BARZELLETTE INFINITE

Abruzzo. La presa in giro della circolare: ticket sul farmaco di 250 euro. Anzi no

Farmacisti che ignorano e farmacisti benefattori? Brutta storia di ordinaria pessima burocrazia

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2438

Abruzzo. La presa in giro della circolare: ticket sul farmaco di 250 euro. Anzi no



ABRUZZO. «Il ticket? 250 euro». Si è sentita rispondere così in più farmacie della zona di Francavilla al mare una signora che si è presentata con due ricette per acquistare alcune confezioni di Ciclosporina, un medicinale antirigetto.
«Se non paga, non posso darle le medicine» è stata la risposta univoca di più farmacisti.
Sconcertata per l’esosità della richiesta, la donna si è rivolta anche alla farmacia ospedaliera di Ortona, dove il farmacista in servizio l’ha indirizzata in un’altra farmacia di Francavilla dove «sicuramente il ticket non lo pagherà».

 E così è stato: le medicine sono state fornite gratis e le proteste si sono placate. Farmacista benefattore?
«Non proprio – si schernisce l’interessato – si tratta di applicare bene le norme. C’è una clausola di salvaguardia, decisa dalla Regione nei primi anni duemila e mai abrogata, con la quale se il farmaco richiesto non esiste nella sua formulazione equivalente (il cosiddetto farmaco generico), la medicina brevettata va pagata. Ma se il farmaco è indisponibile per vari motivi e per cause dimostrabili, allora il farmacista può erogare senza ticket anche il farmaco brevettato – spiega il dottor Enrico Bruno - come nel caso della signora: anche la ciclosporina di cui si parla non si trovava, ma è già annunciata in arrivo. Non vedo perché dovevo far pagare inutilmente 257 euro alla signora, che già ha i suoi problemi».
 L’ufficio farmaceutico della Regione, subito contattato, spiega che tutto nasce dalle circolari dell’Aifa (l’agenzia italiana per il farmaco), a volte di difficile interpretazione, ma la responsabile Stefania Melena assicura che «comunque la clausola di salvaguardia è stata abrogata e quindi si paga, anche per evitare nostre responsabilità erariali».

 Poi si avventura in una difficile spiegazione sugli elenchi dei medicinali ammessi alla dispensazione in forma più o meno gratuita e sui prezzi di riferimento.
Infatti a volte si paga il ticket anche sui generici, calcolando la differenza tra il prezzo in elenco e quello al banco.
Dopodichè, con grande solerzia che va comunque sottolineata, l’ufficio farmaceutico regionale sforna subito una circolare che dovrebbe essere esplicativa e forse lo è per gli addetti ai lavori, ma che per i normali utenti risulta incomprensibile. Resta il mistero di questo ticket stratosferico e di questa clausola di salvaguardia: insomma la signora doveva pagare o no?
E la clausola, approvata dal consiglio regionale, è stata abrogata con una circolare o con un voto dell’assemblea? E soprattutto, i farmacisti che non hanno dispensato il farmaco si sono ben comportati verso la signora che ne aveva necessità?
E’ stato corretto fornire la ciclosporina legandola al pagamento di un ticket frutto di un’interpretazione solo economica della salute oppure sono venuti meno ai loro doveri? Della vicenda è stato informato anche il Commissario alla sanità: D’Alfonso, se ci sei, batti un colpo.

Sebastiano Calella

CIRCOLARE AIFA