LA PROTESTA

Scuola: martedì sciopero nazionale e manifestazioni contro riforma

Cortei e flash mob per sfidare il Governo Renzi

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Scuola: martedì sciopero nazionale e manifestazioni contro riforma


ROMA.  E’ in programma per domani, martedì 5, lo sciopero generale contro i contenuti del disegno di legge 2994 in corso di approvazione al Parlamento.
La manifestazione nella capitale costituirà il punto di raccolta di maestri e professori da Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Molise, Toscana e Umbria. Il corteo partirà da Piazza della Repubblica alle 9;
Intanto la giornata di protesta sarà preceduta da un flash mob in varie piazze d’Italia, che inizierà, lunedì alle 19, con la lettura corale degli articoli 3, 33, 34 e 97 della Costituzione. Tutti sono invitati a partecipare al «Selfie-mob» vestiti di nero, con i lumini. Il tutto dovrebbe concludersi in circa 15 minuti.
Il mese scorso, 32 associazioni - compresi i sindacati Cgil, Cisl e Uil e delle associazioni di studenti - hanno sottoscritto un appello al Parlamento chiedendo di modificare profondamente i contenuti del disegno di legge, soprattutto per quanto riguarda i poteri dei dirigenti scolastici.
Pochi giorni fa i firmatari del documento - che avanza 5 proposte per la scuola - hanno incontrato un gruppo di parlamentari, in particolare alcuni membri della Commissione Cultura di Montecitorio, che dovrebbe licenziare il testo entro l'11 maggio, giorno in cui dovrebbe approdare in Aula. Al termine dell'incontro, le associazioni hanno manifestato soddisfazione per "la volonta' della Commissione di cambiare profondamente il provvedimento" e per le modifiche gia' realizzate all'articolo 1.
Il 18 aprile scorso, a Roma, i sindacati hanno anche tenuto una prima manifestazione con le Rsu della scuola. Tra le loro richieste c'e' anche quella di stralciare il piano di assunzioni di 100.700 insegnanti precari dal ddl. Innanzitutto per essere sicuri che queste assunzioni avvengano, come previsto dal governo, a settembre di quest'anno.
Ma anche per lasciare piu' tempo al Parlamento per la discussione sul resto del provvedimento. Il premier Matteo Renzi ha pero' fatto sapere che non intende stralciare le assunzioni, provocando un'ulteriore protesta da parte dei sindacati.
«L'intenzione del presidente del Consiglio di non stralciare dal disegno di legge il piano delle assunzioni dei precari - ha detto il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo - conferma il tentativo di restringere i tempi della discussione parlamentare e la volonta' di impedire una modifica radicale dell'impianto autoritario e regressivo del disegno di legge sulla scuola. Alle dichiarazioni di apertura ai cambiamenti dei contenuti non corrispondono decisioni conseguenti e anzi vengono confermati tutti i punti inaccettabili. Basta quindi con le furbizie - ha proseguito il sindacalista - perche' gli emendamenti che circolano non cambiano assolutamente nulla. Non basteranno piccoli aggiustamenti a un provvedimento che demolisce ulteriormente la scuola pubblica».
Intanto la Commissione Cultura ha lavorato ieri dalla mattina alla sera, arrivando all'approvazione dell'articolo 4 (sono 24 in tutto). Dovrebbe continuare a ritmi serrati per concludere entro l'11 maggio. Non poche voci descrivono la situazione come "confusa", anche se il governo, tramite il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, assicura sull'iter avviato.