L'INCHIESTA

Fiat e Sevel, truffa chiavette magiche: oltre 100 persone rischiano il processo

Procura si appresta a chiudere indagine

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Fiat e Sevel, truffa chiavette magiche: oltre 100 persone rischiano il processo

Procura di Larino




LARINO. La Procura di Larino si appresta a chiudere le indagini sull'operazione 'Chiavette Magiche' condotta dai Carabinieri di Termoli lo scorso dicembre e conclusasi con l'arresto di 15 persone e l'iscrizione sul registro degli indagati di altre 107.
L'inchiesta che ha coinvolto lavoratori Fiat di più stabilimenti del centro sud-Italia, ha portato alla luce un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed alla clonazione di chiavette elettroniche utilizzate per l'acquisto di snack e bevande nei distributori automatici situati in tre impianti automobilistici: Termoli, Foggia e Atessa (Chieti).
Secondo l'accusa gli arrestati, dopo aver violato il sistema di pagamento con chiavetta elettronica dei distributori automatici di bevande di alcuni stabilimenti Fiat e Sevel, smerciavano le stesse a numerosi dipendenti degli stabilimenti. 

L’accusa per gli arrestati è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, riciclaggio e alterazione strumenti di pagamento. Sul registro degli indagati sono finiti gli operai della Fiat e i collaboratori di ditte esterne, accusati di truffa con l'utilizzazione abusiva di strumenti di pagamento alterati.
I responsabili della truffa stroncata dai carabinieri e che si stava allargando in tutti gli stabilimenti del Sud Italia, si rivolgevano a un’organizzazione pagando 5 euro con la possibilità di consumarne 15 e 9 centesimi. A rimetterci i gestori delle macchinette.
Il giro d’affari ammonterebbe a 300 mila euro.
Dopo un’indagine durata un anno, le intercettazioni telefoniche e le immagini della consegna delle chiavette magiche all’ingresso dello stabilimento Fiat di Termoli o sulla Statale 87, a dicembre 2014 è scattato il blitz nelle fabbriche, che ha comportato il sequestro delle macchinette, una serie di perquisizioni e gli arresti: sette sono finiti in carcere a Larino, otto ai domiciliari. Arresti anche a Foggia, Manfredonia, Apricena e San Severo.