RIFIUTI

Processo Ecoemme, Marinelli in aula: «Cordoma era agitato e mi disse: ‘Di Zio è arrogante’»

Ex comandante carabinieri testimonia al processo: «non parlò di minacce»

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Enzo Marinelli

Enzo Marinelli


PESCARA. «Nel 2008 l'ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, venne a trovarmi in ufficio piuttosto agitato. Mi parlò di un atteggiamento arrogante dei fratelli Di Zio, relativo alla cessazione di un appalto sui rifiuti che lo riguardava direttamente, ma non parlò apertamente di minacce».
E’ il racconto che questa mattina Enzo Marinelli, ex comandante dei carabinieri di Montesilvano, ha fatto in tribunale nell'ambito del processo Ecoemme in corso a Palazzo di Giustizia di Pescara.
Il riferimento è all'appalto tra il Comune di Montesilvano e la Ecoemme, società pubblica-privata controllata in larga parta dalla Deco del gruppo Di Zio, scaduto nel 2006 e in regime di prorogatio fino al 2010.
Secondo le accuse formulate dal pubblico ministero Anna Rita Mantini, l'ex sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, che devono rispondere del reato di corruzione, avrebbero agevolato il gruppo Di Zio in merito all'affidamento e alla gestione del servizio dei rifiuti a Montesilvano, in cambio della corresponsione di alcune somme di danaro. L'audizione di Marinelli è stata richiesta dal legale di Cordoma, Augusto La Morgia.
Oltre a Cordoma e Sospiri, gli altri rinviati a giudizio sono Massimo Sfamurri, presidente di Ambiente Spa; Antonello De Vico, sindaco di Farindola (Pescara); Ettore Paolo Di Zio, ex consigliere del Cda di Ecoemme; Ettore Ferdinando Di Zio, imprenditore; Fabio Savini, ex vice presidente del Cda di Ecoemme; Paolo Cucculelli, tecnico della Comunità Vestina; Giordano De Luca, ex consigliere del Cda di Ecoemme. I nove imputati devono rispondere tutti di corruzione.
Ieri sono sfilati i testimoni della difesa al processo in corso nel tribunale di Pescara.
Al centro del procedimento giudiziario i rapporti tra il Comune di Montesilvano, che si è costituito parte civile attraverso l'avvocato Alberto Lorenzi, e la società pubblica-privata Ecoemme, attiva nel settore rifiuti e composta da Comune di Montesilvano, Deco del gruppo Di Zio e Comunità Montana Vestina. Procedimento frutto di un'indagine partita nel 2008 da un esposto su presunte irregolarità commesse da Ecoemme.
A causa del dilatarsi dei tempi processuali, la maggior parte dei reati contestati rischia di andare in prescrizione. Il giudice Angelo Zaccagnini ha fissato la prossima udienza per il 26 maggio, quando saranno completate le audizioni dei testimoni della difesa.
 Il legale di Cordoma, Augusto La Morgia, ha cercato di smontare le accuse del pm relative alle responsabilità per la mancata indizione di una nuova gara d'appalto, dopo la scadenza del contratto tra Ecoemme e Comune: le testimonianze di funzionari e amministratori dell'epoca, pur restituendo un quadro controverso in merito ai diversi orientamenti relativi a urgenza e necessità di indire la gara, non hanno rivelato comportamenti ostativi messi in atti dall'ex sindaco.

LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2008
In occasione delle elezioni regionali del 2008 Di Zio erogò 27 mila euro in favore di Alleanza Nazionale: 10 mila in favore di Lorenzo Sospiri, che correva per una poltrona in Consiglio, altri 10 mila al coordinamento regionale e 7 mila al candidato Alfredo Castiglione (non indagato).
I 10 mila euro versati a Sospiri, scrisse il gip nell’ordinanza datata 2010, «sono da porre in diretta relazione con la necessità di comprare i favori del sindaco di Montesilvano Cordoma».
Anche perchè dopo l'uscita di scena del centrosinistra per i famosi arresti «gli equilibri politici» all'interno della partecipata, «erano totalmente sconvolti», annotò ancora il giudice. Con il cambio del colore politico cambiarono anche i funzionari delegati. Arrivarono così alla presidenza di Ecoemme l'avvocato Domenico Di Carlo e i revisori Cuoccio e Rasetta.
I nuovi funzionari imposero la cessazione, alla data del 31 dicembre del 2006, di tutti i partenariati concessi senza gara pubblica. Tra questi anche quello della Deco. Il presidente Di Carlo e i revisori misero nero su bianco la richiesta e anche Cordoma appoggiò il tutto.
Il primo cittadino arrivò anche a redigere una denuncia che consegnò in Procura. In più si affidò ad un nuovo consulente che rilasciò un nuovo parere che confermò la cessazione della concessione Ecoemme. Poi il cambio di rotta «Questa ventata di legalità», scrisse il gip Campli, «è vista come il fumo negli occhi dal gruppo Di Zio che corre ai ripari nel solito modo». Così, quando gli imprenditori dei rifiuti stavano per soccombere e il sindaco Cordoma sta stava per indire una gara pubblica arrivò il colpo di scena.

CORDOMA CAMBIA IDEA, NO ALLA GARA PUBBLICA
Il gip parlò di «intensissimo scambio di comunicazioni telefoniche» in quei giorni, «tra Rodolfo Valentino Di Zio e il candidato alle elezioni regionali in quota Pdl, Lorenzo Sospiri, mentore del sindaco Cordoma, (come rivelò lui stesso anche nelle intercettazioni dell'inchiesta dei presunti concorsi pilotati dicendo «perché quell'imbecille ce l'ho messo io là capito...»). Era il 28 ottobre del 2008.
Lo stesso giorno la Deco versò un contributo elettorale di 10 mila euro in favore di Sospiri. Il 3 novembre, sei giorni dopo, Cordoma «cambia rotta a 180°: fa convocare il cda di Ecoemme dal vice presidente esautorando dalle sue funzioni il presidente Di Carlo che aveva denunciato le irregolarità». «Nel corso della riunione Cordoma prende la parola e afferma che nonostante il parere dell'avvocato Montanino, il rapporto con la Deco deve continuare».
Proprio per questo il sindaco sarebbe responsabile, secondo la procura, di aver prorogato l’affidamento del servizio alla Ecoemme nonostante la concessione fosse scaduta il 31 dicembre 2006. A fine 2009, in una conferenza stampa convocata in tutta fretta a seguito di notizie sull'inchiesta, spiegò la sua versione dei fatti e disse che «fare una gara europea sarebbe costato moltissimo alle tasche dei cittadini».
«Il sindaco era passato dalla parte dei Di Zio», sostiene la Procura. Anche le intercettazioni dimostrerebbero chiaramente il cambio di rotta.
Prima del finanziamento Cordoma diceva: «Per dieci anni hanno mangiato e basta (i Di Zio, ndr)...questi poveri cittadini di Montesilvano....questo si chiama Ecomafia!»
Dopo il finanziamento a Sospiri, invece, il sindaco era addirittura contento delle dimissioni del suo fiduciario Di Carlo: «si è dimesso, meno male, mi ha risolto un problema grosso come una casa...questa è una grande notizia».