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Nuova legge Via regionale: le 10 correzioni degli ambientalisti delusi

«Solo così la Regione sarà al passo con i tempi»

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Nuova legge Via regionale: le 10 correzioni degli ambientalisti delusi
ABRUZZO. «Una proposta sbagliata e piena di criticità che non risolve i gravi problemi che abbiamo avuto e tuttora abbiamo in Abruzzo sulle procedure di valutazione ambientale».

Le associazioni Salviamo l'Orso, Nuovo Senso Civico, Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua e Stazione Ornitologica Abruzzese prendono posizione sulla proposta di legge della Giunta Regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale trasmessa al Consiglio regionale dove è ora in discussione.

Il documento viene bocciato pesantemente e gli ambientalisti propongono la loro ricetta per rimediare prima che sia troppo tardi. Si tratta di 10 proposte per cambiare «radicalmente il volto alla proposta» affinché «sia veramente utile per far crescere la comunità abruzzese, imprenditori compresi». Già nei giorni scorsi il Forum dell’Acqua aveva parlato di «colpo di mano» della giunta D’Alfonso tra errori e dimenticanze e chiesto un cambio in corsa.

«Da una prima lettura dei 13 articoli della norma emerge a nostro avviso un incredibile quadro di superficialità nella scrittura, con errori palesi, gravi omissioni, tentativi di “privatizzazione” del Comitato V.I.A. regionale, banalizzazione dei procedimenti», aveva denunciato Augusto De Sanctis. 

Ora sul piatto le 10 proposte che la politica potrebbe decidere di sposare e accogliere o anche snobbare. Prima richiesta: aprire confronto sulla legge con la società abruzzese, a partire da chi in questi anni ha evidenziato e denunciato le distorsioni esistenti nelle procedure di valutazione ambientale in Abruzzo. Seconda richiesta:  redigere un testo coerente su tutte le procedure ambientali senza dimenticare la Valutazione Ambientale Strategica e l'Autorizzazione Integrata Ambientale e reintroducendo la fase di Valutazione di Impatto Sanitario, magari integrata nelle altre procedure per evitare tempi lunghi nella autorizzazioni. Terza: «introdurre elementi qualificanti rispetto alle istruttorie che dovrebbero essere svolte da personale altamente specializzato, avente pubblicazioni scientifiche sui temi trattati, valorizzando i funzionari che hanno queste caratteristiche e ricorrendo alla collaborazione con strutture pubbliche».

Quarta: definire in maniera più dettagliata le specializzazione e i titoli (come, ad esempio, il possesso di pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali) per i componenti del Via, prevedere un tetto massimo espresso in percentuale di membri esterni alle strutture regionali, e introdurre norme di rigido controllo e verifica rispetto alle situazioni di conflitto di interesse.

Quinta: prevedere l'inchiesta pubblica obbligatoria per le opere più controverse e potenzialmente più pregiudizievoli per territorio e salute, su richiesta di enti locali e un numero minimo di cittadini ed associazioni. Sesta: definire le specializzazioni necessarie per la redazione degli studi di impatto/incidenza ambientale. E poi le ultime tre proposte: prevedere che il membro abruzzese nominato presso la commissione V.I.A. nazionale esprima una posizione sui singoli progetti elaborata attraverso una conferenza dei servizi e almeno un incontro pubblico come accade in altre regioni, un regime di sanzioni per le opere realizzate in difformità rispetto al progetto che sia rapportato al valore dell'opera e non prevedere semplicemente un tetto di 150.000 euro; definire in maniera più rigida l'esame dell'effetto cumulo delle opere che insistono sullo stesso territorio e subordinare la possibilità di esprimere pareri favorevoli su nuove opere al rispetto degli standard ambientali per aria, suolo e acqua previsti dalle norme europee nei territori interessati.