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I poliziotti che indagano sugli inganni di giochi e scommesse

150 uomini che indagano. Sequestrati da nucleo speciale Polizia in 10 anni 36,5 mln

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I poliziotti che indagano sugli inganni di giochi e scommesse


CATANZARO. Dal 2002 hanno sequestrato beni per 36 milioni e mezzo e arrestato 882 persone; si muovono negli ippodromi e nelle sale Bingo, nelle case da gioco e nei punti di raccolta scommesse: sono i 150 agenti della Polizia dei giochi e delle scommesse, un nucleo speciale costituito dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza ormai oltre 13 anni fa e che ha avuto un ruolo fondamentale nell'indagine che ha portato alla luce l'ennesimo scandalo del calcio. Si tratta di uomini specializzati proprio nell'analizzare i flussi di scommesse clandestine e gli intrecci tra questo mondo e quello della criminalità organizzata che, come dimostra anche l'inchiesta di Catanzaro, ha ormai allungato le mani su un settore sempre più remunerativo.

Il giro di denaro attorno ai giochi e alle scommesse, lecite o meno, ha infatti subito un'impennata costante negli ultimi anni, e continua a crescere. Nel 2002, quando aprirono le sale Bingo, fu dunque costituito un Nucleo centrale della polizia dei giochi e delle scommesse, presso il Servizio centrale operativo (Sco). Questo nucleo a sua volta coordina i 26 nuclei interprovinciali, inseriti nelle sezioni criminalità organizzata delle squadre mobili distrettuali. E sono stati proprio gli uomini dello Sco e quelli delle squadre mobili, ad esempio, ad aver dato il via all'indagine della procura di Cremona denominata 'Last Bet' che ha colpito - a più riprese - il mondo del calcio ai livelli più alti, fino alla Nazionale, con le volanti della polizia nel ritiro di Coverciano.

Quell'indagine, che ha portato a squalifiche sportive, mentre il procedimento penale è ancora in corso, ha fatto finire in carcere calciatori ed ex calciatori di serie A tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri, ed è arrivata a toccare anche l'allora allenatore del Siena e attuale ct degli azzurri Antonio Conte. Tra i compiti principali assegnati ai 150 uomini, la raccolta di informazioni per prevenire i tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nel circuito legale dei giochi e delle scommesse; le indagini sui reati commessi dai concessionari delle sale, nonché su quelli di dipendenti e scommettitori; gli intrecci tra il mondo dei giochi e 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra; la repressione di qualunque attività di gioco o scommessa esercitata in modo illegale, delle corse clandestine e dei combattimenti tra animali. Un lavoro che ha prodotto fino a dicembre del 2013 882 arresti, di cui 336 per associazione di tipo mafioso, 431 per associazione a delinquere e 115 per altri reati.
 Quasi novemila, invece, le persone denunciate, di cui 758 per 416 bis. Quanto ai sequestri, il valore dei beni e degli immobili ammonta a 36,5 milioni, mentre sono state 425 le licenze sequestrate o sospese ad esercizi pubblici e privati. Infine, sono stati bloccati quasi 11mila apparecchi elettronici - tra cui videopoker, slot machine e schede hardware - e 1.327 apparecchiature informatiche.