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Contratto di quartiere Giulianova, Consiglio regionale dice sì. Febbo: «vado in Procura»

Mastromauro festeggia: è finita l’epopea»

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Contratto di quartiere Giulianova, Consiglio regionale dice sì. Febbo: «vado in Procura»

Borsacchio





GIULIANOVA. Il Consiglio regionale ha approvato martedì mattina la Variante al Contratto di Quartiere dell'Annunziata.
Il più soddisfatto di tutti è certamente il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, che festeggia: «è finita l'epopea», ha commentato. «E' un vittoria della città e soprattutto del quartiere. Il contratto potrà essere completato con l'approvazione definitiva in Consiglio comunale non appena dalla Regione riceveremo la delibera votata oggi».
In mattinata, prima della votazione, il sindaco, insieme con la dirigente dell'Area Tecnica, Maria Angela Mastropietro, era stato ricevuto in audizione nella 2^ Commissione e aveva esplicitato le ragioni che non ostavano all'approvazione. Poi poco più tardi, in Consiglio, il via libera, non senza interventi contrari.
L’area in questione faceva parte della riserva del Borsacchio ma il Comune di Giulianova ha ottenuto nel 2012 una riperimetrazione che, di fatto, ha estromesso la parte sud di Giulianova dalla riserva. L'amministrazione comunale in cambio della cessione di una parte di parco Annunziata, aveva concesso ai privati il cambio di destinazione d'uso (da turistico-ricettivo a residenziale) della porzione di terreno a ovest del parcheggio del lungomare Rodi.
Adesso il progetto prevede, rispetto alla previsione iniziale, la delocalizzazione, come richiesto dal comitato dei cittadini dell'Annunziata, e circa il 20% in meno dei volumi da edificare.
Nelle scorse settimane la commissione regionale urbanistica, presieduta da Mauro Febbo, aveva stoppato l'iter ritenendo il progetto una «sanatoria a vantaggio di un imprenditore».
Ma con il sì di oggi l’iter si è quasi concluso. «Si trattava, d'altronde - spiega il primo cittadino - di quanto richiesto nel 2007 dal comitato di residenti del quartiere, per cui vi fu perfetta convergenza da parte del Comune e della proprietà, che mostrò grande sensibilità volendo interloquire con l'amministrazione comunale nonostante avesse già il permesso a costruire, e quindi nelle condizioni di poter procedere. Tutti i nodi sono stati sciolti, smentendo tutte le riserve».

«HO CHIESTO PIU’ VOLTE CHIAREZZA»
Non è però della stessa opinione il consigliere regionale di Forza Italia, Febbo, che chiede chiarezza e annuncia che porterà le carte in Procura: «ho più volte sollecitato, purtroppo inutilmente, un approfondimento della questione. A questo punto, però, non posso far altro che rivolgermi alle autorità competenti affinché facciano piena luce sull’iter procedurale».
Visionando le planimetrie allegate al provvedimento in votazione secondo Febbo emergerebbero inoltre una serie di incongruenze che farebbero pensare a «una vera e propria ‘sanatoria’ di opere costruite tra il 2007 e il 2009, che non potevano però essere realizzate perché in violazione del Piano paesistico regionale».
Il presidente della Commissione di Vigilanza fa poi notare una ‘incongruenza’ legata al fatto che la delibera di giunta regionale era stata firmata dall'assessore all'Ambiente Mario Mazzocca, nonostante il titolare della delega sia Donato Di Matteo. Poi è stata cancellata la firma di Mazzocca per fare posto a quella del presidente D'Alfonso, oggi assente in aula. «E’ una coincidenza?», ha chiesto Febbo.
Inoltre l’esponente del centrodestra contesta il fatto che le 5 piantine che sono state fornite ai consiglieri regionali, sono state elaborate ognuna in scala diversa, «impedendoci di poterle sovrapporre e dunque fare le valutazioni di merito».

ANCHE I 5 STELLE DICONO NO
Intanto il sindaco Mastromauro se l’è presa con Riccardo Mercante, consigliere dei 5 Stelle: «nonostante sia l'unico consigliere regionale di Giulianova, ha fatto di tutto per contrastare l'approvazione».
Secondo il grillino, infatti, la proposta così come arrivata è irricevibile: «anche la Soprintendenza dei beni paesaggistici ha ammonito il Comune per non essere stata coinvolta ed ha espresso dubbi sulla trasformazione di un’ area paesaggistica con del cemento. Speravamo che almeno il Comune alzasse la contropartita sul comodato d’uso di 1000 mq di parco pubblico ad un privato per la realizzazione di un parcheggio. Nelle casse del Comune entreranno solo 21 mila euro».
E pollice verso del primo cittadino di Giulianova anche per Paolo Gatti e Mauro Di Dalmazio, che hanno preferito uscire dall'aula al momento del voto e per Mauro Febbo che ha espresso perplessità: «non è stata una bella condotta, la loro».
Tra i documenti emerge che tra i soggetti coinvolti del contratto di quartiere ci sono la Regione Abruzzo, Ater di Teramo, alcuni privati e la Coop Cpl Concordia recentemente finita in uno dei tanti cicloni giudiziari legati a presunte tangenti.