LA SENTENZA

Abusi edilizi, assolto ex vice sindaco Nocciano: «il fatto non costituisce reato»

Il settimo procedimento dal quale Palumbo esce indenne

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2010

AVVOCATI GIUSTIZIA

NOCCIANO. Ancora una sentenza di assoluzione per l'ex vice sindaco Vincenzo Palumbo, difeso dall’avvocato Giulio Cerceo.
Il tribunale lo ha assolto con la formula «il fatto non costituisce reato».
In passato si sono contate scontri tra l’amministrazione comunale e il vigile del paese che con le sue denunce, nel 2010, fece arrestare il primo cittadino. Un rapporto burrascoso a colpi di denunce, querele e sentenze che hanno dovuto riscrivere la storia del piccolo comune abruzzese.
Secondo l’accusa, in questa occasione l’ex vice sindaco, in concorso con la progettista dell'opera e l'impresa costruttrice, avrebbe eseguito opere prodromiche per la realizzazione di una autorimessa «in rilevante difformità rispetto al permesso a costruire rilasciato regolarmente dal comune di Nocciano».
Le contestazioni vennero mosse dal tecnico comunale, nominato ausiliario di polizia giudiziaria dal vigile comunale e coadiuvato dal vigile stesso.

In fase dibattimentale invece, la difesa ha dimostrato che diversamente da quanto prospettato nel capo d'imputazione, i lavori, ancorché alla fase iniziale, con la realizzazione delle solo fondazioni, sono stati intrapresi secondo le modalità autorizzate, nel luogo previsto dal provvedimento autorizzativo.

Per il vice sindaco Vincenzo Palumbo, la sentenza attuale fa seguito a sei procedimenti conclusisi con decreto di archiviazione, e ben tre con l’assoluzione piena all’esito dei processi sempre con formula “perché il fatto non sussiste” mentre in quello subìto insieme al sindaco Marcello Giordano e agli assessori Enzo Scipione e Emilio Palumbo , con la formula di “non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato”.

«Si attende ora», commenta Paolumbo, «con piena fiducia nell’operato della magistratura, la rapida conclusione dell’ultimo procedimento», in cui sono coinvolti, oltre al vice sindaco Vincenzo Palumbo, anche il sindaco Giordano, il segretario comunale Di Felice e gli assessori Scipione e Pietrangeli.

DI GREGORIO: «ABUSO COSTRUITO IN ZONA AGRICOLA E DEMOLITO»

Sulla assoluzione interviene anche il maresciallo Mario Di Gregorio che precisa come «al vice Sindaco Palumbo non è stata mai contestata da me e dal tecnico e geometra Chiola la non conformità delle opere realizzate rispetto a quanto previsto in progetto ma la illegittimità del permesso di costruire stesso».
Si tratta del permesso n. 06/09 che con provvedimento del 17/06/09 è stato annullato in autotutela da chi lo aveva rilasciato «perchè le opere erano realizzare in  zona agricola  e non residenziale»
Di Gregorio fa inoltre notare che anche se la difesa ha dimostrato la conformità delle opere al progetto quanto realizzato è stato poi demolito dall’ex assessore all’urbanistica e vice sindaco ed a queste opere «l'ex vice sindaco ha dovuto demolire anche oltre opere abusive non previste in progetto».
«Io ed il tecnico Chiola», ribadisce Di Gregorio, «vogliamo solo far emergere tutta la verità e ribadire che abbiamo sempre operato nel rispetto della legge (questo ci ha permesso di uscire indenne da decine di querele .....), e mai a favore o contro qualcuno».