IL FATTO

Ryanair, a mamma e figlio volo da Pescara interdetto: «manca stato di famiglia»

«Procedura rispettata regolarmente»

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Ryanair, a mamma e figlio volo da Pescara interdetto: «manca stato di famiglia»

PESCARA. Costretti a restare a terra perché non in possesso di un certificato che chirisse il rapporto di parentela tra madre e figlio. Fine settimana nero per una famiglia pescarese.
Aeroporto d'Abruzzo, sabato 18 Aprile 2015, ore 20:30, volo Ryanair da Pescara per Londra. Quattro famiglie residenti a Pescara con figli di 8 anni che condividono la stessa classe della terza elementare si recano al check in. Sono allegri e contenti di fare una gita di 3 giorni a Londra. Una di queste famiglie però non partirà: si tratta di una mamma e di un figlio il cui padre è uno dei tanti emigrati italiani, professore ordinario alla Facolta' di Scienze Mediche dell'Universita' del Surrey a Guildford, circa 60 km da Londra.

Il motivo per cui non possono partire, secondo il personale Saga, in accordo con Polizia Aeroportuale e Ryanair, è che non c'è uno stato di famiglia ad accompagnare i documenti d'identità regolarmente validi (passaporto elettronico di nuova generazione per lei, carta d'identità valida per l'espatrio per lui senza genitorialità). Lo stato di famiglia è richiesto per accertare che il bambino sia il legittimo figlio della persona accompagnatrice, che non ha lo stesso cognome. Ma a nulla sono servite le richieste delle altre famiglie di certificare la condizione materna.

Quindi, la mamma e il bambino, naturalmente affranto, sono stati rimandati a casa. Il padre è rimasto da solo per il fine settimana. Nessuno potrà godere della vacanza e la spesa per intero dei voli prenotati viene persa senza possibilità di rimborso (essendo stato fatto il check in online, non e' dato avere il rimborso del ritorno, per un totale di circa 350 euro).

Nelle ore successive i genitori contattano e riescono a parlare con Polizia aeroportuale dell'Aeroporto d'Abruzzo e di Fiumicino, presidente e direttore della Saga.
Non c'e' niente da fare: la "procedura" è quella concordata ed e' stata seguita in maniera pedissequa.
E che la procedura sia proprio questa è possibile verificarlo anche sul sito della polizia di Stato dove si spiega che i bambini fino a 14 anni possono espatriare solo se in viaggio con almeno un genitore sul passaporto del minore siano riportati i nomi di almeno uno dei genitori in qualità di accompagnatore.
Se il nome del genitore non è riportato sul passaporto del minore, al momento dell'espatrio lo stesso genitore deve poter dimostrare il rapporto di parentela attraverso, ad esempio, l'esibizione dello stato di famiglia o dell'estratto di nascita del minore.
Tutto ciò è necessario per impedire espatri illegali di minori per conto di terzi.

«FATTI PROFONDAMENTE SBAGLIATI»
«In questa storia però ci sono dei fatti profondamente sbagliati», spiega il docente pescarese che lavora nel Regno Unito. Tra questi: «la "procedura" non è segnalata in alcun modo sul sito dell’aeroporto e non è pubblicizzata in alcun modo in maniera chiara nell'area aeroportuale». Inoltre questa procedura, secondo il docente, non avrebbe una chiara base legale: «è semplicemente una prassi interna, che il cittadino-viaggiatore si trova sbattuto in faccia al momento della partenza e quindi potrà cambiare come e quando si vuole».
Terzo punto: lo stato di famiglia richiesto è disponibile online sul sito del Comune di Pescara. In pochi minuti, autonomamente, una volta tornata a casa, la madre ne ha stampato uno dal sito ufficiale. Il giorno dopo si è recata all'aeroporto per partire col volo della domenica: peccato che avrebbe dovuto spendere (altri) 160 euro a persona, per una gita di 2 giorni. La Saga si offre di non chiedere le tasse aeroportuali: circa 6 euro. Secondo il direttore generale Righi si tratta di un atto piccolo ma generoso che segnala la loro buona disponibilità.
«Sarebbe però bastata una indicazione di questo tipo per consentire via cellulare di visualizzare l'informazione e partire il giorno prima. Ma dell'efficienza del Comune di Pescara, all'aeroporto, nessuno sa niente».

«PROCEDURA PREVISTA CORRETTAMENTE APPLICATA»

«la procedura prevista è stata correttamente applicata dal personale Saga», replica la società di gestione dello scalo aeroportuale. «La procedura seguita non viene segnalata. Non è così. Sul sito dell’aeroporto, come in quello degli altri aeroporti nazionali, nella pagina relativa ai documenti di viaggio, si rinvia al “sito della questura e a controllare le condizioni di viaggio delle compagnie aeree con cui si viaggia”. Sia il sito della Polizia di Stato che il sito di Ryanair riportano chiaramente le previsioni normative».

La Saga conferma anche quanto riportato da PrimaDaNoi, ovvero che sul sito della polizia «viene precisato che “se il nome del genitore non è riportato sul passaporto del minore, al momento dell'espatrio lo stesso genitore deve poter dimostrare il rapporto di parentela attraverso, ad esempio, l'esibizione dello stato di famiglia o dell'estratto di nascita del minore”. Eventuali contestazioni sul punto devono essere indirizzate alle autorità competenti e non a SAGA che non può che auspicare una semplificazione delle procedure a tutto beneficio della facilità di accesso al servizio aereo».

«Saga non definisce le modalità di rimborso o di nuova emissione dei biglietti aerei», continua la società. «Può solo, come si è offerta di fare in questo caso, sollecitare il vettore a non ripetere l’applicazione delle tasse in quanto dallo stesso non corrisposte in occasione del volo “interdetto”. Certo, capisco bene l’auspicio dell’illustre ma sfortunato genitore di poter usufruire di norme o comunque di una assistenza “ad personam” ma desidero ricordare che al momento del mancato imbarco di madre e figlio per la breve vacanza londinese il personale di SAGA era impegnato ad assistere gli oltre 300 passeggeri che erano, in quel momento, presenti in aeroporto e, nonostante ciò, si è prodigato per quanto possibile, differendo la chiusura del volo ed offrendo la disponibilità del proprio cellulare per consentire la ricezione di documenti comprovanti la potestà sul minore, purtroppo invano. Il padre non è stato rintracciato. Mi sembra a questo punto chiara l’esigenza di rettificare anche il titolo dell’articolo, considerata la palese assenza di “decisioni arbitrarie” del vettore nel caso in esame».