DEBITI PERICOLOSI

Inchiesta Soget, altre acquisizioni di documenti. Scovata la lista degli 800 “vip”

Nel computer di Gaetano Monaco spunta un prezioso file excel

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Tribunale di Pescara

PESCARA. L’inchiesta Soget sembra aver avuto una accelerata negli ultimi giorni perché gli uomini di Polizia e Forestale sono stati impegnati anche ieri e oggi a reperire documenti tra Comune di Pescara e Provincia.
L’idea è che la procura di Pescara voglia fare il pieno di carte e tracce informatiche per capire al meglio lo scenario che si sta delineando e mettere a fuoco il più possibile il “sistema” adottato dalla Soget nella sua presunta attività parallela di scontare debiti a “vip” che abbiano anche l’ulteriore qualità di essere amministratori locali.
E la fortuna ha voluto che, come in altre meno fortunate inchieste, è saltata fuori una lista, un file excel di 800 nomi che vede incasellati altrettanti amministratori locali del centro sud Italia che avrebbero ricevuto presunti sconti o trattamenti di favore (con tanto di cifre da riscuotere annotate a lato). E si tratta (casualmente?) di amministratori in carica nei Comuni in cui la Soget opera come società di riscossione.
Questo può essere un incrocio molto pericoloso anche perché dà l’idea della vastità dell’oceano in cui si sono ficcati gli investigatori coordinati dal pm Gennaro Varone che sembra stia costruendo la prima maxi inchiesta dopo quelle storiche che hanno segnato per lo più punti a favore delle difese.

IN COMUNE E IN PROVINCIA
La Forestale, ieri, ha fatto visita al Comune di Pescara dove ha chiesto i documenti originali di una serie di atti che riguardano la Soget e gli ultimi sviluppi emersi nell’ambito di crediti non riscossi. Tra i documenti portati via c’è una lettera del sindaco Marco Alessandrini che chiedeva spiegazioni alla società anche per rispondere ad una interrogazione del Movimento 5 stelle. Sarebbe stata acquisita anche la risposta della Soget che evidentemente ha un valore ulteriore a quello amministrativo e, se gli investigatori l’hanno acquisita, forse, è perché sanno che non tutto quanto riportato corrisponde al vero.
Nello specifico ci sarebbero alcune “lacune” che riguarderebbero proprio la procedura di pignoramenti cancellati e poi rateizzati in capo a Lorenzo Sospiri “l’irreperibile” ed, in parte, ripetendo quanto lo stesso consigliere aveva già detto a PrimaDaNoil.it circa il problema di date notato sul documento che accetta la richiesta di rateizzazione del debito (data automatica del sistema informatico che legge il documento). Dunque nessuna autorizzazione concessa di «domenica» come ipotizzato. Nello stesso documento la Soget spiega al sindaco come e perché si può arrivare alla cancellazione di un pignoramento e in quali casi queste sono previste per legge. «E’ tutto trasparente» si ripete più volte nella risposta della società, eppure evidentemente gli investigatori non ne sono convinti.

NUOVO DEBITO PER MAZZOCCA
Forestali anche in Provincia dove pare siano stati recuperati documenti inerenti un ulteriore debito dell’assessore Mario Mazzocca. Si tratterebbe di una cifra che oscilla intorno agli 8mila euro di sanzioni amministrative che pure la Soget doveva recuperare e la cui sorte al momento rimane misteriosa.
Intanto la notizia del coinvolgimento di Mazzocca -che ad ora non risulta indagato- ha suscitato la reazione ferma del suo partito (Sel) il quale gli conferma fiducia e parla di notizie «distorte» e «forzate» tendenti a «screditare» il politico che «ha spiegato tutto» e si appresta a pagare quanto maturato nei confronti dell’Aca negli ultimi anni.
Tuttavia emergono nuovi particolari circa il caso Mazzocca che all’Aca chiede di non pagare l’importo di 20mila euro perché secondo lui non dovuto poiché causato da una perdita occulta scoperta solo dopo 5 anni in un garage non utilizzato. L’Aca però gli avrebbe negato lo sconto e la Soget avrebbe proseguito con il tentativo di riscossione con l’iscrizione dell’ipoteca, la sua cancellazione e nuovamente la rateizzazione del debito… estinto.
C’è poi un altro piccolo particolare che riguarda «notizie informali» apprese dallo stesso Mazzocca che chiede ad inizio luglio 2014 lumi sulla procedura di iscrizione ipotecaria o pignoramento che solo pochi giorni prima la Soget aveva avviato.
Intanto dal Comune di Caramanico emergono carte che potrebbero essere importanti per chi indaga poiché potrebbero avere un valore se non altro temporale rispetto ai fatti oggetto dell’inchiesta Soget.

LA PROROGA ALLA SOGET
Tra gli ultimi atti della giunta Mazzocca -prima di lasciare per candidarsi alla Regione- a marzo 2014 c’è una riunione di giunta che deve decidere sulla proroga alla Soget, una decisione che non trova l’unanimità, come capita di sovente, ma passa con tre voti favorevoli e due contrari. Tra i favorevoli c’è anche quello del sindaco Mario Mazzocca.
La cosa, però, finisce lì. Passano i mesi ma in realtà di fatto la proroga non c’è fino a quando il 3 giugno il dirigente del settore competente del Comune di Caramanico dà attuazione alla delibera di giunta e autorizza la proroga del servizio di riscossione.
Come è emerso il 12 giugno 2014 la Soget iscrive comunque l’ipoteca a carico dell’ex sindaco ma dopo alcuni contatti a metà luglio tra Mazzocca e l’unico indagato Gaetano Monaco, legale rappresentante di Soget, l’ipoteca sparisce con la dicitura «definizione del debito».
Tutto sembra chiuso e «definito» ed invece a marzo 2015 Mazzocca chiede di poter pagare a rate e la Soget concede il suo assenso.

L’ESERCITO DEGLI 800
Dentro i computer di Gaetano Monaco gli investigatori hanno trovato molte informazioni utili e tra queste un file che viene ritenuto come il libro mastro degli sconti ai “vip”.
Si tratta di 800 persone con ruoli importanti come amministratori pubblici o politici ma anche affini o quelli che hanno la fortuna di stare nel “cerchio magico” e che magari hanno ricevuto il favore di uno sconto potendo vantare amicizie importanti.
Il file deve essere esaminato con attenzione e ad una prima occhiata emergerebbero molti nomi abruzzesi ma non solo; ci sono molti uomini e donne con ruoli in amministrazioni del centro sud proprio dove la Soget opera.
La prima domanda che non trova ancor auna risposta è “ontologica”, cioè sulla ragione dell’esistenza di questo file: perché creare una lista con debitori che sono pubblici amministratori? Ci sono forse altri files con altre categorie sociali tipo falegnami, idraulici, impiegati?
E poi come è possibile che siano proprio così tanti gli amministratori che non avrebbero pagato bollette e multe?
E che si tratti di qualcosa di "importante" lo testimonia anche il ricorso in Cassazione sull'ordinanza del riesame del giudice Massimo De Cesare che aveva già stabilito che le perquisizioni fatte a Monaco erano più che legittime e giustificate. Non si ricordano a memoria ricorsi in Cassazioni su perquisizioni negli ultimi anni nelle inchieste abruzzesi. Chissà se questa mossa non sia il tragitto obbligato per raggiungere un obiettivo che di recente è stato reso possibile con l'introduzioni di nuove norme che permettono di mettere fuori gioco lo stesso pm...
L’inchiesta anche per questo non sarà facile ed è ancora tutta in salita per l'impianto accusatorio ed il versante delle prove perché se per un politico è facile avere un “favore”, uno sconto o un vantaggio in virtù del potere che incarna, molto più difficile è per il magistrato individuare la ragione per cui la Soget avrebbe dovuto concedere la rimessione del debito.
E se la contropartita non figura in un documento o un atto, magari della pubblica amministrazione, gli insolventi eccellenti potrebbero persino salvarsi, non pagare e caricare il loro debito sulle casse pubbliche.

Alessandro Biancardi