IL PROCESSO

‘Grandi Rischi 2’: parenti vittime: «processate Bertolaso»

Terza opposizione contro archiviazione per ex capo Protezione Civile

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‘Grandi Rischi 2’: parenti vittime: «processate Bertolaso»




L'AQUILA. Per la terza volta, gli avvocati delle famiglie delle vittime del sisma dell'Aquila che si sono costituite parte civile nel processo alla Commissione Grandi Rischi si oppongono alla richiesta di archiviazione nei confronti dell'ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, indagato con le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose in un processo parallelo a quello principale.
Il primo processo ha già superato due gradi di giudizio, con sette condanne degli esperti dell'organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio in primo grado e sei assoluzioni in appello; è stato depositato lo scorso 13 marzo il ricorso in Cassazione contro le assoluzioni.
Dopo le prime due richieste di archiviazione, effettuate dal sostituto procuratore della Repubblica Fabio Picuti, entrambe non accolte dal gip, Giuseppe Romano Gargarella, il fascicolo è stato avocato dalla procura generale della Repubblica e affidato a Romolo Como.
Quest'ultimo ha svolto ulteriori indagini e alla fine ha diviso la posizione di Bertolaso in due filoni, chiedendo il processo per le 13 vittime del sisma per la cui morte è stato condannato in appello l'ex vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis; l'archiviazione per altre 16 persone per la cui morte De Bernardinis è stato invece assolto.
La richiesta di rinvio a giudizio riguardante Bertolaso è stata depositata dal Procuratore Generale Romolo Como, contestualmente al ricorso in Cassazione contro la sentenza di appello di assoluzione degli esperti della Commissione Grandi Rischi.

Il filone parallelo che riguarda Guido Bertolaso era nato sulla base delle intercettazioni telefoniche in cui lo stesso dichiarava all'allora assessore regionale alla Protezione civile della Regione Abruzzo, Daniela Stati (la cui posizione è stata archiviata) che la riunione della commissione Grandi Rischi all'Aquila del 31 marzo 2009, sei giorni prima del sisma, sarebbe stata una «operazione mediatica» perché «vogliamo tranquillizzare la gente».
Oggi, con il primo deposito dell'avvocato teramano Wania Della Vigna, è cominciata la nuova sfilza di opposizioni che dovrebbero seguire con altri legali. Il gip Gargarella avrà a disposizione tre strade: archiviare come chiesto dalla procura, rigettando i ricorsi; disporre l'imputazione coatta, ossia obbligare il pm a processare Bertolaso anche se il pm non è d'accordo; disporre ulteriori indagini.
Per le Parti Civili Bertolaso è il dominus della riunione, « serve che sia presente, egli ha deciso e ordinato in anticipo tutto, sia l'esito che la comunicazione dei risultati. Quello che promana dalla riunione è un messaggio formato a tavolino e non il precipitato accademico dei massimi esperti in geologia, vulcanologia e terremoti».
«Allora è evidente», è scritto in uno dei ricorsi, «che anche la motivazione secondo cui nel nostro ordinamento non esisterebbe la figura del mandante colposo si dimostra maliziosa in quanto volutamente ignora l'istituto della responsabilità del dolo eventuale e quella della cooperazione colposa del delitto previsto all'articolo 113 del codice penale».