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Sull’affarone della Asl di Pescara ora D’Amario querela

Sotto attacco Striscia e quotidiani locali

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Sull’affarone della Asl di Pescara ora D’Amario querela




PESCARA. Reazione per nulla originale quella del manager dell’Asl di Pescara, Claudio D’Amario, che dopo il servizio di Striscia la Notizia sull’immobile acquistato a 2,8 mln di euro ha deciso di querelare.
La notizia è contenuta in uno dei rari comunicati stampa che la Asl invia e precisa che «in riferimento al servizio televisivo trasmesso all’interno del programma “Striscia la Notizia”, andato in onda su Canale 5 la sera del 14 aprile 2015 e relativo all’acquisto, da parte dell’Azienda USL di Pescara per fini istituzionali, del bene immobile ubicato a Pescara in Via Rigopiano, ritiene tale servizio televisivo, per come presentato , tra l’altro, in maniera incompleta, fuorviante e distorcente, ingiustamente offensivo e denigratorio».
All’inizio del servizio viene mostrato, con dovizia di riprese esterne ed interne , «un edificio oltremodo fatiscente» ma «c’è un particolare da sottolineare, però, l’edificio ripreso non è quello acquistato dalla Asl».
Per questa ragione il direttore della Asl ha conferito mandato ai «propri avvocati» di intraprendere, nelle competenti sedi giudiziarie, «le più opportune ed appropriate iniziative legali atte a tutelare la reputazione, il prestigio ed il decoro personale e professionale , nonché l’immagine della Asl di Pescara, lesi dal servizio televisivo, nonché da alcuni articoli apparsi sugli organi di stampa locali ad esso correlati».
D’Amario ha sempre respinto ogni illazione volta a «screditare una operazione non soltanto pienamente legittima, ma anche e soprattutto , utile, opportuna e vantaggiosa per gli interessi dell’Azienda USL di Pescara e della collettività, considerato e valutato, il risparmio di onerosi canoni di locazione che l’Azienda andrà a realizzare mediante tale operazione».
Fin qui la comunicazione ufficiale del manager.
L’immobile è sbagliato? In realtà dalle carte l’immobile acquistato è indicato o con il numero civico “85” o con la particella catastale il che forse non ha reso semplicissima l’individuazione.
C’è però da dire che se D’Amario definisce l’ex supermercato individuato erroneamente come «oltremodo fatiscente» non sembra -anche a parere dei tecnici- che quello acquistato si migliore, anzi si tratta di un edificio costruito negli anni 80 e con molti degli impianti non a norma tanto che lo stesso ex proprietario, l’immobiliarista Ermanio Cetrullo, voleva abbatterlo per ricostruirlo. 

Intanto la procura di Pescara settimane fa ha chiuso l’inchiesta avviata da un esposto del consigliere regionale, Domenico Pettinari che probabilmente farà opposizione ma allo stato non ci sarebbero elementi oggettivi per far emergere eventuali incongruenze anzi illegittimità che possano indurre il gip a negare l’archiviazione.
Sulla vicenda PrimaDaNoi.it ha proposto una serie di approfondimenti sui documenti e su alcune testimonianze che hanno evidenziato il prezzo di acquisto a dicembre 2012 di Ermanio Cetrullo che era di 900mila euro poi lievitato fino a 2,8 mln di euro quando lo scorso anno è stato venduto alla Asl. La stima tuttavia per la Asl è stata effettuata dalla Agenzia delle Entrate che ha valutato il valore della struttura 3mln di euro.
Inoltre è già certo che la Asl spenderà altri 4 mln di euro per sistemare e rendere a norma l’intero edificio che ha bisogno di essere riadattato alle nuove esigenze che sono quelle di un normale ufficio di staff con apparecchiature anche tecnologiche.
Sulla vicenda hanno acceso un faro sia Forza Italia che il Movimento 5 Stelle che hanno chiesto da metà 2014 di bloccare l’operazione alla Regione cosa che è stata annunciata ma non fatta da D’Alfonso e Paolucci. La motivazione è contenuta nelle carte secondo le quali in un primo momento la Regione credeva che l’operazione fosse stata finanziata con fondi bloccati dal commissario alla sanità mentre secondo la Asl si tratterebbe di fondi del 2005 esclusi dal blocco imposto per il pareggio di bilancio.
Tra le varie stranezze non chiarite c’è quella del 2010 quando Cetrullo offrì lo stesso immobile (che avrebbe acquistato solo 2 anni dopo) di 4mila metri quadrati alla Regione che cercava nuovi locali da acquistare. Quella ricerca di mercato si è poi conclusa di recente con la proposta di acquisto de La City nella zona dell’aeroporto.
La vicenda, dunque, per varie ragioni non sembra destinata ad essere dimenticata in fretta.