LA POLEMICA

Istituti riuniti Chieti, «il Comune ci deve 250 mila euro»

Di Renzo: «perché non chiedono i soldi alle Asl?»

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Istituti riuniti Chieti, «il Comune ci deve 250 mila euro»




CHIETI. «Gli Istituti Riuniti hanno un debito strutturale di 2 milioni e perdono 487 mila euro l’anno in più proprio il Comune di Chieti ci deve dare 250 mila euro».
Il presidente degli Istituti Riuniti Dario Recubini batte cassa proprio in questi giorni in cui è tornata l’attenzione sulla struttura per il ‘rischio’ paventato dal sindaco Di Primio dell’arrivo di una trentina di profughi.
In realtà questa eventualità non c’è in quanto l’immobile non sarebbe attrezzato per ospitare gli immigrati
Non gradisce le affermazioni di Recubini il consigliere comunale Palmerino Di Renzo: «l’amministratore straordinario stranamente non dice che i principali debitori dell’ex Ipab sono le Asl. Sarebbe interessante sapere quali iniziative Recubini abbia intrapreso per recuperare i tre milioni di crediti vantati nei confronti delle Azienda sanitarie e di numerosi Comuni piuttosto che rimpinguare le casse della struttura con l’arrivo dei profughi e, soprattutto, farebbe bene a ricordare all’«assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci gli impegni che quest’ultimo assunse nel corso di una riunione svoltasi il 17 marzo scorso in Prefettura e alla quale era presente il sindaco Di Primio».
In quella occasione, ricorda Palmerini, Paolucci garantì che il piano di riconversione regionale prevedeva per gli Istituti Riuniti San Giovanni Battista l’assegnazione di 198 posti letto (di cui 88 destinati a ospiti disabili), realizzabili con il temporaneo spostamento dei servizi presso Villa degli Ulivi. Paolucci dichiarò, inoltre, che in Regione esistono risorse economiche per coprire le spese di adeguamento delle strutture.

«Perché Recubini non chiede conto di quelle promesse? Forse non può perché teme di perdere l’incarico datogli dalla Giunta Regionale?», insiste il consigliere comunale.

Quanto al debito di 200.000,00 euro che il Comune deve agli Istituti Riuniti, «Recubini sa benissimo che l’Amministrazione Comunale ha l’obbligo di verificare con scrupolo e singolarmente tutte le posizioni relative alla provenienza degli assistiti», continua Palmerini.
Nella circolare esplicativa della Regione Abruzzo sulle modalità di rendicontazione delle quote di compartecipazione a carico dei Comuni di residenza per l’accesso alle prestazioni socio-sanitarie per il 2014 - datata 28 gennaio 2015 e protocollata dal Comune di Chieti in data 3 febbraio 2015 – viene, infatti, precisato che “è considerato Comune di residenza il Comune dove i soggetti hanno la residenza prima del ricovero nella struttura residenziale”. A tale riguardo, vi sarebbero posizioni che non corrispondono ai dati forniti nelle fatture e sui quali si sta facendo chiarezza.

«Se, com’è evidente, ciò che spinge Recubini è solo l’aspetto economico e non già quello della solidarietà, la soluzione per il futuro potrebbe essere, come già suggerito dal Sindaco, quella di mettere a reddito l’istituto San Raffaele, di proprietà dell’ex IPAB, dandolo in gestione e facendolo tornare alla sua originaria destinazione di convitto per studentesse», chiude Palmerini.