DOPO SEI ANNI...

Ricostruzione l’Aquila, sottosegretario si alza e lascia il Consiglio comunale. Bagarre in aula

«Altro schiaffo dal governo Renzi». Su ricostruzione ancora nessuna bozza definitiva

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Ricostruzione l’Aquila, sottosegretario si alza e lascia il Consiglio comunale. Bagarre in aula




L’AQUILA. Bagarre in Consiglio comunale oggi pomeriggio a L'Aquila quando la sottosegretaria Paola De Micheli è andata via (dopo circa un'ora dall'inizio dei lavori), e mentre si accingevano a prendere parola gli esponenti dell'opposizione.
Il Consiglio più atteso degli ultimi anni non ha portato i frutti sperati ed è finito tra le proteste. In poco più di dieci minuti la De Micheli ha riassunto quanto fatto dal governo, ha lanciato qualche promessa e poi è andata via tra lo sconcerto dell’opposizione e dei cittadini presenti.
I consiglieri di minoranza hanno iniziato a urlare verso la maggioranza "buffoni" e "tutti a casa", per sottolineare il mancato rispetto da parte della sottosegretaria all'assise civica che si è alzata ed è uscita prima del termine della riunione. Al presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, non e' rimasto altro che sospendere il Consiglio comunale.
La contestazione è stata caratterizzata anche da slogan del tipo "Liberate la Città" e "Basta con gli incontri con i poteri forti".
«Ho ereditato una serie di proposte non ancora istituzionalizzate che arrivano da amministratori ma anche da tante associazioni, insomma dalla comunità aquilana e tutte sono tese ad accelerare il processo di ricostruzione», aveva spiegato De Micheli nel suo intervento garantendo che «i soldi ci sono» (proprio come aveva detto nei giorni scorsi il premier Renzi).

«Entro l'estate dobbiamo chiudere le questioni, ancora sul tappeto, legate alle regole, alle norme, alla trasparenza, alla governance, per mettere a regime il percorso innovativo preparato dai miei predecessori», ha aggiunto. «Se riusciremo a concentrarci e a raggiungere questo obiettivo, con i fondi a disposizione già certi, la ricostruzione sarà più efficace» ha continuato De Micheli, la quale ha ribadito di essere disponibile a incontrare le imprese e tutti gli attori della ricostruzione e di tornare all'Aquila una volta al mese e anche più volte.
«Sono disponibile ad accettare tutte le critiche, ma non quelle sulla trascuratezza», aveva poi sottolineato prima di lasciare l’aula. «Quando ho accettato l'incarico l'ho fatto sapendo che era la cosa piu' importante che faro' nella vita. Il mio impegno e' essere qui una volta al mese, ma gli esperti dell'Ufficio per la Ricostruzione, vengono a Roma almeno una volta a settimana e con loro valutiamo i percorsi che si stanno seguendo».
Sulle norme - ha aggiunto De Micheli - «ci sono strumenti per inserire nella delibera di ricostruzione pubblica un piano di cui abbiamo discusso con la Giunta».

LE PROTESTE DELL’OPPOSIZIONE
La bagarre e' scoppiata quando i consiglieri di minoranza hanno chiesto l'esposizione della bozza aggiornata del testo di legge (che solo il Governo e la stessa Pezzopane avrebbero in mano) prima di dare spazio agli interventi programmati. Istanza non accolta dal presidente del Consiglio e che ha indotto i consiglieri di minoranza ad abbandonare l'aula ad eccezione dei consiglieri Ettore Di Cesare, Vincenzo Vittorini, Daniele Ferella, Vito Colonna e Raffaele Daniele.
Presenti al Consiglio comunale oltre al sindaco Massimo Cialente e la stessa Stefania Pezzopane, il direttore dell'Ufficio speciale per la Ricostruzione del Comune dell'Aquila (Usra) Raniero Fabrizi, il direttore dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc) Paolo Esposito e diversi sindaci del cratere sismico. «E' stata solo mezzora qui in Consiglio comunale, non abbiamo potuto esprimere le nostre ragioni - ha contestato il capogruppo di Forza Italia, Guido Liris -, ha trascurato il Consiglio comunale per fare incontri privati nel corso del pomeriggio». 

Alessandro Piccinini, capogruppo di Ncd, ha sottolineato il fatto che «era una seduta preparata tant'è vero che l'ultimo intervento è stato quello del capogruppo del Pd, Stefano Palumbo, e il sottosegretario è andato via proprio mentre prendeva la parola Liris».
«Il governo Renzi continua a maltrattare L'Aquila», ha protestato Enrico Perilli di Rifondazione Comunista. «Vergognoso comportamento De Micheli: durante il Consiglio comunale odierno sulla ricostruzione, momento atteso da anni al quale assistevano centinaia di cittadini, ha ritenuto di dover abbandonare la seduta dopo solo mezz'ora per recarsi ad un convegno dei costruttori, senza aver ascoltato i consiglieri, ma essendosi solo incensata e autocompiaciuta per il lavoro che sua detta starebbe svolgendo il governo Renzi, ma di cui non abbiamo alcun riscontro».
Secondo Perilli l'intervento del sottosegretario è consistito «in una passerella piena di vaghe promesse, per l'ennesima volta il governo ha perso l'occasione di ascoltare i problemi reali della città. Ciò pone un problema politico ormai ineludibile, da affrontare prima di tutto con il Partito Democratico locale, che non può più appellarsi alla differenza tra il livello nazionale e locale essendo il proprio segretario nazionale il Presidente del consiglio. Ne va del futuro e della dignità della città».

POLEMICHE SULLA BOZZA
«Ringraziamo il sottosegretario per la sua presenza ma vorremmo sapere di che cosa si sta discutendo visto che abbiamo avuto la bozza della legge sulla ricostruzione ieri sera, non sappiamo quante siano le versioni che girano, ma sono molte, non intendiamo stare qui a discutere come degli scolaretti, vorremmo prima conoscere meglio la situazione», ha detto invece Giorgio De Matteis (L'Aquila Città Aperta).
Sull'argomento si sono espressi polemicamente anche gli altri consiglieri comunali intervenuti, Ettore Di Cesare (Appello per L'Aquila), Angelo Mancini (Idv - L'Aquila Oggi) e il consigliere di maggioranza, Giustino Masciocco, (capogruppo di Sel) il quale ha sottolineato che è stata recapitata ai consiglieri comunali la bozza vecchia, ossia la versione che era stata preparata nella scorsa estate dall'allora sottosegretario all'Economia con delega alla Ricostruzione, l'abruzzese Giovanni Legnini, eletto poi vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, con la proposta di legge rimasta ferma fino a oggi.
«Vogliamo sapere qual è la situazione perché a noi è stata consegnata la vecchia versione, mentre la maggioranza ha avuto la possibilità in questi giorni di integrarla a nostra insaputa», ha detto ancora De Matteis, ex vicepresidente del Consiglio regionale.

«CREARE UFFICIO SPECIALE PER LE FRAZIONI»
In apertura di seduta il presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti aveva proposto un ufficio speciale per la ricostruzione delle frazioni. «Le frazioni - ha spiegato Benedetti - registrano un preoccupante ritardo nella ricostruzione e nello stesso esame delle pratiche e dei progetti. Una situazione che, a sei anni dal sisma, non e' piu' tollerabile. Occorre, pertanto, istituire un ufficio ad hoc, in grado di dare risposte ai cittadini e di avviare celermente l'istruttoria delle pratiche. Un ufficio - ha concluso il presidente - che dovra' essere dotato di personale proprio e di strumenti idonei».
All'inizio della seduta il Consiglio ha provveduto alla surroga del consigliere Maurizio Capri, dimissionario dopo aver assunto la delega di assessore, e contestuale convalida del consigliere Alessandro Mucciante, che aderira' al gruppo Pd.

A L’AQUILA IL REDDITO PIU’ ALTO
Nonostante le difficoltà legate al post terremoto del 2009, è L'Aquila il comune abruzzese in cui nel 2014 è stato dichiarato il reddito più alto: 21.064 euro di imponibile medio, che collocano la città al 704/mo posto della graduatoria nazionale. Sul podio, dopo il capoluogo, ci sono Scoppito (L'Aquila), con 20.665 euro e 858/ma posizione, e Pescara (20.016 euro; 1208/ma posizione). E' quanto emerge dalla classifica elaborata dal Sole 24 ORE. Al quarto posto della graduatoria regionale si posizione Fara San Martino (Chieti), con 19.576 euro e il 1.515/mo posto nella classifica nazionale. Seguono poi gli altri due comuni capoluogo: Chieti (19.140 euro, 1.836/ma posizione) e Teramo (18.785 euro, 2.158/ma posizione). Chiude la classifica abruzzese Corvara (Pescara) che, con 8.949 euro, si colloca all'8.036/ma posizione, cioè tra gli ultimi comuni italiani per reddito. A guidare la classifica nazionale è Portofino, con 51.403 euro, mentre a chiudere la lunga lista di comuni è Carvagna (Como), 6.350 euro.