LE CARTE

Acquisto immobile Asl Pescara. La Regione intimò lo stop: «strutture in eccesso»

I documenti messi on line da D’Alfonso su Facebook

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3120

Acquisto immobile Asl Pescara. La Regione intimò lo stop: «strutture in eccesso»




ABRUZZO. Occorreva fare una valutazione migliore circa gli spazi già a disposizione della Asl visto che «la Regione Abruzzo ha un patrimonio immobiliare in eccesso, dislocato anche sulla Ausl di Pescara». Inoltre si intimava lo stop immediato della procedura di acquisto dell’immobile della discordia dell’imprenditore Ermanio Cetrullo.
Tutto scritto nella corrispondenza parziale che oggi il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha voluto pubblicare sulla sua pagina Facebook.
E qui le date sono importanti.
A maggio 2014 viene pubblicato il primo avviso di ricerca immobile, ad agosto il secondo. A novembre viene depositata una interrogazione di Forza Italia e M5s che chiedono chiarimenti.
Il 9 dicembre 2014 D’Alfonso nella sua qualità di commissario ad acta per la sanità scrive una prima volta alla Asl perché sollecitato dai consiglieri regionali Sospiri e Pettinari e richiede informazioni.
Il 10 dicembre 2014 a ruota scrivono l’assessore Silvio Paolucci e il dirigente del servizio programmazione economico e finanziario, Giovanni Fannella, e sempre al manager Claudio D’Amario dicono: prima di prendere iniziative occorre coordinarsi anche con Regione e Commissario… e poi di immobili siamo pieni.
Il 22 dicembre, 13 giorni dopo la prima missiva, D’Alfonso tira le orecchie alla Asl di Pescara che non ha ancora risposto alla sua richiesta di informazioni e ne approfitta per richiedere più carte, una puntuale relazione sulla vicenda e quali immobili di proprietà siano stati analizzati, visionati e scartati . «Si chiede», scrive D’Alfonso, «se non si possa avere una diversa valutazione circa la scelta operata». 

Infine il 26 febbraio 2015 è ancora Paolucci che scrive (dopo aver dato assicurazioni nel consiglio regionale del 24 febbraio) al manager D’Amario e intima «il divieto assoluto di procedere alla prosecuzione contrattuale. Al riguardo si evidenzia l’incoerenza della condotta descritta in relazione al lavoro di risanamento e di razionalizzazione del patrimonio esistente»
Divieto ignorato ampiamente anche e soprattutto perché i soldi erano già usciti circa dieci giorni prima concludendo così un iter iniziato a maggio 2014: la Asl ha così acquistato l’immobile di Cetrullo per 2,8mln di euro facendo totalizzare al privato una plusvalenza di 2mln di euro.
Rimane un mistero come sia stato possibile che D’Alfonso e Paolucci siano stati messi nella posizione di dover fare la figura di chi le cose non le sa.
Solo per ulteriore precisione si ricorda che un mese dopo il manager D’Amario scrive alla Regione spiegando quale è stato il loro errore: i finanziamenti utilizzati erano a valere sul 2005 e non bloccati dai provvedimenti commissariali come ritenuto da D’Alfonso e Paolucci.
Tutto già scritto e affrontato nei nostri approfondimenti che per primi hanno illustrato tutti i particolari di questa storia.
Resta da capire a questo punto se commissario alla Sanità e assessore siano rimasti persuasi delle spiegazioni fornite anche in considerazione del fatto che altri 4 mln di euro dovranno essere spesi per i lavori di adeguamento dell’immobile fatiscente di via Rigopiano.
Chissà che cosa avrà voluto comunicare il presidente D’Alfonso, abituato a metafore, sottintesi e avvertimenti, pubblicando sul web alcuni documenti di questa vicenda. Forse vuole chiarire la sua posizione e dimostrare (anche) al consigliere Pettinari (al quale il governatore chiede 200 mila euro di risarcimento danni) la posizione della Regione.
Tra le altre cose D’Alfonso pubblica anche il primo avviso della Asl (la ricerca di mercato per un immobile) di maggio 2014, quello con caratteristiche molto precise e restrittive che richiedeva una serie di peculiarità all’immobile da offrire. Un paio di mesi dopo, visto l’insuccesso e l’accantonamento dei due immobili offerti (inidonei), la Asl pubblica un nuovo avviso che in pratica richiede solo la vicinanza all’ospedale e una ampia metratura per posizionare gli uffici, cioè basta che sia vicino e ci siano i muri.
In effetti è proprio quello che ha ottenuto: una struttura vicinissima all’ospedale con muri che sono ancora in piedi. E niente più.
a.b.