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Abruzzo. Ministro Galletti: «il Parco della Costa Teatina non fermerà Ombrina»

Bocciata in Consiglio regionale risoluzione per bloccare iter

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Abruzzo. Ministro Galletti: «il Parco della Costa Teatina non fermerà Ombrina»




ABRUZZO. L’ istituzione del Parco della Costa Teatina è attesa da quasi 15 anni e da mesi gli ambientalisti vedono nella riperimetrazione l’unica salvezza e l’unico deterrente determinante per il progetto Ombrina Mare 2.
Oggi però un punto fermo lo ha messo il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, che rispondendo ad una interrogazione del deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, ha chiarito che l’istituzione del Parco tanto atteso non fermerà Ombrina. Crolla così una delle poche speranze rimaste in piede su cui il fronte del no credeva fermamente.
«Il progetto Ombrina Mare 2», ha spiegato il ministro, «non sembra rientrare nelle previsioni di divieto del decreto legislativo del 2006 che prevede una distanza minima di 12 miglia nautiche dai parchi costieri per le trivellazioni a mare. Tuttavia», ha aggiunto il ministro, «molto potrebbe dipendere dai tempi dell’istituzione del parco con la contemporanea individuazione della sua perimetrazione ad oggi non definita».
Una porta rimane aperta?
Galletti ha anche chiarito quanto percepisce l’attuale commissario straordinario per la riperimetrazione del Parco, Giuseppe De Dominicis, ovvero 33 mila euro lordi annui che aspettano però ancora il via libera dal Ministero dell’Economia.
Sempre il ministro ha spiegato che De Dominicis, la cui nomina era stata contestata da alcuni esponenti regionali del centrodesra, è stato scelto perché in possesso di «capacità adeguate» per titoli ed esperienze.
Scettico e parzialmente insoddisfatto dalle risposte ottenute il deputato Di Stefano che in aula ha ricordato che quando De Dominicis era presidente della Provincia, nel Pescarese «si sviluppava la sciagura ambientale di Bussi, la sciagura più grande d’Europa». Ma Di Stefano nella sua replica si è soffermato in special modo sulla questione legata ad Ombrina: «il ministro è stato chiaro», ha detto il deputato azzurro: «il parco costiero e non marittimo non va ad incidere sulla decisione di Ombrina e il parere della commissione Via già concesso non viene intaccato dalla eventuale riperimetrazione».
«La grande menzogna del Pd abruzzese», continua Di Stefano, «il quale garantiva che l’insediamento del Parco sarebbe stato elemento ostativo per queste prospezioni idrocarburiche, è stata oggi definitivamente smentita e sbugiardata».
Dunque ad oggi secondo il deputato «fare il Parco significa creare nuove poltrone e governare il territorio sulla testa dei sindaci e delle popolazioni amministrate. Non certo, fare quello che prometteva tempo fa l’allora Sottosegretario Legnini, ossia di “l'istituzione del parco può essere uno strumento per fermare Ombrina”. Per queste ragioni, siamo ancora più convinti dell’inutilità di questo Parco e della necessità di moltiplicare gli sforzi in ogni sede e le mobilitazioni popolari, veri strumenti per bloccare Ombrina, così come avvenne per il Centro Oli di Ortona».

OMBRINA IN CONSIGLIO REGIONALE
Intanto proprio oggi Ombrina Mare è stata al centro di un consiglio regionale straordinario particolarmente acceso. Non è passata la risoluzione che impegnava la giunta a prendere una posizione netta e chiara contro l’opera.
«Abbiamo deciso di votare contro la risoluzione presentata dalle minoranze, semplicemente perché non avrebbe avuto alcun effetto sul blocco dell’iter autorizzativo», spiega il Consigliere regionale del PD Luciano Monticelli.
«Come maggioranza – continua Monticelli, che parla a nome dell’intero schieramento – avevamo presentato un secondo documento, che discuteremo nella prossima seduta. Un testo in cui, come affermato in aula dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si affronta l’argomento puntando sulla novità amministrativa dell’istituzione del Parco della Costa dei Trabocchi, il cui iter si sta concludendo proprio in questa settimane e che può rappresentare un autentico ostacolo all’incompatibilità dell’insediamento non solo di Ombrina, ma di tutti gli impianti petroliferi nel tratto antistante il litorale abruzzese».
Dichiarazioni che però, alla luce della risposta del ministro Galletti sono tutte da rivalutare.
«Il presidente D’Alfonso non ci difende dagli ufo», hanno contestato i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, «non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale e non da seguito ai numerosi annunci fatti attraverso gli organi di stampa. D’Alfonso non ascolta i cittadini, ma tutela le grandi lobby in nome della morte del territorio che amministra. Trenta votanti, 2 astenuti, tutti contrari tranne l’opposizione. La maggioranza di centrosinistra è stata chiara: Ombrina si farà».

Sul punto è intervenuto anhe l'ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha ricordato come non vi sia alcuna relazione tra il Parco della costa teatina e Ombrina.

TANCREDI (NCD) CONTRO FORZA ITALIA
Ma in area centrodestra c’è anche chi contesta la presa di posizione del centrodestra contro i tanti progetti che avrebbero un impatto importante sull’economia regionale.
E’ Paolo Tancredi, capogruppo di Area Popolare (NCD-UDC) in Commissione Bilancio alla Camera.
«Forza Italia dice no a tutto», fa notare Tancredi, «no a Ombrina Mare, no a PowerCrop e, sembra di capire, no all'elettrodotto Terna o alla centrale Elsa 2. L'impressione è che i colleghi forzisti vadano al traino del Movimento 5 Stelle, una forza che ha dimostrato in più di una occasione di puntare al declino piuttosto che allo sviluppo del nostro Paese».
In alcuni casi, fa notare Tancredi, si tratta di progetti che hanno gia' ottenuto un parere tecnico favorevole dalla Commissione Via-Aia nazionale, «che prevede standard rigorosi sulla fattibilita' delle opere in discussione, dal punto di vista ambientale e della sicurezza. Mi chiedo allora quanto possa essere pericolosa la deriva di un partito che si dice liberale come Forza Italia verso quell'integralismo Nimby che mortifica aspirazioni e opportunita' per i nostri territori: i colleghi di Fi in Abruzzo hanno forse deciso di fondersi con il M5S?».
« Tancredi evidentemente troppo abituato a votare assieme al Pd si e' confuso ed ha dimenticato che alle regionali la sua forza politica a concorso con Forza Italia contro il Pd», gli fa eco Di Stefano. «Assieme ci siamo schierati su posizioni ben chiare sulla tutela ambientale, posizioni che noi abbiamo sostenuto molto prima che i 5 stelle andassero in Parlamento o in Consiglio regionale. Tancredi evidentemente dimentica che quando eravamo al governo nazionale e regionale, entrambe nel Pdl abbiamo bloccato la realizzazione del Centro Oli di Ortona, il decreto Prestigiacomo che anche lui ha votato aveva posto il vincolo che se non revocato dal Governo Monti avrebbe impedito la realizzazione di Ombrina e degli altri insediamenti a mare. Inoltre, il suo partito in Consiglio regionale si e' anch'esso espresso contro Ombrina».
«Tancredi fa parte della maggioranza che sostiene il governo Renzi essendo del partito di Alfano e Lupi», fa notare invece l’esponente di Rc, Maurizio Acerbo. «E' paradossale, ma per questa maggioranza di governo persino Mauro Febbo è un ambientalista».

SINDACI COSTA: «FALSO CHE PARCO FERMI TRIVELLE»

«E' falso sostenere come fanno i vertici regionali di Wwf e Legambiente che se fosse istituito il Parco della Costa Teatina si sarebbe impedita l'installazione di Ombrina Mare», hannodetto inoltre  oggi in conferenza stampa, a Lanciano, i sindaci di S. Vito Chietino, Rocco Catenaro, e di Rocca S. Giovanni, Gianni Di Rito, di ritorno da un incontro al Ministero dell'Ambiente dove ieri si sono recati con altri amministratori costieri, tra cui quelli di Ortona e Fossacesia e la Coldiretti provinciale.
«A Roma ci è stato detto chiaramente - dicono i sindaci - che per il Parco non c'è un euro per la spending review che sarà votata venerdì e la pratica di Ombrina non può essere fermata per la deroga prevista alle autorizzazioni già in corso. Come male minore avremmo votato anche noi per la perimetrazione di questo Parco contro l'arrivo di Ombrina. Non ha più un senso questo parco perché Ombrina ci sarà. Oltretutto sono sempre più scettici molti politici di entrambi gli schieramenti».
 La posizione degli amministratori rappresenta una forte riposta alle associazione ambientaliste che accusavano i sindaci contrari al Parco che così sarebbero state aperte le porte a Ombrina.
«Siamo stati primi a costituirci in giudizio innanzi al Tar, che ha accolto le osservazioni dei comuni, e al Consiglio di Stato, con soldi dei cittadini, aggiungono i sindaci. Invece denunciamo che né la Regione Abruzzo, né Wwf e Legambiente non si sono mai costituite in giudizio. Peraltro le associazioni ambientaliste siederanno nel Cda mentre non è previsto la presenza di alcun sindaco, benchè eletti democraticamente e rappresentanti dei loro interessi. Ci chiediamo invece se sarebbero ancora favorevoli al Parco se si abrogasse la norma di legge che riserva loro un posto nel Cda dell'Ente. E dov'erano Wwf e Legambiente quando nel 2007 i ministri all'Ambiente, Pecoraro Scanio, e all'Economia, Bersani diedero l'autorizzazione alle perforazioni a Ombrina».