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Batosta dal passato: 900mila euro per il pasticcio dei terreni del PalaRoma

Opera pubblica costruita su terreni mai acquistati. Sindaco Maragno: «assurdo».

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Batosta dal passato: 900mila euro per il pasticcio dei terreni del PalaRoma

MONTESILVANO. «Un altro duro colpo per l'equilibrio finanziario dell'Ente, già fortemente precario».
Cosi' il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno commenta la condanna ad un risarcimento di oltre 900 mila euro, per una causa relativa all'esproprio ad alcuni privati (35 in totale) di un terreno per costruire il PalaRoma.
I fatti risalgono al 2002 quando il Comune di Montesilvano (Renzo Gallerati sindaco ed Enzo Cantagallo assessore ai Lavori pubblici) occupò il terreno per la costruzione del Palazzetto dello sport, non perfezionando l'esproprio nei termini previsti dalla legge, pur avendo realizzato l'opera pubblica.
Un progetto approvato nel 1991 che prevedeva l'esproprio di alcune aree, per un totale di 400 milioni di lire. La questione per anni è rimbalzata da un'amministrazione all'altra senza mai essere risolta.
Il caso si è scoperto con la richiesta dell'agibilità in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2009 quando è saltata fuori una realtà sconcertante: il Comune non aveva mai comprato quell'area.
A scoprire che il terreno del palasport, inaugurato nel 2002, non rientrava nelle proprietà dell’amministrazione comunale sono stati i tecnici durante l'espletamento delle pratiche.

Da lì è ripartito un certosino lavoro per ricostruire tutta la vicenda: nel 2002 la giunta Gallerati aveva stabilito che le 4 particelle catastali venissero indennizzate dalla stessa all'amministrazione comunale. Tre anni dopo, però, la ditta Panarea comunicò al Comune di non essere riuscita ad acquisire dai terzi proprietari l'area retrostante il Palaroma.
Nel 2006 la giunta Cantagallo stabilì che la ditta espropriasse quelle aree e fissò anche i costi degli espropri: 57.200 euro per la particella 2355, 22.425 euro per la particella 2357, 20.475 euro per la particella 2359 e 38.025 euro per la particella 2361. «L'ente», dice la delibera, «a seguito di cessioni ed espropri avrà a disposizione un'area complessiva di 4.379 metri quadrati». L'accordo passò con 21 voti favorevoli. Ma i quattro espropri non vennero mai eseguiti e dunque l'area è rimasta di proprietà di 35 cittadini.
Ora il Comune e' stato condannato dal Tribunale a pagare 566 mila euro a 10 proprietari che presentarono il primo ricorso al Tar e altri 93 mila euro ad altri due proprietari intervenuti nella causa in un secondo momento. A tale somme si aggiungono gli interessi maturati dal 2002 e le spese legali.
«E' assurdo constatare che sono stati eseguiti espropri senza accantonare le relative somme per gli indennizzi - dice ancora Maragno -. Ancora una volta il Comune si trova ad avere a che fare con una pesantissima eredita'. A pochi giorni dall'approdo del rendiconto di gestione 2014 in Consiglio comunale, con una situazione che vede le casse del Comune quasi al tracollo, questa notizia scuote ulteriormente l'equilibrio finanziario dell'Ente, gia' provato dalla entrata in vigore della norma che prevede l'armonizzazione contabile».