SANITA'

Pronto soccorso: «mancano 300 medici e un piano contro gli ingolfamenti»

Al via Settimana nazionale, per 53% italiani accedervi è una impresa

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Pronto soccorso: «mancano 300 medici e un piano contro gli ingolfamenti»




ROMA. Sono 844 in tutta Italia ed accolgono in media un paziente ogni secondo, per un totale di 24 milioni l'anno, sono aperti h24 e 7 giorni su 7. I Pronto soccorso rappresentano 'la porta sempre aperta' per fare fronte alle emergenze, ma si trovano a fare i conti con uno stato di gravissima difficoltà: i medici che vi lavorano sono circa 12mila ma ne sarebbero necessari almeno altri 300 e mancano, ad oggi, piani ad hoc per la gestione del sovraffollamento.
Risultato: per oltre il 53% degli italiani, secondo dati Istat 2014, accedervi è una vera impresa. E' il quadro tracciato dalla Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), che ha lanciato la seconda edizione della Settimana nazionale del Pronto soccorso dal 16 al 24 maggio.
«Il sistema dell'emergenza-urgenza - rileva il presidente Simeu Gian Alfonso Cibinel - è ormai in uno stato di grave difficoltà strutturale, evidente a tutti all'inizio del 2015, quando i Pronto soccorso (Ps) hanno dovuto fronteggiare l'epidemia influenzale più pesante dell'ultimo decennio».
 Da qui la richiesta dei medici di Ps di introdurre negli ospedali un Piano di gestione del sovraffollamento (PGS): «Ogni ospedale dispone di un PEIMAF (Piano di Emergenza Interno per Massiccio Afflusso di Feriti), ma quasi nessuno di un PGS - afferma Cibinel - eppure il massiccio afflusso di feriti è un evento raro e non prevedibile, mentre il sovraffollamento dei PS si ripete regolarmente tutti gli inverni, con aumento significativo dei rischi per i pazienti. Alcune regioni, come Lombardia e Piemonte, hanno prodotto delibere che vincolano o invitano le aziende sanitarie ad elaborare i PGS, ma bisogna passare dalle indicazioni alle risposte concrete».
 I Ps, precisa però Cibinel, «non chiedono più risorse, ma una migliore gestione: il ministero prevede circa 30 posti l'anno per le scuole di specializzazione in emergenza e con i posti aggiunti dalle regioni si arriva a circa 80 posti, ma sarebbero necessari almeno altri 300 medici in più l'anno».

 Fondamentale è però anche far conoscere ai cittadini l'organizzazione dei Ps: per questo, per il secondo anno, si svolgerà la Settimana nazionale dei Pronto soccorso, con giornate 'open day' di accesso ai Ps in varie città, incontri e attività pubbliche nelle piazze, nelle scuole e anche nei centri commerciali, con i medici che spiegheranno come funziona il sistema dell'emergenza e ascolteranno le esigenze dei pazienti. Sarà diffuso anche un video in collaborazione con il gruppo musicale Africa Unite e si farà conoscere l'iniziativa Simeu per i Ps 'senza dolore' con la diffusione di protocolli per il controllo tempestivo del dolore. Novità dell'edizione 2015 è inoltre una partnership con il Tribunale dei diritti del malato (Tdm), grazie alla quale verrà realizzato un monitoraggio nei Ps per arrivare alla proposta di azioni mirate. La Settimana, ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, «sarà una preziosa occasione per far comprendere alla popolazione le dinamiche dei servizi di emergenza e ascoltare le richieste, affinché tutti insieme possiamo affrontare le inefficienze e carenze che, di fatto, ancora affiggono il sistema di emergenza».
 A partire appunto dal dato Istat, ha ricordato il coordinatore del Tdm Tonino Aceti, che vede i Ps come «il servizio di pubblica utilità con la maggiore difficoltà di accesso, come denunciato dal 53% degli italiani, seguito da Forze dell'ordine e uffici comunali».