SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Sanità: manifestazione ad Atessa contro chiusura chirurgia. 41 lavoratori a casa

Sfila anche carro funebre, polemiche su cartelli contro D’Alfonso

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Sanità: manifestazione ad Atessa contro chiusura chirurgia. 41 lavoratori a casa

ATESSA. Centinaia di persone hanno manifestato oggi ad Atessa contro la decisione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti di chiudere il reparto chirurgia, con annesso blocco operatorio, a partire dal prossimo 7 aprile.
Alla manifestazione hanno preso parte il comitato pro difesa ospedale, utenti, il sindaco Nicola Cicchitti, i primi cittadini di altri comuni del comprensorio e rappresentanti di vari partiti politici. Al corteo ha sfilato anche un carro funebre.

La manifestazione ha alimentato polemiche politiche. Il segretario provinciale del Pd Chiara Zappalorto afferma «grave e fuori luogo la presenza alla manifestazione del consigliere regionale Mario Olivieri (Abruzzo Civico), presidente della quinta commissione. Sgradevoli cartelli - prosegue Zappalorto - si sono innalzati contro il presidente della Giunta Regionale e Commissario alla Sanità Luciano D'Alfonso e contro l'assessore con delega alla sanità Silvio Paolucci. La Giunta regionale, e in prima persona l'assessore Paolucci, sono impegnati in una difficile opera di riforma e trasformazione della sanità regionale, spiega la Zappalorto, che porterà a una vera e propria rivoluzione copernicana, secondo le linee nazionali contenute nel patto per la salute. Il Pd si adopererà al massimo per trovare le soluzioni compatibili con i territori e le esigenze di tutti i cittadini».
«Non si governa così una regione che deve uscire da una situazione drammatica di commissariamento», continua Zappalorto riferendosi proprio a Olivieri. «Gli ricordo che compito di un esponente di maggioranza, che peraltro presiede la commissione competente, è lavorare per trovare la soluzione al problema non farne parte».

41 LAVORATORI INTERINALI VANNO A CASA
Sempre oggi la direzione Asl ha annunciato «che è l'ora delle scelte difficili e che 41 lavoratori interinali di Atessa vanno a casa. Una manovra», spiega la Asl, «necessaria per continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza e rispettare i vincoli imposti dal Decreto del Commissario sui costi del lavoro flessibile. Queste le ragioni che hanno indotto la Direzione aziendale a bloccare l'attività chirurgica all'ospedale di Atessa».
La questione nasce da gravi carenze di organico che vengono a crearsi per l'impossibilità di rinnovare il contratto, scaduto il 31 marzo, di 41 lavoratori interinali, che rappresenta per l'Azienda una voce di spesa da riallineare al limite fissato dal decreto n. 5 dell'11 febbraio scorso emanato dal Commissario ad acta per la Sanità della Regione Abruzzo. Il provvedimento impone il dimezzamento della spesa sostenuta per il personale flessibile riferita all'anno 2009, in applicazione dell'articolo 9 del Dl 78 del 2010, e che obbliga la Asl a manovre e scelte drastiche, visto che lo scorso anno il ricorso ai contratti a tempo determinato era stato necessario per fare fronte a situazioni urgenti. Si tratta, quindi, di redistribuire il personale in organico per rimpiazzare i posti lasciati scoperti dai lavoratori con contratto scaduto, e di accentrare alcune attività, come quelle chirurgiche, a Lanciano, con la finalità di assicurare continuità ai livelli essenziali di assistenza e nello stesso tempo maggiore sicurezza agli utenti.

MOBILITAZIONE PER SULMONA
E non sono giorni tranquilli nemmeno per l’ospedale di Sulmona. «Perderà la funzione che ha rivestito fino ad oggi», dice il responsabile di Cisl Funzione Pubblica Sanita' Valle Peligna e Alto Sangro, Marcello Ferretti. «Dopo le parole espresse dall'assessore alla sanita', Silvio Paolucci, nel corso dell'incontro di Avezzano, e' ormai chiaro che il Governo regionale vuole la "morte" del Centro Abruzzo. Nelle ultime ore abbiamo assistito a posizioni di vario genere. In questo momento bisogna mantenere alta la guardia e come sindacato annunciamo una mobilitazione territoriale».
«Paolucci afferma di investire sulla territorialità», prosegue Ferretti, «pero' va ribadito che l'assistenza attualmente erogata nell'ospedale di Sulmona ha un altro tipo di specificita'. Paolucci ha in mente per il Centro Abruzzo il modello di offerta sanitaria basata sulla territorialita', attraverso Rsa e strutture analoghe. Ma si tratta di un altro tipo di assistenza, che e' di base con caratteristiche alberghiere, che non puo' andare a sostituire l'assistenza specialistica attualmente fornita dai nosocomi. Puo' essere complementare, ma non puo' essere il modello scelto in via esclusiva per il Centro Abruzzo. Questo significa creare un grave elemento discriminatorio per i cittadini del territorio».
«Le istanze, che sono arrivate dal territorio in maniera trasversale», aggiunge Ferretti, «non sono state oggetto di ripensamenti da parte del Governo regionale che allo stato attuale sembra sordo e insensibile alle problematiche del Centro Abruzzo. In questo momento non c'e' una programmazione sanitaria e sembrano non arrivare gli investimenti necessari per garantire alti livelli di performance e quei numeri piu' volte ribaditi dall'assessore Paolucci. Allo stato attuale abbiamo ancora le stesse criticita' che avevamo gia' sottolineato un anno e mezzo fa, ovvero un atto aziendale rimasto sulla carta, con lungodegenza e neurologia che non sono mai state realizzate, lavori di adeguamento in netto ritardo e l'assenza di direttori su alcune unita' operative».