CEMENTO DISARMANTE

Il Ponte sul Sangro è sicuro? Le immagini impressionanti sui social network

L’allarme su Facebook, la questione nota da anni

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Il Ponte sul Sangro è sicuro? Le immagini impressionanti sui social network

ATESSA. «Possiamo stare tranquilli ogni giorno nel percorrere il famoso ponte che collega la zona industriale di Atessa a Lanciano? Queste sono le condizioni dei pilastri portanti del ponte».
Seguono immagini impressionanti con lastre di cemento spaccate e non allineate. I manicotti in calcestruzzo costruiti per proteggere i piloni dall’erosione dell’acqua sono fuori asse, le crepe vistose, i ferri dell’armatura scoperti. La situazione, a dire la verità non è nuova ma periodicamente allarma automobilisti ed amministratori.
Così qualche giorno fa l’ennesima segnalazione con annessi dubbi da parte di un cittadino espressi su Facebook, sulla pagina social ‘Atessa e Politica’. Migliaia le condivisioni delle immagini shock del viadotto costruito negli anni ’60 dal Consorzio di bonifica, tanti anche i commenti di chi è preoccupato ma anche di chi ricorda che la situazione è così ormai da anni (qualcuno ha postato immagini simili che risalgono al 2009).

Ai vari dubbi espressi risponde anche il vice sindaco di Atessa Enzo Pellegrini che però non entra nel merito della questione ma si limita a scrivere: «ogni anno tornano su Facebook queste foto, riscoperte da qualche "esperto". La situazione è la stessa da decenni ed è stata verificata dai tecnici della Provincia molte volte, nello specifico mi sembra che non si sia rilevato instabilità strutturale».
Deve essere presa come una rassicurazione questa del vice sindaco?
Effettivamente il problema era già stato segnalato a chi di dovere un paio di anni fa. E i tecnici della Provincia, dopo una verifica sul posto, avevano rassicurato sulla stabilità della struttura sebbene avessero anche spiegato che serviva una costante manutenzione delle opere in cemento armato. Su questo secondo punto, ad occhio, sembra essere stato fatto molto poco.

Ma l’interrogativo oggi è un altro: dopo il maltempo delle scorse settimane, le frane, le piogge battenti e le piene del Sangro sarebbe opportuno o meno effettuare nuovi controlli?
«In realtà il ponte la sua vita utile l’ha svolta», spiegava nel 2012 Carlo Cristini, dirigente della struttura tecnica della Provincia, «è stato costruito 50 anni fa per le esigenze di un territorio agricolo, ma da anni sopporta un volume di traffico in costante crescita. Il fenomeno erosivo si è verificato soprattutto nei primi 20 anni, tanto che negli anni ’90 il mio predecessore si è trovato davanti agli stessi problemi che ci sono oggi. Ma anche se l’erosione dovesse continuare, sarebbe ancora nei margini previsti dal suo progettista, l’ingegnere Alfredo Passaro della Cassa del Mezzogiorno. Certo è che servono una manutenzione costante e un monitoraggio approfondito. E’ necessario inoltre l’adeguamento rispetto alla nuova normativa sismica entrata in vigore successivamente».
Almeno questo, negli ultimi tre anni, è stato fatto?