ELEZIONI 2014

Comunali Pescara, Di Federico va al Consiglio di Stato

Fuori per 3 voti di scarto. Il tar ha accolto parzialmente il suo ricorso

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Comunali Pescara, Di Federico va al Consiglio di Stato




PESCARA. Giancarlo Di Federico il primo dei non eletti per soli 3 voti nella lista civica "Persone comuni per Pescara" con Alessandrini sindaco nella scorsa tornata elettorale ricorre al Consiglio di Stato dopo il parziale accoglimento del suo ricorso da parte del Tar di Pescara.
Ad un anno dalle elezioni comunali, dunque, potrebbe cambiare ancora qualcosa in seno al Consiglio, ovvero una sostituzione in corsa tra due elementi della stessa lista (dentro Di Federico, fuori Scurti?)
«Adesso che ho la certezza che le schede rinvenute dalla Prefettura di Pescara nei seggi elettorali da me indicati contengono il mio nome e cognome a fianco della mia lista di appartenenza non ho dubbi sull'esito favorevole del ricorso in secondo grado alla luce anche della sentenza della Corte Costituzionale che attribuisce rilevanza primaria alle preferenze». 

Dunque la partita è ancora tutta aperta ma secondo Di Federico ci sarebbe un discreto margine per poter vincere.
Secondo il candidato non eletti, che con l’appoggio dell’avvocato Marina D’Orsogna, ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato, sarebbero stati commessi «palesi e gravi errori» in sede di valutazione del voto disgiunto che in caso di corretta lettura lo avrebbero portato dritto in Consiglio comunale.
Difatti dalle operazioni di verifica esperite dalla Prefettura, è emersa la corrispondenza circa la volontà di voto espressa dagli elettori delle sezioni 97 e 31 ed il risultato che si è prodotto in seguito a tale verifica è stato l'avere optato per il voto disgiunto: dunque un voto al candidato consigliere Di Federico (apponendo la scritta del cognome del candidato sul rigo corrispondente alla lista ‘Persone comuni per Pescara’- senza barrare il simbolo) e una croce sul simbolo della lista Movimento 5 stelle per dare il proprio voto al candidato sindaco (Enrica Sabatini).

Tale situazione farebbe scattare la surroga in luogo del consigliere eletto (della stessa lista di Di Federico) con 270 voti Adamo Scurti.
Secondo Di Federico si poteva evitare questo ricorso con il riconoscimento per la lista civica (che ha eletto un consigliere in seno alla maggioranza) di una rappresentanza in giunta «considerata peraltro l'ampia dote di assessori (ben 9): purtroppo cio' non è avvenuto per discutibili equilibri politici comunali e regionali». Dunque la decisione di andare avanti con le carte bollate.
«Dispiace constatare», continua Di Federico, «la totale indifferenza di chi ho sostenuto con diverse iniziative elettorali nella precedente competizione cittadina: a conclusione di questa sicuramente vittoriosa maratona giudiziale spero di essere ancora convinto di avere fatto la scelta giusta».