L'ULTIMO SIGILLO

Investimento immobiliare della Asl: arriva anche l’ok del collegio sindacale

«Tutto l’iter è stato regolare»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4183

Investimento immobiliare della Asl: arriva anche l’ok del collegio sindacale

Claudio D'Amario

PESCARA. Arriva anche ‘Striscia la notizia’ a chiedere spiegazioni sull’investimento immobiliare della Asl di Pescara di 2,8milioni di euro per l’acquisto di un edificio fatiscente (più 4mln di euro di lavori di adeguamento). Il manager Claudio D’Amario spiega per filo e per segno cosa è successo e perché si è deciso ad avallare le ipotesi dei suoi tecnici.
In sintesi in pochi anni si potrà rientrare dall’investimento e cancellare le locazioni che assorbono oggi 400mila euro annui, dunque una mossa strategica volta al risparmio nel medio periodo. Inoltre, l’intera operazione è formalmente legittima, persino la stima dell’immobile è incontestabile perché arriva dalla Agenzia delle Entrate e per di più ora c’è anche il parere del collegio sindacale che valida, dopo un ulteriore controllo, l’intera operazione di acquisto dalla Pmc srl di Ermanio Cetrullo. Non una operazione blindata ma di più.
Nei prossimi giorni il servizio di Striscia dovrebbe essere trasmesso e darà risonanza nazionale ad una vicenda che ha destato scalpore forse anche per come è stata condotta e per quello che si è agitato intorno ma che di fatto è stata validata pure dalla procura della Repubblica che in poche settimane di indagini non ha rilevato alcun reato.

Il destino sembra aver condito la vicenda con ampie dosi di malizia visto che il protagonista è un non notissimo immobiliarista figlio del noto onorevole Cetrullo che ha contatti con le amministrazioni pubbliche e la politica che con una società, che non ha nemmeno un numero di telefono rintracciabile sul web o un sito internet, riesce a piazzare l’affare del secolo ottenendo una plusvalenza di 2mln di euro in un anno e mezzo per un rudere fatiscente. Noti sono i rapporti di Ermanio con D’Alfonso così come è noto che le figlie sono impegnate in pubbliche amministrazioni: una nel Comune di Pescara entrata scorrendo una graduatoria, l’altra, già candidata in appoggio al sindaco Alessandrini, viene avvistata spesso ad Abruzzo Sviluppo per instradare utenti ai finanziamenti pe ril microcredito ma non figura tra le collaborazioni dell’ente presieduto da un altro Cetrullo.
Le polemiche sollevate dalla politica già un anno fa hanno fatto il resto, la Regione ci ha messo del suo facendo promesse che non ha potuto mantenere e sono scattati i sospetti e gli esposti già archiviati. L’ulteriore silenzio di Ermanio e la figlia Monica, avvocato che ha seguito le trattative, non ha contribuito a fornire spiegazioni ed il caso è montato…

 IL PARERE DEL COLLEGIO
Ora però a dare la parola definitiva dal punto di vista amministrativo della procedura è il parere del collegio sindacale composto da Gaetano Spampinato (presidente in rappresentanza del Ministero dell’Economia), Domenico Petruzzi (in rappresentanza della conferenza dei sindaci) e Danilo Trisolino (componente della Regione).
Nel documento di una pagina si spiegano i vari passaggi e gli aspetti anche rimasti più dubbi e soprattutto si capisce quale ragione ha opposto la Asl allo stop (peraltro tardivo) del presidente D’Alfonso e dell’assessore Paolucci.
Tutto parte dalla analisi della delibera 133 del 9 febbraio 2015 che di fatto modifica quanto stabilito in precedenza dalla delibera 1413 del 15 dicembre 2014 che riportava i verbali della procedura di ricerca di mercato dell’immobile. In sostanza a febbraio la Asl di Pescara stabiliva di modificare i criteri di pagamento e di girare l’intera somma (2,8mln di euro) non alla Pmc srl di Cetrullo, venditore dell’immobile, ma al notaio Egidio Marra per una questione di ulteriore garanzia per l’ente pubblico imponendo al pubblico ufficiale di pagare solo dopo gli ulteriori passaggi e verifiche poi andate tutte a buon fine. 

Per capire se questa delibera fosse corretta il collegio ha dovuto esaminare l’intera procedura sancendo alla fine la piena legittimità e correttezza di quanto fatto.
Nel documento si legge che «il direttore condividendo le argomentazioni del responsabile del servizio patrimoniale, ha autorizzato l’acquisto dell’immobile in oggetto al prezzo di 2,8mln di euro la cui previsione, con fonte di finanziamento in conto capitale rimodulato, era stata inserita nel piano triennale degli investimenti, adottato con delibera di dicembre 2013 e modificato con delibera di dicembre 2014 laddove era stato appostato uno stanziamento di 3mln di euro per l’acquisto di un immobile da destinare ad uffici amministrativi».  
Insomma dai documenti citati si capisce con certezza che i 3 mln di euro saltano fuori da un vecchio finanziamento del 2005 che sarebbe stato recuperato “per i capelli” in extremis e che la Asl rischiava di restituire ma vengono associati all’acquisto di un immobile per uffici solo a dicembre 2014, cioè sei mesi dopo l’indizione dell’avviso pubblico di ricerca di nuovi spazi.
Visto che l’intera operazione si basa sulla supposta mancanza di spazi e sulla esigenza di reperirne di nuovi per una più logica riorganizzazione abbiamo chiesto alla Asl dove emerge per la prima volta questa esigenza e dove  è stata prevista l’operazione che autorizza di fatto l’avvio della procedura.

LA STIMA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE
Il collegio poi analizza la stima dell’Agenzia delle Entrate che stabilisce un valore di 3mln di euro, il 28 ottobre 2014 all’apertura delle buste si scopre che il prezzo richiesto da Cetrullo è di 3,3mln di euro per cui si comincia una trattativa per uno sconticino del 15% pari a 500mila euro che la Pmc srl concede senza problemi.
I controllori poi parlano anche della nota della giunta regionale del 24 febbraio 2015 che convoca una riunione per il giorno 26 febbraio «al fine di riesaminare la rimodulazione della somma di 3,6 mln di euro di cui alla delibera di giunta regionale 342/2007». Si trattava in sintesi di parlare di alcune risorse del 2006 che erano state stanziate per investimenti ma che poi in seguito alla nomina del commissario ad acta erano state bloccate per favorire il piano di rientro.
Il passaggio è cruciale perché qui si innesta anche la storia “politica”: il 24 febbraio infatti c’è il Consiglio regionale e D’Alfonso rispondendo ad una interrogazione promette di fermare tutta l’operazione immobiliare (ed infatti scrive la nota citata). In realtà si era parlato anche di una missiva dell’assessore Paolucci che secondo fonti non confermate avrebbe inviato a dicembre sempre per tentare di bloccare l’acquisto ma di questa non se ne parla.

Il collegio sindacale scrive che la giunta regionale e dunque D’Alfonso credeva erroneamente che l’acquisto fosse stato finanziato con fondi bloccati dal commissario mentre così non era secondo la Asl. Il 26 febbraio c’è l’incontro con l’assessore Paolucci che rilascia una dichiarazione in linea con quanto asserito dal presidente D’Alfonso due giorni prima e parla di operazione inopportuna, evidentemente le spiegazioni della Asl di Pescara sono state poco chiare.
L’ipotesi è suffragata perché quasi un mese dopo, il 16 marzo 2015 D’Amario risponde alla missiva del 24 febbraio spiegando alla giunta regionale l’errore e che il finanziamento era stato reperito in base ad una delibera (la 1251 del 25 novembre 2005) «non oggetto di sospensione da parte del Commissario ad Acta come peraltro dettagliatamente descritto nella delibera 31 del gennaio 2015».
   Ancora una volta pare di capire che quello che doveva essere fatto prima (cioè rimodulare fondi per cercare risorse) viene in realtà fatto dopo a pochi gironi dal pagamento finale a Cetrullo.
Per tutte le ragioni citate tuttavia il collegio dei revisori «valutata la rilevanza a regime che potrebbe verosimilmente portare ad azzerare i costi di affitto, l’iter è stato regolare».

Alessandro Biancardi

ASL PESCARA. Delibera 1314/2014

ASL PESCARA Delibera 20150114 n 31