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Calcioscommesse: ex ds L'Aquila Calcio non risponde: «grosso fraintendimento»

Avvocato: «voleva spiegare ma ho imposto silenzio»

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Calcioscommesse: ex ds L'Aquila Calcio non risponde: «grosso fraintendimento»

Ercole Di Nicola




L'AQUILA. «Un grosso fraintendimento». Vuole spiegare l'ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, tra i 50 arrestati del nuovo scandalo calcioscommesse portato alla luce dalla Dda di Catanzaro, che lo considera tra gli uomini chiave. Nonostante questa sua volontà «gli ho imposto di non parlare per esigenze difensive», dice il legale Libera D'Amelio, giunta a Venezia, dove è stato fermato. Di Nicola quindi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani il gip deciderà sulla convalida del fermo.
«Nonostante il mio cliente volesse spiegare e far capire che si tratta di un grosso fraintendimento - riferisce all'ANSA il difensore D'Amelio, del foro di Teramo, che è rimasta tutta la giornata con Di Nicola - io gli ho imposto di non parlare per esigenze difensive. Bisogna leggere le oltre mille pagine prima di individuare una strategia difensiva».
 Secondo quanto appreso, nel corso della deposizione Di Nicola ha avuto anche un cedimento emotivo. Il legale resterà a Venezia anche domani.
«Oltre alla presenza come legale - afferma D'Amelio - la mia permanenza a Venezia ha anche l' obiettivo di dare un sostegno umano al mio assistito con il quale ho rapporti di lunga amicizia».

 Se il fermo per Di Nicola dovesse essere convalidato dal gip del Tribunale di Venezia, che si pronuncerà domani, l'avvocato D'Amelio presenterà istanza di scarcerazione o, in subordine, di arresti domiciliari.
Intanto però c’è chi inizia a confermare le ipotesi come l'ex presidente del Brindisi Calcio Antonio Flora ha ammesso le due combine contestate dalla Dda di Catanzaro (Brindisi-San Severo e Pomigliano-Brindisi).
Nel provvedimento del gip del tribunale di Bari che non ha convalidato i fermi di Antonio e Giorgio Flora, padre e figlio, e dell'attuale presidente Vito Morisco, ma ha emesso nei loro confronti un'ordinanza di custodia cautelare concedendogli gli arresti domiciliari, si fa riferimento agli interrogatori.
«Antonio Flora - scrive il giudice - ha dichiarato di aver chiesto a Daleno (Savino, consulente di mercato del Brindisi, ndr) di attivarsi per far vincere la propria squadra».
 Il figlio Giorgio, invece, ha negato tutte le contestazioni «evidenziando che il padre - spiega il gip - non lo informava della gestione calcistica della squadra».
 Secondo il giudice, inoltre, «dalle intercettazioni indicate nel decreto di fermo non compare alcun collegamento» tra i tre fermati pugliesi e gli altri associati (dirigenti della squadra campana del Neapolis). Il gip quindi ha escluso per tutti e tre l'associazione per delinquere con la contestata aggravante mafiosa, ritenendoli responsabili soltanto del reato di frode sportiva.

DI NICOLA AI DOMICILIARI

Il Gip del tribunale di Venezia ha concesso la misura degli arresti domiciliari all'ex capo dell'area tecnica dell'Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, fermato due giorni fa a Venezia nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Catanzaro sul calcioscommesse.