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Lo strano caso del “bidone” alla Asl di Pescara e la speculazione immobiliare del secolo

Il colpaccio dell’imprenditore Ermanio Cetrullo. La procura di Pescara vuole archiviare l’inchiesta

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Lo strano caso del “bidone” alla Asl di Pescara e la speculazione immobiliare del secolo


PESCARA. Le carte sembrano a posto e raccontano un affare che comunque lo si veda presenta picchi da record. C’è però poi un’altra storia parallela che andrebbe chiarita meglio…
Quella che segue è una sorta di promemoria-manuale che potrà servire a chi vorrà provare ed eguagliare un primato davvero molto difficile da battere.
Il primato è quello registrato dall’imprenditore Ermanno Cetrullo (in realtà all’anagrafe è “Ermanio”) che con la sua ditta ha acquistato un immobile in disuso da molti anni e costruito agli inizi degli anni ’80, di fronte l’obitorio dell’ospedale di Pescara, un ex supermercato ed ex banca con caveau, rivendendolo un anno e mezzo dopo alla Asl di Pescara ricavandoci una plusvalenza di circa 2milioni di euro.
Le carte raccontano di un immobile in degrado che invece di perdere valore si rivaluta di tre volte. Basterebbe questo per segnare il Guinnes dei primati ma bisogna calcolare anche che tutto questo avviene in un momento di crisi profondissima per il mercato immobiliare italiano. Pescara non è da meno e solo negli ultimi mesi ha segnato quasi -17% sui prezzi degli immobili.
Quello di via Rigopiano n.85 è dunque una eccezione sotto tutti i punti di vista e merita di essere approfondita perché se c’è un grosso affare da una parte, dall’altra, c’è qualcuno che paga e questa volta il destino ha voluto si trattasse di un ente pubblico: la Asl di Pescara.

LA GARA
La vicenda pubblica inizia ufficialmente all’inizio del 2014 quando la Asl decide di aver bisogno di ulteriori locali per razionalizzare archivi e uffici. Viene così emanato un avviso e tra maggio e agosto si tengono due gare: la prima viene ritenuta infruttuosa e la seconda va a segno con la proposta di offerta della Pmc srl di Ermanno Cetrullo. Il secondo concorrente viene scartato perché presenta l’offerta in ritardo di 21 minuti. E pensare che la stessa persona aveva già partecipato alla prima gara ma evidentemente qualche imprevisto o il traffico si è messo di traverso.
Da agosto 2014 a febbraio 2015 si espletano i successivi passaggi: la firma del contratto, la stipula dal notaio, il passaggio di proprietà, il pagamento.
Una procedura lineare solo blandamente turbata dalla prima stranezza: interrogazioni e lettere al presidente D’Alfonso per bloccare la procedura firmate da Lorenzo Sospiri (Fi) e Domenico Pettinari (M5s) insolitamente dalla stessa parte e che evidentemente hanno ricevuto sollecitazioni ad occuparsi di questa vicenda e contestano una serie di cose tra le quali la sussistenza di altri locali già di proprietà della Asl e la valutazione eccessiva dell’immobile.
Il grillino mentre scrive l’interrogazione contemporaneamente deposita un esposto in procura a Pescara che però proprio pochi giorni fa ha concluso le indagini e chiesta l'archiviazione non ravvisando dunque alcuna ipotesi di reato, nemmeno la truffa che era tra le piste battute. Dunque tutto a posto davvero.
La storia, però, è talvolta un po’ più complicata di come appare dalle carte delle procure.

BLOCCARE TUTTO
Una seconda stranezza, per esempio, che non turba la procedura amministrativa, è l’intervento duro in Consiglio regionale di presidente e assessore alla Sanità che chiedono di bloccare alla Asl questa compravendita che fa uscire dalle casse della Asl 2,8mln di euro (per ora). La stranezza sta nel fatto non tanto che Fi, M5s e Pd con l’assessore Paolucci si ritrovano d’accordo quanto proprio nel fatto che Paolucci ritiene opportuno fermare una procedura che risulta ad oggi pienamente regolare e soprattutto non impugnata da alcuno. Oggi persino “validata” dalla procura di Pescara eppure la Regione -che dovrebbe in qualche modo essere informata e controllare- nulla pare abbia eccepito dal punto di vista amministrativo delle carte, cioè formale.
D’Alfonso il 24 febbraio 2015 in Consiglio regionale pomposamente annuncia il blocco di ogni acquisto definito «inutile» e si appella anche al buon senso del centrodestra che ha nominato il manager D’Amario. Il 26 febbraio l’assessore Paolucci ha chiesto nuovamente il blocco dell’operazione immobiliare definendola «incoerente».
Parole ferme e chiare anche se di difficile comprensione visto che non si spiega nel merito perché «inutile» e perché «incoerente». Parole al vento visto che sono arrivate a tempo scaduto poiché l’acquisizione dell’immobile era stato perfezionato almeno 10 giorni prima.
Perché nessuno ha informato D’Alfonso e Paolucci facendo evitare loro una figuraccia?
Ma soprattutto sulla base di quali elementi hanno chiesto di bloccare l’iniziativa?
Ed ora che i buoi sono scappati cosa intende fare per coerenza la Regione con quanto dichiarato in precedenza?
E perché se è vero che Paolucci ha inviato una lettera alla Asl già a metà dicembre la Asl non si è fermata?
La risposta potrebbe essere: era già troppo tardi.
Sgomberato il campo da ombre di possibili reati la vicenda diventa squisitamente amministrativa e politica dunque deve essere chiarita in ogni suo aspetto cosa che ad ora non è.

CETRULLO E L’AFFARE DEL SECOLO
Il 9 febbraio 2015 il manager D’Amario firma una delibera che modifica la precedente sull’argomento stabilendo che la Ragioneria della Asl può pagare i rimanenti 2.770.000 euro tramite bonifico bancario non a Cetrullo ma al notaio Egidio Marra che è stato autorizzato dallo stesso ente ad effettuare gli ultimi controlli di rito. Sarà poi il professionista a girare i soldi alla Pmc srl la società venditrice di Cetrullo.
Pochi giorni ed i soldi escono dalle casse della Asl… per sempre.
Gioia per Ermanno (o Ermanio) Cetrullo 63 anni, nipote del notissimo parlamentare abruzzese del Psdi Aldo Cetrullo i cui sostenitori per decenni hanno imbrattato i muri della regione con la inconfondibile scritta “W on. Cetrullo”. La figlia di Ermanio, Monica, è avvocato di 29 anni e già candidata alle ultime elezioni comunali con la lista di appoggio al sindaco Marco Alessandrini, Pescara Insieme Bene Comune, raccogliendo 176 preferenze (seconda non eletta della lista) lo ha assistito nella procedura con la Asl. Contattata da PrimaDaNoi.it non ha ritenuto di aggiungere spiegazioni a quanto scoperto e nemmeno il babbo lo ha fatto nei giorni seguenti.
La società di famiglia (che non ha un sito internet né un numero di telefono sull’elenco) si trova in via Aterno in una villetta di due piani che ha tutte le sembianze di essere un appartamento e nonostante la mancanza delle elementari forme di pubblicità pare sia molto attiva negli investimenti immobiliari.

LA VENDITA
Dai documenti che PrimaDaNoi.it ha potuto visionare emerge che la Pmc di cui Cetrullo è amministratore unico acquista l’immobile di via Rigopiano, il vecchio supermercato, tra novembre e dicembre 2012 con un atto vergato dal notaio Massimo D’Ambrosio. A vendere è la Rreef Fondimmobiliari, società di gestione del risparmio spa con sede a Milano e controllata dalla Deutsche Bank. L’immobile di circa 4mila metri quadrati era entrato nella società in seguito alla cessione di un pacchetto di immobili alienato dalla Caripe intorno al 2000 e mentre tutti gli altri edifici sono stati venduti in pochi anni proprio l’ex banca è stata una tra gli ultimi ad essere “piazzata”.

CETRULLO COMPRA A 900 EURO E RIVENDE A 2.800.000 (E FA PURE LO SCONTO)
Cetrullo ufficialmente compra l’immobile a fine 2012 strappando “l’affare” a diversi altri imprenditori che avevano messo gli occhi sull’annuncio della agenzia immobiliare che pure aveva affisso sul cartello un prezzo indicativo di oltre 2mln di euro.
Il prezzo non spaventò i bene intenzionati che chiesero più volte di visionare i locali tra il 2010 e il 2012 e fecero offerte che si aggiravano tutti intorno ai 600-800mila euro. Secondo queste persone l’immobile era abbandonato da molto tempo, in degrado e aveva bisogno di lavori di ristrutturazione «imponenti» che non potevano essere inferiori al milione di euro. Arrivarono le offerte tutte molto basse rispetto al prezzo proposto ma vennero neutralizzate ad ottobre da Cetrullo che propose quella più alta: 900mila euro sul piatto.
La crisi immobiliare durava già da qualche anno e ancora oggi mortifica le velleità valutarie dei proprietari costringendoli a fare i conti con prezzi che spesso non rispecchiano il vero valore. «Se oggi vuoi vendere devi vendere sottocosto», dicono in molte agenzie immobiliari che bene conoscono il polso della situazione.
Ma Cetrullo che non è uno sprovveduto si fa fare una perizia giurata dall’architetto Alessandro Celiberti che valuta quell’immobile 900 mila euro valutando la zona fornita di tutti i servizi e considerando congruo un prezzo a metro/quadro di 225 euro «anche in considerazione dello stato attuale di fatiscenza».
Passa un anno e mezzo, la crisi del mercato non è passata, anzi peggiora, eppure quell’immobile abbandonato e chiuso, invece, di deprezzarsi lievita di ben tre volte il suo valore.
Ma le carte come detto sono tutte a posto, anzi sono "blindate" perchè a fare il prezzo pagato dalla Asl è la Agenzia delle Entrate che valuta l'immobile 3.000.000. Cetrullo che aveva chiesto 3,3 mln di euro di trova d'accordo a praticare persino uno "sconticino" di 500mila euro e l'accordo è fatto. Quando l'immobiliarista pescarese acquista si rifà ad una perizia di un architetto che paga lui, quando vende il prezzo lo fa l’Agenzia delle Entrate (ente pubblico) incaricata dalla Asl di Pescara.
Sarebbe quanto meno opportuno, a rigor di logica, un faccia a faccia tra i due periti che hanno stimato il valore dell’immobile perché almeno loro si chiariscano le idee… perché tra 900mila e 3mln di euro la differenza non è trascurabile.

CETRULLO SEMPRE PRESENTE
Da quanto risulta a PrimaDaNoi.it Ermanio Cetrullo conosceva molto bene quell’immobile che forse aveva adocchiato già in passato e pregustava l’affarone avendoci pure già provato a piazzarlo...
Alcuni imprenditori che visionarono l’immobile per acquistarlo tra il 2010 e il 2012 ricordano che ad aprire i lucchetti fu proprio Cetrullo che li accompagnò nel giro dei locali. Pare che Cetrullo avesse ricevuto l’incarico dalla società proprietaria di far vedere l’immobile consegnandogli le chiavi. La circostanza è ricordata da alcune persone che ben conoscono Cetrullo e lo hanno incrociato varie volte in questi anni.
Un dettaglio forse di poco conto se si considera invece l’altro fatto documentato dalle carte.
Nel 2010 compare un bando simile a quello della Asl di Pescara ma questa volta pubblicato dalla Regione Abruzzo che cerca locali per metterci dentro i suoi uffici.
Chi risponde e offre un immobile?
Ermanno Cetrullo (persona fisica) ma anche la Pmc srl (la sua ditta) ne offre un altro.
Il dato che sorprende è che Cetrullo offre un immobile di 4.021,6 metri quadrati in via Rigopiano «zona ospedale civile di Pescara».
Possibile che si tratti dello stesso fabbricato che la Pmc srl avrebbe acquistato solo due anni dopo e che non risulta essere mai stato proprietà di “Ermanio”?
Curioso che quell’avviso fosse il primo passo della procedura amministrativa che ha portato di recente la Regione ad impegnarsi ad acquisire gli immobili de La City…
Intanto la Asl è al lavoro per rimettere in sesto l'immobile: stimati 4mln di euro per i lavori.
A conti fatti (se tutto va bene) la Asl spenderà 7mln di euro per 4mila metri quadrati.

Alessandro Biancardi