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Inchiesta Soget. Sospiri:«io ho pagato ma quanti furbetti ci sono?»

Un terremoto dietro l’angolo avvalorato dalle parole del consigliere regionale

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Inchiesta Soget. Sospiri:«io ho pagato ma quanti furbetti ci sono?»

Lorenzo Sospiri

PESCARA. «Io ho pagato il mio debito una volta che ne sono venuto a conoscenza ma mi domando quante persone sono state invece graziate e non hanno pagato il dovuto».
Lorenzo Sospiri, consigliere di Forza Italia interviene sulla inchiesta che riguarda la Soget ed il suo legale rappresentante, Gaetano Monaco, indagato per truffa e che ha tirato dentro anche lui come  primo nome eccellente emerso dalla “lista vip”, di chi potrebbe aver beneficiato di presunti favori da parte dell’ente riscossore incaricato dal Comune di Pescara.
Veri e propri regali a politici e amministratori locali, sospetta la Procura, che la Soget potrebbe aver elargito facendo risultare –questo ad oggi è l’ipotesi dell’accusa- solo formalmente una attività (virtuale) di riscossione del debito. Regali agli amministratori, spesso in carica, spesso anche delle amministrazioni dove opera la Soget.
Regali perché si stanno domandando gli investigatori della Forestale e della Squadra Mobile? Perché far scontare un debito a chi dovrebbe pagarlo e poi caricarlo sulle casse dei cittadini come debito fuori bilancio del Comune? Come Pescara che ha dichiarato 36mln di euro di debiti inesigibili, cioè non più pagabili da chi dovrebbe ma dal Comune che deve rifondere aumentando le tasse.
In questo presunto sistema di favori la Soget in realtà potrebbe di fatto non aver mai notificato le cartelle esattoriali a questo o quel politico che bene oggi può dire (come Sospiri) «non conoscevo il debito».
Infatti dagli atti dell’inchiesta si evince che la Soget avesse un indirizzo di residenza non esatto di Sospiri e nonostante la sua incredibile «irreperibilità» la Soget non ha perfezionato la notifica con il deposito degli atti in Comune come fa ogni messo notificatore che non trova il debitore a casa.
Risulta inoltre anche che lo stesso ente riscossore fosse a conoscenza che Sospiri fosse consigliere regionale (!) tanto da notificare in Regione la richiesta di pignoramento dello stipendio. Poi inspiegabilmente arriva la rinuncia a riscuotere. Solo di recente, e a inchiesta iniziata, la procedura di riscossione riprende: la Soget si fa di nuovo avanti ma anche secondo i giudici del riesame qualcosa non torna.

«A questo punto», scrive Sospiri, «credo sarebbe interessante conoscere i nomi non di chi, rateizzando o meno, abbia pagato le sanzioni ricevute, come nel mio caso, una volta venutone a conoscenza, ma piuttosto i nomi di chi non ha pagato quelle multe, oggi divenute non più incassabili per il Comune. Perché?».
Altri nomi eccellenti non sono ancora usciti fuori e la lista dei presunti beneficiari è al vaglio degli inquirenti che stanno verificando sanzione per sanzione per scoprire se sussista realmente un sistema di favori. Sullo sfondo resta sempre l’inquietante dissesto dissennato del Comune di Pescara.  

«HO PAGATO»
«Purtroppo si continua a forzare la mano e a fare confusione in una vicenda che, per quello che mi riguarda, è trasparente», ha aggiunto il Capogruppo Sospiri, «Come ho già più volte chiarito, quando sono venuto a sapere di avere un debito nei confronti della Soget, ho fatto ciò che qualunque altro normale cittadino avrebbe fatto: mi sono recato negli uffici della Società di riscossione per capire di cosa si trattasse. Quindi ho rintracciato, ove possibile, tutte le vecchie ricevute di pagamento risalenti a decine di anni fa delle vecchie multe già saldate, le ho consegnate all’Ufficio che ha verificato quali sanzioni fossero o meno ancora realmente da pagare, comunicandomi l’importo complessivo, che ho chiesto di rateizzare, come avrebbe fatto chiunque al mio posto».
I giudici del riesame tuttavia scrivono nell’ordinanza che non risulta alcuna richiesta di Sospiri nella quale chiede alla Soget di rateizzare e contestano pure la legittimità del provvedimento che di solito si concede a chi ha difficoltà economiche e non ad un consigliere regionale che incassa mensilmente un cifra vicina ai 10mila euro.
«Le mie sanzioni, dunque», ha spiegato Sospiri, «erano tutti crediti esigibili, tanto che ho già provveduto a saldare l’intera somma richiesta, con l’aggiunta di mora e interessi maturati; peraltro, essendo all'epoca dei fatti consigliere comunale, non avrei neanche potuto impugnare le multe, alcune delle quali ritengo illegittime, perché, per regolamento, sarei immediatamente decaduto dalla carica. A questo punto – ha ancora precisato il capogruppo Sospiri – mi sembra chiaro che la vicenda Soget non riguarda le mie sanzioni ‘esigibili’, ma forse quelle inesigibili riferite ad altri soggetti di cui sarebbe interessante, oltre che equo, conoscere i nomi che attendiamo di leggere da molto tempo. I pescaresi dovranno chiedere conto a qualcun altro di quelle multe non pagate, visto che personalmente sarò uno dei pochi ad averle saldate tutte, com’è giusto che sia».
Registriamo comunque la “certezza” di Sospiri sul fatto che vi siano davvero altri nomi di “vip” che hanno beneficiato di favori dalla Soget. Registriamo inoltre anche il fatto che non viene smentita categoricamente l’ipotesi accusatoria, cosa che, forse, in molti si sarebbero attesi da un politico ormai maturo e di lungo corso come Sospiri che ha governato per cinque anni con la giunta Mascia di centrodestra Palazzo di città e per questo avrebbe dovuto controllare la Soget ed impedire favoritismi e presunti illeciti.