PALLONI SGONFIATI

Calcioscommesse ennesimo scandalo: coinvolto anche direttore sportivo de L’Aquila calcio

La società sportiva è estranea. 50 gli arresti

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Calcioscommesse ennesimo scandalo: coinvolto anche direttore sportivo de L’Aquila calcio

Ercole Di Nicola



L'AQUILA.  Oltre 50 arresti e reati che comprendono anche l’associazione mafiosa. Sono gli elementi più devastanti dell’ennesimo scandalo del calcio scommesse. Questa mattina l’operazione che ha interessato molte regioni d’Italia.
Tra gli arrestati nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto Lega Pro e serie D c'è il direttore sportivo Ercole Di Nicola, originario di Atri (Teramo), responsabile dell'area tecnica dell'Aquila calcio. Secondo quanto appreso da fonti investigative, è stato fermato nelle prima ore della mattina a Venezia. Di Nicola sarebbe uno degli uomini chiave dell'inchiesta. Secondo quanto appreso non ci sono indagati tra i rappresentanti della proprietà del club e tra il resto della dirigenza.
L'Aquila come società non è coinvolta a livello penale.
«E’ una cosa gravissima, se questo è il calcio è uno schifo. Augurandoci che non sia così, la notizia è un incubo per noi e per la società», ha commentato il vice presidente dell'Aquila, Massimo Mancini, con parole miste a sorpresa, sgomento e amarezza.
«Non sapevamo nulla, aspettiamo di capire di più, non condanniamo nessuno, però non dovevamo neppure essere sfiorati da questa vicenda per i sacrifici fatti e per la nostra onestà, insomma queste situazioni non ci appartengono, in tal senso, siamo fuori da questo mondo del calcio», continua il dirigente rossoblù, il quale invoca che «qualcuno deve fare piazza pulita, siamo i primi a chiedere chiarezza e che si volti pagina».
 Mancini non pronuncia mai il nome di Di Nicola, ma sottolinea: «Aspettiamo di conoscere i dettagli delle responsabilità, mi auguro che tutto si chiarisca, in caso contrario mi sentirei profondamente tradito e sarebbe la più grande delusione della mia vita».
Il Comune dell'Aquila si costituirà parte civile nel processo legato all'inchiesta sul calcioscommesse della Procura di Catanzaro «per i danni morali causati - dice il sindaco del capoluogo abruzzese Massimo Cialente - da questa vergognosa vicenda che apre una ferita gravissime nelle tante comunità colpite».
«Quello che emerge e' uno spaccato nazionale e transnazionale, dal momento che coinvolge anche diversi stranieri nel giro di scommesse», ha detto il procuratore capo di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo.
Lombardo ha evidenziato che alcune delle persone straniere destinatarie del fermo sono riuscite a sfuggire all'arresto: «Si tratta di tre serbi e due maltesi - ha affermato - che si trovano all'estero. Tra le persone fermate c'e' invece un cittadino albanese accusato anche di sequestro di persona. Quando, infatti, le partite non finivano con il risultato concordato - ha spiegato Lombardo - scoppiavano grosse liti tra finanziatori e dirigenti delle societa'. Una di queste e' finita proprio con il sequestro di un manager».

L'AQUILA, ECCO LE PARTITE SOTTO INCHIESTA
Le partite di Lega Pro abruzzesi sulle quali gli investigatori e gli inquirenti hanno accertato le combine che sarebbero state realizzate nel corso della stagione 2014-2015 dalle due distinte associazioni scoperte con l'operazione di oggi sono Santarcangelo-L'Aquila; L'Aquila-Savona; L'Aquila-Tuttocuoio; L'Aquila-Santarcangelo.
E L'Aquila Calcio trema: la piazza è molto preoccupata.
Un epilogo che mette a rischio la permanenza della società in Lega Pro, la ex serie C1, riconquistata da 3 anni, anche se la proprietà e il resto della dirigenza non sono indagati. Il verdetto sarà emesso dalla giustizia sportiva che si attiverà sulla base delle carte di quella penale. Per la piazza aquilana, che ha vissuto due cancellazioni nel 1993 e nel 2003 a causa di pesanti situazioni debitorie, con la ripartenza dal campionato di eccellenza, è il ritorno di un incubo.

L’ABRUZZO DENTRO LA RETE TRUCCATA
Tocca pesantemente anche l'Abruzzo l'inchiesta della Dda di Catanzaro.  L'inchiesta della Procura calabrese, denominata "Dirthy soccer" ha puntato l'indice su tesserati e dirigenti di squadre di Lega Pro e serie D. Tra le 50 persone sottoposte a fermo di polizia e 70 gli indagati a piede libero, con 30 società calcistiche finite nel mirino degli investigatori, c'é anche L'Aquila, con il fermo di polizia operato all'alba di oggi nei confronti di Ercole Di Nicola, 38 anni.
Legato alla regione anche un altro dei 50 fermati. Si tratta di Enzo Nucifora, 70 anni di Messina, ma residente a S. Benedetto del Tronto è legato all'Abruzzo per essere stato nelle passate stagioni direttore sportivo di Pescara e Chieti. Nell'ultima stagione, prima di lasciare, Nucifora é stato direttore sportivi della Torres, una delle società coinvolte nell'inchiesta.
Fermato anche Gianni Califano, 44enne, campano di origine, ma conosciutissimo nella nostra regione per aver militato nel Chieti e nel Giulianova (Teramo). Conosciuto anche Marco Guidone, 29enne attaccante del Santarcangelo, ma in passato bomber del Chieti. Anche un altro fermato, Savino Daleno, 40 anni, consulente di mercato, e in passato calciatore di Pro Vasto (Chieti) e Val di Sangro (Chieti) ha vissuto stagioni importanti.
Fermato anche Marco Tosi, 55 anni di Forlì, nella stagione 2011-2012 in Abruzzo alla guida del Giulianova (Teramo). Fra gli oltre settanta indagati c'é Armando Ortoli, pescarese, ex giocatore di Pescara e Chieti, e fino a qualche settimana fa ds del Catanzaro.

TUTTI I NOMI

Presidenti, dirigenti sportivi, calciatori ed ex calciatori, ma anche ricchi finziatori stranieri. C'e' tutto questo nel provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catanzaro nell'ambito dell'operazione sul calcio scommesse che colpisce diverse societa'. Quattro presidenti di società di calcio, undici dirigenti a vario titolo, 12 tra calciatori in attività ed ex, un magazzinieri e finanziatori italiani ed esteri: sono le persone sottoposte a fermo stamani dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta Dirty Soccer.

Questi i nomi:

PRESIDENTI: Mario Moxedano, Neapolis; Antonio Flora, Brindisi; Giorgio Flora, vice presidente Brindisi; Maurizio Antonio Pagniello, ex presidente Trento;

DIRIGENTI SPORTIVI: Antonio Ciccarone, ds Neapolis; Francesco Molino, ds Montalto Uffugo; Antonio Palermo, Montalto Uffugo; Vito Morisco, dg Brindisi; Ercole Di Nicola, ds Aquila; Vincenzo Nucifora, ex ds Torres; Mauro Ulizio, dg Monza e dg di fatto del Pro Patria; Massimiliano Carluccio, socio occulto e dirigente di fatto del Pro Patria; Gianni Califano, ds Monza; Fabrizio Maglia, Vigor Lamezia; Felice Bellini, dirigente marketing Vigor Lamezia;

CALCIATORI: Raffaele Moxedano, Neapolis; Emanuele Marzocchi Puteolana; Salvatore Astarita, ex Akragas; Savino Daleno, ex calciatore e consulente del Brindisi; Fabio Di Lauro, ex calciatore e imprenditore; Marco Guidone, Santarcangelo; Francis Obeng, Santarcangelo; Mohamed Lamine Traorè Santarcangelo; Giacomo Ridolfi, Santarcangelo; Andrea Ulizio, San Marino ex Pro Patria; Adolfo Gerolino ex Pro Patria; Vincenzo Melillo Pro Patria;

ALLENATORI: Marco Tosi, ex Pro Patria; Ninni Corda, Barletta;

ALTRI PERSONAGGI: Daniele Ciardi, magazziniere Santarcangelo; Enrico Malvisi, imprenditore e scommettitore; Marcello Solazzo, uomo fiducia Carluccio; Stefano Benini, uomo fiducia Carluccio; Alberto Scarnà, sovrintendente polizia e uomo fiducia Di Lauro; Raffaele Pietanza, uomo fiducia Carluccio e Solazzo; Diego De Palma, imprenditore e finanziatore; Raffaele Poggi, finanziatore; Bruno Califano, padre di Gianni; Massimo Cenni; Sebastiano La Ferla, uomo fiducia Bellini;

FINANZIATORI ESTERI: Aleksander Brdanin; Uros Milosavljevic; Milan Jovicic; Ala Timosenco, interprete; Erikson Araci, collaboratore Di Lauro; Ioana Delia Dan, interprete; Edmond Nerjaku imprenditore e finanziatore; Robert Farrugia e Adian Farrugia.