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Avezzano, Epatite C: per 25 pazienti cure con nuovi farmaci: «guarigione nel 98% dei casi»

Costo per l’Asl di 120 mila euro a malato

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Avezzano, Epatite C: per 25 pazienti cure con nuovi farmaci: «guarigione nel 98% dei casi»

Maurizio Paoloni

AVEZZANO. Venticinque persone affette da epatite C in fase avanzata e fatalmente evolutiva hanno iniziato cure con associazioni di nuovi farmaci che, nel 98% dei casi, portano a guarigione.
Una svolta al reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano poiché i nuovi prodotti si sono rivelati straordinariamente efficaci, sul piano della terapia, già dopo le prime somministrazioni. Si tratta di farmaci dal prezzo altissimo: il trattamento terapeutico, a beneficio di un solo malato di epatite C, comporta un costo, a carico della Asl, di 120.000 euro.
Un investimento deciso dal direttore generale, Giancarlo Silveri, supportato dal direttore sanitario aziendale Teresa Colizza «che porterà a una migliore qualità di vita dei malati colpiti da questa malattia», assicurano dall’azienda sanitaria.
Un salto di qualità di un reparto di eccellenza come malattie infettive, diretto da Maurizio Paoloni, sotto la cui ‘regia’ lunedì prossimo ad Avezzano, dalle ore 8 alle 17.00, nella sala riunioni dell’ospedale, si terrà un incontro ai massimi livelli, con studiosi di caratura internazionale.
La crescente resistenza di molti germi agli antibiotici, l’uso appropriato di questi farmaci, le infezioni ospedaliere, l’aumento dei casi di micosi (i cosiddetti funghi) e le patologie epatiche, saranno i temi al centro del meeting i cui protagonisti saranno medici ospedalieri e universitari. 

Il parterre del convegno, promosso dal dottor Paoloni e da tutta la sua squadra – i medici Armando Ranelli, Rinalda Mariani, Margherita D’Alessandro e Fabio De Angelis – è davvero di altissimo rango. Vi sarà, tra gli altri, un ‘mostro’ sacro della disciplina come Nicola Petrosillo dello Spallanzani di Roma (l’unico Istituto italiano specializzato per la cura dei casi di Ebola e che nei mesi scorsi ha salvato un medico siciliano che aveva contratto il virus in Africa).
Con lui, un drappello di specialisti levatura internazionale: Francesco Barchiesi di Ancona (luminare delle patologie del fegato), Claudio Puoti di Roma e Carlo Perno, il numero uno dei virologi italiani. Saranno inoltre presenti i big abruzzesi delle malattia infettive tra cui il direttore del reparto dell’ospedale di L’Aquila, Alessandro Grimaldi e di quello di Pescara Giustino Parruti. Una platea di rango che, in virtù della sua autorevolezza, accenderà le luci della ribalta sul presidio di Avezzano, contribuendo all’adozione di una gestione uniforme nelle terapie negli ospedali italiani, soprattutto nell’uso degli antibiotici.
«Su questo punto», afferma Paoloni, «è necessario un uso razionale di questi farmaci, troppo spesso somministrati a iosa e senza un criterio giustificato. Ciò genera un’impennata dei costi e, soprattutto, uno scarso risultato terapeutico per il paziente. L’oculato uso di antibiotici diventa ancora più importante per le infezioni dovute a germi multi resistenti contro i quali abbiamo a disposizione poche armi terapeutiche».