LA PROTESTA

Bandiere blu, sindaco Rocca S.Giovanni: «chiederemo danni milionari alla Sasi»

Il vessillo cancellato all’ultimo minuto per l’inchiesta della Procura di Lanciano

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Bandiere blu, sindaco Rocca S.Giovanni: «chiederemo danni milionari alla Sasi»

ROCCA SAN GIOVANNI. E’ ancora incredulo ma soprattutto arrabbiato Gianni Di Rito, il sindaco di Rocca San Giovanni, che al fotofinish ha visto scomparire la bandiera blu 2015.
Ieri l’assegnazione che in realtà ha scontentato una larga fetta della regione che in soli 2 anni ha perso in totale 6 vessilli. Il caso di Rocca San Giovanni però è diverso dagli altri.
«Dopo la convocazione a Roma per martedì, per la consegna ufficiale del vessillo, venerdì scorso la Fee mi ha comunicato che il riconoscimento era sospeso per via dell'inchiesta della procura di Lanciano che settimane fa ha sequestrato depuratori Sasi in vari comuni, compreso due a Rocca S.Giovanni».
Dopo l'inattesa brutta sorpresa a parlare è il sindaco Gianni Di Rito che prosegue: «Chiederò alla Sasi, l'ente gestore idrico-fognario del Frentano, un risarcimento milionario per inefficienza, la cui attività ora rischia di distruggere il nostro lavoro fatto da anni. Rocca S. Giovanni, tra i Borghi più Belli d' Italia, anche l'unica ad avere 4 Vele Legambiente. Una vicenda quella dei depuratori che provocherà un importante danno all'immagine di Rocca San Giovanni».
 Dunque la storia potrebbe avere strascichi giudiziari e il sindaco sembra pronto alla battaglia.
«Ci riteniamo parte lesa unitamente ai turisti e agli operatori che continuano a fare investimenti. Non è possibile - prosegue Di Rito - che per l'inefficienza della Sasi vengano buttati al vento qualcosa come 11 anni di riconoscimento della Bandiera Blu. Basta a subire le conseguenze negative di altri enti amministrativi. Da cinque anni avevano inoltre pronti i progetti per spostare più all'interno i contestati depuratori delle località Vallevò e Cavalluccio. Perché la Sasi ha aspettato tanto a realizzare gli impianti?»
L’inchiesta scoppiata nelle scorse settimane è dunque ancora alle sue battute iniziali ma ha già prodotto danni, oltre ad un avviso di garanzia al presidente Domenico Scutti.
In totale sono stati 12 gli impianti posti sotto sequestro «in quanto le violazioni ambientali riscontrate dagli organi di controllo e dai consulenti tecnici del pubblico ministero sono persistenti», si legge nell’ordinanza del gip, «tuttora in atto e derivanti da una programmatica, pervicace e dolosa gestione degli impianti del tutto noncurante degli esiti negativi dei controlli succedutisi nel corso degli anni (principalmente ad opera dell’Arta)».
I due impianti di Rocca San Giovanni (Cavalluccio e Vallevò), che hanno come corpo idrico ricettore il Mare Adriatico (pur se sono inseriti nel bacino idrografico del Torrente Feltrino), sono risultati «privi di una adeguata fase di trattamento preliminare primaria e di un trattamento di denitrificazione per la rimozione dei composti dell’azoto». Gli scarichi di entrambi gli impianti non rientrano nei limiti fissati delle autorizzazioni relativamente al controllo nel periodo estivo.
Per l’impianto Vallevò i controlli analitici sulle acque reflue l’impianto eseguiti nel corso dell’ispezione hanno evidenziato che non si riesce ad ottenere costantemente un abbattimento delle sostanze inquinanti nel rispetto dei limiti di legge. Stessa cosa per l’impianto Cavalluccio.

 GIORNATA AMARA ANCHE PER IL SINDACO DI SILVI
«La vicenda della perdita della Bandiera Blu del Comune di Silvi, parte dalla lontana estate 2013» - ha dichiarato invece il primo cittadino di Silvi, Francesco Comignani che come il collega di Rocca San Giovanni quest’anno non vedrà sventolare il prezioso vessillo.
Il 2013, ricorda il primo cittadino, era l’anno in cui il prestigioso riconoscimento fu circoscritto alla sola parte centrale del litorale silvarolo.
«Nell'estate 2014, nel momento dell'insediamento, l'Ammnistrazione Comignani ha affrontato come sua priorità principale la balneabilità di tutte le nostre acque, che all'epoca, sebbene muniti della Bandiera Blu, non erano tali. Per questo motivo predisponemmo una serie di attività dirette a contrastare gli sversamenti dei liquami in mare, tutte condivise con gli organi preposti, Aca e Ato. Ad oggi sono in corso tutte le operazioni dirette a potenziare la rete fognante inidonea a fronteggiare le aumentate esigenza dell'utenza e a installare una ulteriore pompa di sollevamento. Con questi interventi ci prefissiamo di arrivare pronti per l'estate 2015 con i parametri nella norma. Puntando sulla riassegnazione della Bandiera Blu per l'estate 2016».

TANCREDI (AP): «IL PROBLEMA SONO LE DISCARICHE E NON LE TRIVELLE»

«Quello che mi sorprende», dice il deputato di Ap, Paolo Tancredi, «e' che da piu' parti si parli di discariche abusive come la principale causa dell'inquinamento delle nostre coste: a sentire certe campane pensavo infatti che l'inquinamento nell'Adriatico dipendesse, unicamente, dalle trivelle e invece vedo che non vengono citate negli studi sulla balneazione. Evidentemente le trivelle non hanno alcuna ricaduta sull'inquinamento, come del resto gia' presumevo».

«Dalla lettura dei commenti dei sindaci, molto piu' critica mi sembra invece la situazione delle discariche sul territorio regionale, situazione che probabilmente risente delle scelte fatte negli ultimi anni dalle giunte di centrodestra e di centrosinistra nella progettazione e nella realizzazione di impianti davvero moderni per lo smaltimento dei rifiuti. Confidiamo - conclude Tancredi - in una modifica delle politiche sulle discariche per il nostro territorio, che a questo punto si puo' dire causano problemi per le nostre coste, per il mare e per le falde acquifere. Altro che trivelle...».