LA SENTENZA

De Bernardinis condannato a pagare Costantini e PrimaDaNoi.it che erano stati querelati

Ora dovrà pagare le spese dei giudizi a lui sfavorevoli

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Bernardo De Bernardinis

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ABRUZZO. Si era sentito diffamato da alcune affermazioni dell’ex consigliere regionale, Carlo Costantini (Idv) nell’ambito della complicata e poco nobile vicenda della gestione dell’emergenza del porto di Pescara.
Benchè Costantini avesse pubblicato sul suo blog lo scritto, Bernardo De Bernardinis, l’ex numero due della Protezione Civile e presidente dell'Ispra, aveva ritenuto di trascinare in giudizio anche PrimaDaNoi.it “colpevole” di aver riportato le dichiarazioni dell’allora consigliere regionale.
E’ finita male per De Bernardinis e per l’Avvocatura dello Stato (alla quale si era rivolto) che ha… sbagliato tribunale scegliendo erroneamente quello più vicino a sé… ovvero quello di Roma. Il giudizio è terminato alla prima udienza con l’accoglimento dell’eccezione preliminare di incompetenza ma il giudice erroneamente -e piuttosto stranamente- ha compensato le spese tra le parti. Come dire De Bernardinis sbaglia tribunale ma le spese le paga chi ha ricevuto il disturbo.
Così dopo l’ordinanza del tribunale di Roma, Costantini e il quotidiano PrimaDaNoi.it, quest’ultimo difeso dagli avvocati Massimo Franceschelli e Mirko Luciani, hanno proposto appello per contestare l’erronea applicazione in sentenza della ripartizione delle spese di giudizio. Appello accolto e così De Bernardinis in totale dovrà pagare 2mila euro di spese a Costantini per i due gradi di giudizio e 2500 al direttore di PrimaDaNoi.it Alessandro Biancardi e alla società editrice.
La particolarità sta anche nel fatto che dopo la querela inoltrata dall’Avvocatura dello Stato (e non da un avvocato privato) De Bernardinis non si è mai costituito in giudizio né ha fatto appello.

La vicenda nella quale si innesta la querela è quella che segue gli arresti per corruzione sul dragaggio (2011) e sulle polemiche seguite sul Ddt nei fanghi e dunque nel fiume. Ma come in altre vicende non c’è stata trasparenza ed informazioni sui dati dell’inquinamento (ed era questo che contestò Costantini).
L’ex consigliere regionale dopo un accesso agli atti aveva pubblicato un documento che «era stato tenuto nei cassetti» dalle autorità locali e dall’Ispra.
De Bernardinis contestava anche il fatto che Costantini avesse ricordato la sua condanna in primo grado a 6 anni nell’ambito del processo della Grandi Rischi. Nel 2010 sempre Costantini è stato querelato dal direttore dei lavori del Progetto Case a L’Aquila, Gian Michele Calvi, che ha chiesto all’ex consigliere regionale un risarcimento danni di 2 milioni di euro per tutti i dubbi sollevati in merito alla costruzione post sisma.
Proprio su quel progetto ci fu un lungo tira e molla per ottenere le carte che Costantini chiedeva con insistenza alla Protezione Civile di Bertolaso e De Bernardinis. Alla fine fu il Tar a stabilire che il consigliere regionale aveva diritto ad ottenere quei documenti.
Anche in quel caso domande, querele e risposte rimaste appese sui costi esorbitanti dei lavori su quelle case che oggi cadono a pezzi. Ma perché mai un ente come l'Istituto superiore di Sanità dovrebbe prendersela con un piccolo quotidiano locale?
   
Vista dalla fine questa vicenda non ci fa che confermare i sospetti dell’inizio e nel 2013 scrivevamo:

La sensazione che abbiamo è che si voglia quasi tappare una piccola "falla di verità" che però sta allagando il web e sta contaminando gente anche fuori dall’Abruzzo.  La sensazione è che più sono poco chiare certe vicende e più la risposta in termini di attacco giudiziario nei nostri confronti è dura.
A parte il merito della vicenda, secondo noi, sarebbe stato di gran lunga più equo e opportuno che De Bernardinis avesse investito il suo avvocato personale invece che l’Avvocatura dello Stato e avesse pagato di tasca sua il contributo di 430 euro più le eventuali spese giudiziarie.
Esattamene come saremo costretti a fare anche noi.  Purtroppo.


a.b.