POPOLO vs PETROLIERI

Petrolio in Adriatico: il governo Renzi non si ferma. Galletti:«tutto regolare, procedure lunghe e precise»

Melilla: «Tradito il popolo Abruzzese. Vi siete schierati dalla parte dei petrolieri»

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Petrolio in Adriatico: il governo Renzi non si ferma. Galletti:«tutto regolare, procedure lunghe e precise»




ROMA. Il rilascio di un titolo di concessione di ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare rimane nella competenza istituzionale del Ministero dello Sviluppo economico.
Lo ha ricordato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti rispondendo al question time a proposito di autorizzazioni per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi nel Mare Adriatico, nella zona antistante l'Abruzzo. Gli interroganti, ha ricordato Galletti, «fanno riferimento ad una serie di istanze, presentate anche da lungo tempo, su cui la Commissione tecnica Via-Vas (Valutazione di impatto ambientale e Valutazione ambientale strategica) ha già espresso il proprio parere. Non risulta tuttavia ancora emanato il pertinente decreto interministeriale Ambiente/Beni culturali che ne attesta la compatibilità ambientale». Per ciascuna istanza, ha spiegato il ministro, «è stato svolto il complesso procedimento istruttorio, prima, e valutativo, a seguire, che ha portato la Commissione Via-Vas ad esprimere il parere di competenza - favorevole con prescrizioni, laddove ritenute necessarie - sempre e comunque dopo aver proceduto alla valutazione di tutte le posizioni, anche contrarie, espresse dalle amministrazioni coinvolte e da chiunque vi abbia interesse nell'ambito di una ben precisa e ineludibile fase istruttoria. In parallelo, in un caso di rilievo, proprio per dissipare ogni preoccupazione su impatti ulteriori ambientali, anche potenziali, si è anche provveduto a richiedere un'autorizzazione integrata ambientale (Aia)».
 Il titolo di concessione che rilascia lo Sviluppo economico «è un atto conclusivo di un ben preciso e regolamentato iter amministrativo - ha spiegato Galletti - nell'ambito del quale la Via è solo una delle 'condizioni' normativamente previste e presupposte».

 Il ministro ha quindi osservato che «lo sviluppo della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi, sia in forma liquida che gassosa, costituisce un elemento di valorizzazione delle risorse energetiche del Paese, quando esso non confligga con la prioritaria tutela dell'Ambiente. Nello specifico, la zona di mare del medio Adriatico antistante le coste dell'Abruzzo è da tempo oggetto dell'interesse di diversi progetti».
 La funzione principale del Ministero dell'Ambiente, ha aggiunto Galletti, «è perseguire lo scopo di tutela ambientale attraverso la puntuale applicazione della normativa di settore: funzione che, con i ministeri e le strutture tecniche preposte, continueremo a espletare applicando la normativa in materia di Via. Una valutazione di impatto ambientale molto rigorosa anche sul tema delle trivellazioni per la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi, prima di tutto orientata ad assicurare la massima sicurezza ambientale senza però precludere, ove siano prioritariamente attuate tutte le condizioni di sicurezza e le rigide prescrizioni previste, le prospettive di sviluppo».
 Galletti ha ricordato, infine, che «proprio l'ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare la direttiva europea che rende ancora più efficace, con una nuova autorità e ulteriori sanzioni, il sistema di sicurezza delle piattaforme in mare, su cui l'Italia è già all'avanguardia in quanto a tecnologie utilizzate ed efficienza dei controlli».
«Avete ignorato la volontà popolare e vi siete schierati dalla parte delle multinazionali del petrolio», ha detto Gianni Melilla, «lì dove lo stesso Stato ha istituito un parco. Il governo sta tradendo il popolo abruzzese e non si vuole tutelare il mare».

23 MAGGIO: PREVISTE 40MILA PERSONE
Intanto sono previste 30-40 mila persone da tutta Italia, sabato 23 maggio a Lanciano, per la manifestazione contro il progetto di estrazione petrolifera e raffinazione Ombrina Mare, prospiciente la Costa dei Trabocchi.
Ieri, prima in Commissariato e poi in Comune, ci sono state riunioni per affinare l'organizzazione dell'evento e l'adozione dei sistemi di sicurezza. Domani in Prefettura, a Chieti, ultimo incontro organizzativo, prima che il Ministero degli Interni decida il numero degli uomini delle forze dell'ordine da inviare. La manifestazione, organizzata da 'Nuovosensocivico', ha già raccolto 400 adesioni da tutte le regioni italiane, da parte di comuni, enti, sindacati, associazioni ambientaliste e culturali, centri sociali. I 3,5 km di percorso, da Marcianese a piazza Plebiscito, sarà transennato. Dalle strade saranno tolte auto e cassonetti dei rifiuti. La Digos, coadiuvata dagli organizzatori, sta monitorando anche l'eventuale presenza di infiltrati e persone non gradite.
«E' tutto sotto controllo - dice Alessandro Lanci, coordinatore di Nuovosensocivico - Il servizio d'ordine è ben organizzato. Abbiamo inoltre la collaborazione delle protezioni civili di numerosi comuni».
E anche l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, dice la sua. Luciano Lapenna ribadisce la volonta' di dire no a Ombrina da parte di Anci-Abruzzo, associazione regionale dei Comuni da lui presieduta.
«Del tema abbiamo discusso stamane - annuncia Lapenna, sindaco di Vasto - nella riunione del direttivo Anci Abruzzo. Abbiamo, in quella sede affrontato il tema delle autorizzazioni alle trivelle di fronte alle coste abruzzesi ed in particolare il caso eclatante di Ombrina mare. Ribadiamo che la scelta va contro la vocazione turistica dell'area, ed e' quindi incompatibile con l'istallazione di impianti e piattaforme che hanno un alto livello d'impatto ambientale e di deturpazione del bene mare. La nostra posizione e' chiara - prosegue Lapenna - ribadiamo al governo che si possono dire dei no. Il direttivo Anci dunque aderisce all'iniziativa e alla manifestazione del 23 prossimo a Lanciano insieme alle altre associazioni ed enti, che vedono in primis presente la Regione Abruzzo e invita alla mobilitazione gli enti locali e i cittadini della nostra regione a sostenere, a gran voce, le ragioni che possano portare ad un ripensamento delle scelte fino ad ora compiute sul tanto contestato ed indesiderato insediamento per le estrazioni petrolifere».