TASSE E SCONQUASSO

Inchiesta Soget, gli indagati salgono a due: «pignoramenti revocati se contestati informalmente»

Dopo l’interrogatorio scatta l’avviso di garanzia: emergono le prime conferme

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Tribunale di Pescara



PESCARA. Oltre a Gaetano Monaco, legale rappresentante della Soget, ora nell’inchiesta entra anche Domenico Ludovico, funzionario responsabile della stessa società, firmatario dei pignoramenti esecutivi e delle loro «inspiegabili» revoche.
Evidentemente le risposte che lo stesso Ludovico ha reso in sede di interrogatorio davanti al pm Gennaro Varone alcuni gironi fa hanno avuto l’effetto di aggravare la posizione del funzionare ed evidentemente di rafforzare le ipotesi di accusa. Anche a Ludovico è stato consegnato un avviso di garanzia.
Si tratta della mega inchiesta che sta cercando di far emergere un modus operandi che ha permesso o contribuito l’accumulo di ingenti debiti riversati sulle casse del Comune di Pescara in conseguenza della mancata riscossione di tasse multe automobilistiche, riscossione affidata appunto alla Soget. La società avrebbe però “scontato” illecitamente ad una lista lunghissima di amministratori locali centinaia di migliaia di euro facendo risultare tali debiti “inesigibili” in realtà con ogni probabilità mai effettivamente richiesti.
Di fatto secondo le tesi della procura di Pescara, Monaco d’accordo con Ludovico avrebbe disposto la revoca del pignoramento a Lorenzo Sospiri (Fi) –e non indagato- il 29 maggio 2014 con un atto «apparentemente» sottoscritto a Taranto sottoscritto da Ludovico ma in realtà l’atto sarebbe stato predisposto a Pescara dallo stesso Monaco.

La presunta falsità documentale sarebbe emersa dalla attenta analisi dei files contenuti nei pc sequestrati a Monaco dal quale la polizia giudiziaria che indaga (Squadra Mobile e Forestale) è potuta risalire.
Secondo la procura i due responsabili della società di riscossione incaricata dal Comune di Pescara avrebbero acconsentito con estremo ritardo ad una «immotivata rateizzazione» all’irreperibile consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri sulle cui tasche pendeva un debito di circa 10mila euro per tasse e multe automobilistiche mai pagate in dieci anni.
La cosa che ha insospettito enormemente gli inquirenti è che la procedura di rateizzazione ha grosse falle formali e, tra le tante, manca una formale richiesta del debitore. Cioè Lorenzo Sospiri avrebbe ricevuto il beneficio della rateizzazione senza chiederlo (con atto formale e protocollato).
Peggio: una richiesta falsa sarebbe stata presentata e prodotta anche alla procura senza sottoscrizione e «con l’unico scopo di consentire a Sospiri di rimanere inadempiente». I due soggetti avrebbero così procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale al politico.
Nella confusione sarebbe scappata anche qualche firma che si presume falsa o meglio disconosciuta.
Ma se le “accuse” si intendono tutte ancora da provare e, comunque, provvisorie, quello che sconvolge sono le ammissioni -magari involontarie o non calcolate- degli stessi indagati.
Nella fattispecie Ludovico che per esempio non avrebbe saputo spiegare come e perché si è arrivati alla rateizzazione per Lorenzo Sospiri affermando che da settembre 2014 la Soget ha incrementato i pignoramenti ma solo dopo aver notificato «avvisi tempestivi» visto che i contenziosi proprio sui pignoramenti stavano aumentando a dismisura.

Il bello arriva quando il pm domanda come avvenivano le revoche dei pignoramenti esecutivi, già notificati e non estinti per pagamento.
Ludovico ha candidamente ammesso che le revoche avvenivano dopo le contestazioni «anche informalmente e non necessariamente giudizialmente».
Se l’italiano non è un’opinione significa che, per esempio, Lorenzo Sospiri avrebbe chiamato Monaco al telefono, magari lo avrebbe incontrato al bar davanti ad un caffè e gli avrebbe chiesto la rateizzazione, contestando dopo un anno il pignoramento subìto. Dopo la chiacchiera Monaco e Ludovico decidono di “accogliere” il reclamo informale e di procedere con la rateizzazione.
Ma non è esattamente questa l’ipotesi accusatoria della procura di Pescara?
Un fatto di una gravità assoluta non fosse che, oltre gli illeciti e la procedura che va a farsi benedire, la domanda che sorge spontanea è: quante istanze informali di cittadini “normali” sono state accolte?
Dopo tali affermazioni passa in secondo piano persino l’ammissione -sempre di Ludovico- di “assoldare” una segretaria  per firmare al posto suo (ma proprio  con la sua firma) visto che sono centinaia le istanze che dovrebbe siglare  ogni giorno. Ma la firma sui documenti di Sospiri –assicura il responsabile- è proprio la sua.