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Immigrazione. 10mila arrivi in 5 giorni

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 Immigrazione. 10mila arrivi in 5 giorni


  ROMA. Diecimila sbarcati in pochi giorni in Italia.
Una «vera e propria emergenza umanitaria», l'ha definita il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino al termine di un incontro con il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, per far fronte al problema dell'accoglienza.
«L'Italia - riconosce l'Onu - sta portando un fardello enorme per conto dell'Europa sul problema dell'immigrazione».
 Ed il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, chiede un rafforzamento dell'operazione Triton. La prossima settimana Alfano vedrà a Roma il commissario Ue all'immigrazione, Dimitris Avramopoulos, al quale chiederà un maggiore impegno a sostegno dell'Italia. Si susseguono dunque senza sosta gli interventi di soccorso nel Canale di Sicilia e gli arrivi di migranti nei porti siciliani che il Viminale deve poi smistare in strutture sparse su tutto il territorio nazionale, per evitare che il peso ricada come adesso su poche regioni (un terzo degli accolti si trova in Sicilia e Lazio). Tutte le prefetture sono impegnate a trovare soluzioni alloggiative sul territorio. Naturalmente le Regioni a guida leghista alzano le barricate. 

«Non ci stiamo - dice il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, a subire questa invasione, quindi zero posti in Lombardia finchè continuerà l'atteggiamento irresponsabile da parte del governo».
 Stesso concetto espresso dal governatore veneto Luca Zaia. Ecco dunque l'incontro tra Alfano e Chiamparino oggi al Viminale.
«L'obiettivo - spiega Chiamparino - è di non lasciare le regioni rivierasche del Sud ad affrontare da sole questo fenomeno».
 Per la prima accoglienza ai migranti il ministero sta lavorando al progetto di creare 'hub' regionali, come il villaggio di San Giuliano di Puglia (Campobasso) che potrebbe ospitare almeno un migliaio di stranieri, in attesa che vengano verificati i requisiti dei richiedenti asilo. Si lavora anche a caserme dismesse dalla Difesa. L'Italia torna poi a bussare alla porta di Bruxelles.
«L'impegno - fa notare Gentiloni - è al 90% sulle spalle della Marina italiana, ma l'emergenza non riguarda solo l'Italia. Bisogna dare più soldi all'operazione europea (Triton) in corso. Abbiamo il dovere di salvare vite e accogliere le persone in modo civile, ma abbiamo anche il dovere di chiedere alla comunità internazionale di impegnarsi».

 Una prima risposta è arrivata dal portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, che ha ammesso come Roma stia «portando un fardello enorme per conto dell'Europa».
 L'Alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini auspica «una maggiore e migliore solidarietà dell'Ue. Nelle prossime settimane intendo convocare una riunione dei ministri degli Esteri e dell'Interno insieme per coordinare le nostre politiche in modo più europeo».
 Una soluzione sembra però lontana senza la stabilizzazione della Libia. Anche di questo si parlerà martedì prossimo al Consiglio supremo di Difesa, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella. Sul fronte della polemica politica proseguono gli attacchi del leader della Lega Nord, Matteo Salvini ad Alfano, definito «il ministro dell'Interno più incapace della storia».
 Salvini ribadisce quindi il suo no all'accoglienza di chi sbarca: «vengono prima gli italiani. La Lega è pronta a tutto per evitare che gli italiani mantengano altri migliaia di immigrati».

 Si registra inoltre uno scontro oggi alla Camera tra Alessandro Di Battista (M5S) e la presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, durante l'esame della proposta di legge per l'istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione.
«Presidente - chiede Di Battista - ma lei si affaccia in Aula solo quando qui si fanno i minuti di silenzio o si parla di immigrazione?". La presidente replica: "Lei fa affermazioni che non le competono sul presidente della Camera».