GRANDE CRISI

Vertenza Auchan, sindacati abruzzesi: «Regione faccia pressione su autorità francesi»

In Abruzzo l’azienda 37 esuberi nella sola struttura vicino l’aeroporto

Redazione Pdn

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Vertenza Auchan, sindacati abruzzesi: «Regione faccia pressione su autorità francesi»




PESCARA. Una soluzione alternativa ai licenziamenti e ripristino della contrattazione integrativa aziendale. Sono queste le richieste dei lavoratori dipendenti del Gruppo francese della grande distribuzione Auchan che in massa sabato scorso hanno aderito allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs.
Oltre il 75% degli 11.422 dipendenti del Gruppo transalpino il 9 maggio ha infatti incrociato le braccia; centinaia i lavoratori che hanno preso parte ai numerosi presidi promossi dai sindacati in tutta Italia per protestare contro la procedura di mobilità avviata dalla multinazionale transalpina.
Sono complessivamente 1.426 i lavoratori coinvolti dai licenziamenti che hanno anche subìto la disdetta della contrattazione integrativa aziendale; con queste due operazioni il gruppo francese intenderebbe recuperare i 112 milioni di mancato introito del 2014, come annunciato nei giorni scorsi dal presidente Patrick Espasa che pure ha dichiarato, proprio nella giornata della mobilitazione sindacale, «di credere al rilancio dell’Italia ed anche al potenziale del Sud dove è presente la metà degli ipermercati». 


Eppure Espasa sembrerebbe smentito dai fatti. «In Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna la mobilità interessa complessivamente circa 680 lavoratori, quasi la metà degli addetti coinvolti dalla procedura – ha stigmatizzato il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot – Difficile credere alle parole di Espasa in assenza di un credibile piano di rilancio aziendale e di un dietrofront sui licenziamenti».
C’è attesa per l'incontro previsto per oggi con la direzione aziendale per l'espletamento della prima fase sindacale di gestione della procedura. «E’ urgente individuare percorsi alternativi ai 1426 licenziamenti – ha affondato il segretario generale della categoria cislina Pierangelo Raineri sottolineando anche la gravità dell’atteggiamento del gruppo Auchan - E’ assurdo che il presidente della multinazionale francese pensi di ripristinare l’equilibrio economico del Gruppo tagliando esclusivamente sui costi del lavoro e sugli istituti contrattuali previsti dalla contrattazione integrativa disdettata peraltro unilateralmente».
«In molte realtà, compreso in Abruzzo, i fatturati e lavoratori pagano lo scotto di scelte politiche e commerciali profondamente errate messe in campo dai gruppi dirigenti dell’azienda, scelte che hanno portato Auchan a non essere particolarmente competitiva specie in quelle aree dove più pesantemente morde la crisi economica ed occupazionale», dice Davide Frigelli Segretario Regionale Fisascat Cisl Abruzzo Molise.


«Sembrerebbe che il presidente ed il Gruppo Dirigente di Auchan facciano a gara a contraddirsi. Uno dichiara di credere all’Italia ed al suo Sud, gli altri licenziano come esuberi proprio la gran parte dei dipendenti degli ipermercati del mezzogiorno D’Italia. Tutto questo, dopo aver goduto per anni delle agevolazioni ed incentivi agli investimenti nel Paese e nel sud più in particolare, alle prime difficoltà economiche, il gruppo francese fa ritorno oltre le Alpi, come Napoleone sconfitto, lasciando stravolgimenti del territorio e dipendenti sul lastrico».
«La Fisascat Cisl Abruzzo Molise», dice Leonardo Piccinno Segretario Generale, «farà ogni pressione necessaria nei confronti della Giunta Regionale perché intervenga sulle Autorità e l’Ambasciata di Francia, affinchè Auchan, si faccia carico delle proprie responsabilità ed abbandoni un progetto scellerato come, licenziare 1426 dipendenti».