ALLUCINAZIONI

Abruzzo.L’epilogo delle beffe: l’Enac chiude l’aeroporto de L’Aquila e cancella la X-Press

La pista sarà utilizzata solo per l’aviazione generale ma senza voli commerciali

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Abruzzo.L’epilogo delle beffe: l’Enac chiude l’aeroporto de L’Aquila e cancella la X-Press

 





L’AQUILA. Finisce nel peggiore dei modi -e speriamo definitivamente- l’assurda beffa tutta italiana dell’aeroporto de L’Aquila mai entrato in funzione.
Lo ha comunicato oggi l’Enac, l’ente nazionale per i voli commerciali che ha così cancellato dalla mappa degli aeroporti lo scalo abruzzese e revocato le autorizzazioni alla X-press che tra mille polemiche si era aggiudicata un appalto per la gestione con promesse fantasmagoriche che più che mancate oggi sembrano essere frutto di  allucinazioni massicce e prolungate.

E’ un provvedimento che farà discutere e mette sotto accusa pesantemente tutta la classe politica di ogni schieramento aquilana che in questi hanno ha fatto pressioni (a questo punto “indebite”) per costruire, investire e realizzare un secondo scalo aeroportuale in Abruzzo in una zona dove molteplici fattori oggettivi avrebbero sconsigliato chiunque da un investimento tanto strampalato. Invece c’era da bruciare letteralmente milioni di euro di soldi pubblici…

Così con provvedimenti datati 13 aprile 2015, la Direzione Generale dell’Enac ha disposto, con effetto immediato, la chiusura dell’Aeroporto dei Parchi “Giuliana Tamburro” dell’Aquila al traffico aereo commerciale. Lo scalo rimane operativo solo per i voli di aviazione generale.

Diverse le motivazioni che hanno portato alla chiusura dello scalo, tra cui: «la mancanza di realizzazione di collegamenti commerciali con carattere di ripetitività; non si è concretizzato il traffico a favore di un segmento di mercato autonomo individuato dalla società concessionaria nel momento dell’apertura dello scalo; i dati relativi al biennio 2013-2014 dell’Aeroporto dei Parchi si riferiscono esclusivamente al traffico di aviazione generale, senza alcun dato significativo di aviazione commerciale; l’Aeroporto dei Parchi non è inserito nell’elenco degli aeroporti aperti al traffico aereo commerciale, come peraltro risulta dal Piano Nazionale degli Aeroporti; è stata accertata la carenza di interesse pubblico sotto il profilo trasportistico nazionale e internazionale». 


Contestualmente è stata disposta anche la revoca dell’autorizzazione all’esercizio delle attività di aviazione commerciale a favore della società X-Press in considerazione dell’assenza di tali attività sullo scalo e della mancata attuazione del programma che la società aveva presentato per il biennio 2013-2015.
Con tale provvedimento la società già al centro di alcune inchieste, di contestazioni ma sempre appoggiata dalla attuale maggioranza del sindaco Cialente che fino a poche settimane fa ha creduto nel progetto di rilancio come testimoniano numerose dichiarazioni dell’assessore competente, sempre particolarmente refrattario a chi esponeva dubbi sul lancio di tale aeroporto.

Così arriva l’Enac  a chiudere i giochi dove Comune, Provincia e Regione in Abruzzo invece hanno provato a fare finta di nulla. La Regione più di un anno fa aveva anche finanziato -in seguito ad un apposito bando- anche un progetto per poco meno di un milione di euro per la “formazione” del personale dello scalo mai entrato in funzione.
A questo punto occorrerebbe fare il puto di tutti i soldi pubblici spesi inutilmente e farsi carico delle responsabilità politiche e non per accertare l’entità di investimenti inutili. Si spera che la Corte dei Conti possa essere messa in condizione di aprire una approfondita indagine e recuperare quanto sottratto al pubblico.

E pensare che tutto iniziò con il G8 de L’Aquila quando la protezione civile di Guido Bertolaso in somma urgenza e secretando tutti gli atti investirono oltre 5 mln di euro per predisporre la pista per l’arrivo dei mezzi dei “grandi del mondo”. Gli aerei veri si sono visti però solo in quella occasione.

E quello del 2009 era solo l’inizio di una beffa durata molti anni.