FINE O INIZIO?

Molino Alimonti, impianti in affitto per due anni alla Molino Adriatico di Corato

240.000 euro di canone per stabilimenti Ortona e Guardiagrele

Redazione Pdn

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Molino Alimonti, impianti in affitto per due anni alla Molino Adriatico di Corato

Molino Alimonti




CHIETI. E' stata la società Molino dell'Adriatico con sede a Corato (Bari) ad aggiudicarsi dinanzi al giudice del Tribunale di Chieti Nicola Valletta l'affitto biennale dei complessi industriali di Roma, Ortona e Guardiagrele della Molino Alimonti nell'abito della procedura di concordato preventivo che interessa la società abruzzese la cui sede è a Ortona.
La Molino Alimonti produceva farina ma la sua attività è ferma da oltre due anni e i 90 dipendenti sono in mobilità. La società che si è aggiudicata la gara era rappresentata Domenico Mazzilli mentre la società concorrente, la Molini Alimonti & C. di Gragnano era rappresentata da Leonardo Alimonti, componente della famiglia che ha fondato l'azienda, su procura di Carmela Alimonti, che è la legale rappresentante della società partenopea.
La società di Gragnano durate la procedura di ieri è stata esclusa per la mancanza, fra i documenti che ha dovuto produrre per partecipare alla gara, del certificato che attesta che il concorrente si è trovato negli ultimi cinque anni in assenza di procedure quali fallimento, liquidazione, concordato preventivo e cessazione di attività.
Nella procedura di ieri il canone di aggiudicazione dell'affitto biennale per il complesso di Roma della Alimonti è stato fissato a 288.000 euro, quello complessivo degli stabilimenti di Ortona e Guardiagrele a 240.000 euro. Contro l'esclusione Leonardo Alimonti ha annunciato ricorso. Entro i prossimi 30 giorni i contratti di affitto si dovranno perfezionare con il pagamento. Lo scorso 24 febbraio, in analoga gara svoltasi dinanzi ad un notaio di Chieti, l'affitto biennale dei tre complessi era stato aggiudicato alla Molini Alimonti & C. di Gragnano al termine di una gara al rialzo, sempre con la società Molino dell'Adriatico, gara che aveva portato il canone finale a 2 milioni e 828 mila euro.
Dopo alcune settimane, però, il giudice aveva dichiarato la decadenza dell'aggiudicazione perchè non era stata ritenuta adeguata la garanzia fideiussoria presentata dalla società aggiudicataria. E dunque si è dovuto procedere ad una nuova gara.