è una forte coincidenza che nello stesso giorno si siano registrati più terremoti in mare. In quella zona (davanti le coste molisane) lo scorso 23 maggio gli strumenti hanno segnato un’altra scossa di 2,4 .

Ma scorrendo la lista dei terremoti degli ultimi 10 giorni si capisce che tutto intorno alla nostra regione viene registrata una attività sismica non preoccupante ma con una certa frequenza che si sviluppa da nord fino a sud in un ipotetico arco che va dai Monti Reatini, passa per Ascoli Piceno , si sviluppa verso il largo in mare di fronte la costa abruzzese fino a sud davanti la costa molisana.
Si tratta sempre di scosse medio lievi ma superiori a magnitudo 2 che spaziano dalla zona dei Monti Sibillini tra Rieti e L’Aquila alla piana del Fucino fino ad arrivare nella zona di Colfiorito tra Umbria e Marche sulla stessa faglia e direttrice de L’Aquila.
Altro epicentro che ricorre negli ultimi giorni con magnitudo massima di 3.4 è la zona di Ascoli Piceno.
In ogni caso non si sono registrati danni e spesso le scosse non sono state avvertite dalla popolazione.

Event-Id DataOra (UTC)LatLonProf (Km)Mag Distretto Sismico