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Test Invalsi, protesta genitori: figli a casa a San Demetrio e Chieti Scalo

Ieri e oggi le prove per 7.776 studenti italiani

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Test Invalsi, protesta genitori: figli a casa a San Demetrio e Chieti Scalo
ABRUZZO.  E' scattata ieri in tutta Italia l'ora X delle prove Invalsi. Coinvolti in questa prima giornata oltre un milione di bambini (1.117.900) della scuola primaria. Le prove messe a punto dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione, e somministrate ogni anno in questo periodo (in questa tornata rispetto al calendario previsto hanno subito uno slittamento per la concomitanza, con lo sciopero della scuola indetto dai sindacati) interessano oggi 7.776 scuole elementari. Tra queste 748 sono considerate scuole campione e dunque ospiteranno gli osservatori dell'Invalsi che monitoreranno la situazione. 

E un gruppo di persone, la quasi totalità dei genitori del Distretto Scolastico di San Demetrio ne' Vestini, paesino della provincia dell' Aquila, proprio ieri e oggi non hanno fatto entrare i lori bambini a scuola. Lo annuncia la portavoce dei genitori, Paola Stacconi. «Il motivo - spiega - e' sicuramente il dissenso su molti punti del progetto di legge 'la Buona Scuola'. L'eccessivo potere dato ai Dirigenti Scolastici non ci rassicura, soprattutto si trasformerebbe in un manager a caccia di sponsor in una scuola-azienda. E questo la dice lunga sulla differenza di scuole che si creerebbe tra quelle situate in una realta' depressa e povera di zone industriali rispetto alle scuole del Nord». A preoccupare i genitori anche la possibilità del Dirigente Scolastico di spostare o acquisire personale docente attraverso una selezione data dai curricula vitae e non in base alle graduatorie (fatte anch'esse attraverso punteggi acquisiti con titoli e concorsi), che non farebbe che incoraggiare clientelismo e nepotismo.

«Riteniamo anche poco chiaro - prosegue Paola Stacconi - il punto riguardante le 200/400 ore extrascolastiche di 'apprendimento' che i ragazzi delle scuole superiori dovrebbero svolgere in fabbriche o aziende». Inoltre secondo le famiglie sarebbe necessario rivedere altri punti che dovrebbero essere discussi e concordati con docenti ed esperti, «e non ci sembra che cio' stia avvenendo. Quindi noi come genitori», spiega Stacconi, «per nostra convinzione, ma anche per dare supporto e sostegno al corpo docenti della nostra scuola, possiamo far assentare i nostri figli nei giorni delle prove Invalsi e dare un segnale piu' forte del nostro dissenso; cercando inoltre di arrivare laddove non sono riusciti i nostri insegnanti a causa dello spostamento da parte del Ministero dell'Istruzione delle prove Invalsi dal 5 maggio, giorno dello sciopero dei docenti, al 6 e 7».

E anche i genitori dei bambini della classe II della scuola primaria via Bosio di Chieti Scalo hanno deciso di non mandare i figli in classe nelle giornate di ieri e oggi: «le prove, di cui non condividiamo l'impostazione, sono ancora più dannose perché inserite in un'idea di "buona scuola" classista e anti - democratica. Come possiamo avere fiducia di una valutazione basata su principi quantitativi, all'interno di una scuola che vuole aumentare le differenze e ridurre la complessità dell'individuo (sia insegnante che alunno) a un numero».

La decisione di non fare andare a scuola i bambini è nata, spiegano i genitori, «da un’iniziativa di tutti noi, senza alcun coinvolgimento del corpo insegnanti e dirigenti scolastici, totalmente estranei all’iniziativa».