UdA: sul salario accessorio la Cgil chiama Cuccurullo e Napoleone

Il contenzioso si complica tra strane dimenticanze ed omissioni

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UdA: sul salario accessorio la Cgil chiama Cuccurullo e Napoleone


CHIETI. Le segreterie provinciali della Flc Cgil di Chieti e Pescara hanno chiesto ufficialmente agli ex vertici della D’Annunzio «un’assunzione di responsabilità al fine di dimostrare la natura delle assegnazioni di denaro al Fondo accessorio fatte negli anni 2004, 2006 e 2008».
Questa iniziativa sindacale (non unitaria), affidata ad una lettera sottoscritta da Nicola Trotta e Lorenzo Di Legge e condivisa a quanto pare dalla rappresentanza di Ateneo, si inserisce nello “stop and go” che ha caratterizzato la vicenda del salario accessorio, tagliato ad agosto nelle buste paga dei dipendenti UdA dopo i rilievi del Mef che ne contestava l’erogazione senza un Fondo apposito costituito in Bilancio e ulteriormente rinviato con la recente lettera del ragioniere dello Stato.
E così il suo ritorno in busta paga è stato spesso annunciato, ma poi è stato sempre spostato più in la, per cui l’unica certezza è che da nove mesi l’amministrazione – rapidissima nel tagliare questo salario - non è stata in grado di restituire in busta paga questa indennità di circa 300 euro. Ora, per uscire dall’impasse, la Cgil chiede sia all’ex rettore Franco Cuccurullo che all’ex dg Marco Napoleone di sottoscrivere una dichiarazione in cui si certifica che i fondi utilizzati per il salario accessorio e l’Ima in quei tre anni erano ok. Si tratterebbe così di regolarizzare con il ricordo (una modalità del tutto nuova) alcuni “vuoti” nei bilanci 2004, 2006 e 2008, rimasti scoperti nella ricostruzione del Fondo tentata in questi mesi. Il che – secondo la valutazione della Flc Cgil - sarebbe sufficiente al Ministero per dare il via libera al ritorno del salario accessorio di cui esiste una proposta di ricostruzione del Fondo, elaborata dall’attuale gestione amministrativa dell’UdA in contraddittorio, ma anche in collaborazione con i sindacati nazionali.

LE STRANEZZE DI UN CONTENZIOSO CHE PUNISCE SOLO IL PERSONALE
La richiesta della Flc Cgil appare molto strana e soprattutto molto ingenua nella sua speranza di un riscontro positivo da parte dei due destinatari. Infatti non solo non c’è una richiesta ufficiale del Ministero di questa modalità di ricostruzione del Fondo mancante, ma sembra molto difficile che qualcuno possa firmare un’assunzione di responsabilità “al buio” e senza i documenti ufficiali sotto mano. Né firmerebbe chiunque altro fosse chiamato a giustificare quelle erogazioni stipendiali (ad esempio  i Revisori dei conti di quell’epoca). Ma la stranezza di questa lettera non finisce qui. La Flc Cgil infatti lamenta di non aver avuto accesso agli atti (bilanci e delibere) perché il dg glielo avrebbe negato, anche se “a suo dire non si troverebbero”. Come si faccia a negare l’accesso ad atti che non si trovano è un miracolo che può avvenire solo all’UdA. Di fatto dunque questa “richiesta di assunzione di responsabilità”, pur animata di buone intenzioni, di fatto fa il gioco di chi vuole tenere sotto scacco tutto il personale. Infatti è poco credibile che non si trovino i bilanci e sembra del tutto velleitario che il Mef possa accontentarsi di una dichiarazione, che peraltro non ha mai chiesto. Altra stranezza è che i Bilanci “introvabili” sono stati spediti ogni anno al Ministero, che quindi non dovrebbe avere bisogno di dichiarazioni (come per i restanti anni di cui non si fa menzione).

TROPPI SILENZI ED OMISSIONI NELLA RICOSTRUZIONE DEL PASSATO
Se – come dice il Mef - senza una voce specifica in Bilancio i soldi sarebbero stati irregolarmente attinti da capitoli sbagliati, questo l’errore andrebbe corretto, costituendo un Fondo specifico. Si tratta, a dire di alcuni tecnici, di una “riqualificazione del bilancio” che è un meccanismo ben conosciuto, ma a quanto pare non ancora applicato. Insomma ci sono troppi silenzi e poche iniziative risolutive. Tacciono i Revisori dei conti dell’epoca, sull’argomento non dice una parola il Nucleo di valutazione dell’Ateneo (di cui peraltro fa parte anche il prof. Riccardo Palumbo, membro del CdA) che negli anni ha validato tutte le scelte della gestione Cuccurullo e Napoleone, con particolare riferimento al personale ed all’attività amministrativa (relazioni anche queste note al Ministero). Come altrettanto strana ed incomprensibilmente silenziosa è la posizione dell’attuale rettore Carmine Di Ilio che in passato ha partecipato a tutte le riunioni della Rsu aziendale con delega del rettore di allora. In quelle riunioni si parlava appunto di salario accessorio, di Ima, di rinuncia al turnover da parte del personale tecnico amministrativo (chiamato quindi a lavorare di più e per questo pagato) per accumulare i punti organico che sono serviti ad assumere gli ultimi 36 professori ordinari. Ma se quel salario accessorio era sbagliato ed è stato tagliato per riparare un errore, vanno annullate anche le assunzioni dei nuovi prof ordinari? Ed ancora: se non si trovano nemmeno i verbali Rsu, quelli dei Revisori dei conti e del Nucleo di valutazione, forse la Flc Cgil deve chiedere anche a questi soggetti “un’assunzione di responsabilità”?

Sebastiano Calella