LA SENTENZA

Multa al questore di Pescara. Il vigile altruista assolto dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio

Angelo Volpe è uscito indenne con la formula più ampia

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Multa al questore di Pescara. Il vigile altruista assolto dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio




PESCARA.  Il tribunale collegiale di Pescara ha assolto con la formla 'perche' il fatto non sussite' il vigile urbano Angelo Volpe, accusato di rivelazione di segreto d'ufficio. Anche il pm Rosangela Di Stefano, aveva chiesto alla fine l'assoluzione ritenendo che il fatto non costituisse reato.
Il procedimento prende spunto dalla vicenda riguardante la multa al questore di Pescara Paolo Passamonti. Per l'accusa non vi e' alcuna prova concreta che sia stato Volpe a divulgare la notizia. Sempre secondo il pm, l'imputato si sarebbe solo limitato a chiedere consiglio ad un suo ex superiore, Ernesto Grippo.
 Nello specifico, Volpe avrebbe rivelato «notizie di ufficio che - si legge nel capo di imputazione - per loro natura, dovevano rimanere segrete, riferendo, in particolare, a Ernesto Grippo di alcune irregolarita' relative ad un verbale di accertamento per violazione a norme del Codice della strada, comunicando, altresi', allo stesso anche i dati necessari per identificare la vettura coinvolta ed il proprietario della stessa». Oltre a Volpe, erano presenti oggi in Tribunale il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca; il consigliere comunale di Pescara, Massimiliano Di Pillo; una decina di militanti pentastellati.
 L'avvocato di Volpe aveva chiesto per il suo assistito l'assoluzione perche' fatto non sussiste.
In realtà si tratta di una costola di una vicenda molto più spino sa e complessa
Angelo Volpe in realtà è il vigile urbano che ha aiutato il collega Claudio Di Sabatino a presentare la denuncia sulla scomparsa della multa al questore.
Di Sabatino è l’agente che materialmente fa le multe in via Galileo alle auto parcheggiate sulla corsia del bus e dunque anche alla Mercedes del questore.
E’ l’8 dicembre 2011. Dopo le multe il vigile chiama il carro attrezzi per la rimozione.
La Mercedes era intestata al questore e non era l’auto di servizio anche se il Questore ha sempre detto di «essere in servizio».
 Gli agenti  hanno raccontato che il comandante dei vigili, Carlo Maggitti, chiamò la sera stessa l’ufficiale di turno per avvisarlo che sarebbe passato il questore a riprendere l’auto rimossa.

Il vigile Di Sabatino ha sempre spiegato che altre volte sono state rimosse auto civetta delle autorità ma che esiste una procedura apposita per la restituzione.
  Il questore la sera stessa andò a riprendere l’auto e la storia sembrava finire lì.
Invece la vicenda è finita sul giornale nell’edizione locale de Il Tempo con notizie pubblicate da Marco Patricelli che è finito querelato per diffamazione dal questore.
Circa un anno dopo la multa, però, una manina mise nell’armadietto di servizio del vigile Di Sabatino due fotocopie: una è il verbale della multa al questore e l’altra è la fotocopia del registro delle auto rimosse che riportano il numero del verbale, la cifra da pagare e l’avvenuta restituzione.
E’ un foglio con molte caselle tutte compilate a mano: le uniche caselle rimaste bianche sono proprio quelle relative alla multa del questore dove non compaiono le cifre del pagamento che non è infatti mai avvenuto.
Angelo Volpe si è poi messo in contatto con il suo ex comandante Ernesto Grippo e gli chiese un consiglio su cosa fare  e come procedere.
Grippo si mise a disposizione e preparò la denuncia.
Il caso è stato portato alla ribalta dalla trasmissione Le Iene che più volte si è occupata della vicenda sollecitata dal Movimento 5 Stelle.