SVENDITA TOTALE

Vertenza Mercatone Uno. Consiglio Pineto: «no a cambio destinazione uso per 10 anni»

Saltato l’incontro al Mise di mercoledì prossimo

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Vertenza Mercatone Uno. Consiglio Pineto: «no a cambio destinazione uso per 10 anni»

PINETO. Il Consiglio comunale di Pineto ha approvato ieri una delibera che vieta per dieci anni il cambio di destinazione d'uso dell'area dove è collocato il punto vendita di Mercatone Uno a meno di una "tutela dell'occupazione".
«Nessuno deve pensare che su quell'area possano essere costruite case per monetizzare, perché a Pineto non funziona così», ha dichiarato il sindaco Verrocchio.
Una dimostrazione di solidarietà quella di ieri che è arrivata nel giorno in cui l'azienda ha comunicato di non poter partecipare al tavolo tecnico convocato mercoledì al Mise, rinviato a data da destinarsi. La notizia non ha fatto che aumentare la preoccupazione di sindacati e lavoratori che dopodomani saranno comunque presenti a Roma sotto la sede del Ministero con un picchetto.
«Con noi saranno presenti anche il sindaco Verrocchio, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino - ha commentato Emanuela Loretone della Cgil - e non possiamo che esprimere preoccupazione per lo slittamento del tavolo».
Il Mercatone Uno ha chiesto l'ammissione al concordato preventivo e il punto vendita di Pineto, che occupa 72 dipendenti, è tra quelli per cui l'azienda ha deciso la liquidazione. 

«Saremo presenti ovunque ci sarà la possibilità di intervenire per salvare il punto vendita di Pineto», ha dichiarato il primo cittadino nel corso del suo intervento, che ha anche sottolineato la difficoltà della situazione che riguarda 78 punti vendita (compresi anche gli altri due abruzzesi di Colonnella e Sambuceto) e più di 3800 dipendenti in tutta Italia.
«Siamo fiduciosi del contributo che potranno dare i nostri parlamentari e la Regione per affrontare la questione con determinazione e convinzione», ha dichiarato il sindaco di Roseto Enio Pavone.
Piena solidarietà ed interessamento per la questione sono arrivati dai parlamentari intervenuti. «La situazione è estremamente difficile, ma saremo vicini ai lavoratori e non molleremo neanche se le cose dovessero precipitare», ha dichiarato il vicepresidente Lolli. Impegno da parte della Regione è arrivato anche dal consigliere regionale Luciano Monticelli: «proviamo a ripartire da voi. Sediamoci al tavolo con i sindacati e chiediamo tutti insieme quanto ci costa tutto questo. Proviamo a rovesciare tutto – ha detto durante l’assise cittadina Monticelli – perché il nucleo centrale siete voi lavoratori, che conoscete il territorio, le sue attività e il mercato. A voi chiedo, dunque, di utilizzare tutto ciò che è in vostro possesso al tavolo con i sindacati. Prendiamoci per mano e chiediamo tutti insieme quanto costa fare tutto questo. Non si tratta certo di un percorso semplice, ma possiamo provarci».
«C'è molta amarezza perché ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione industriale che, in presenza di una indubbia difficoltà, ma con un immobile di proprietà e con un punto vendita in attivo non conceda nulla, nemmeno un tavolo di dialogo ad un territorio dal quale ha preso molto - ha dichiarato il presidente della Provincia Di Sabatino - La vertenza si sposta sul livello nazionale con l'intervento del Ministero, anche se i margini sono stretti. Come Provincia abbiamo già aperto il fascicolo per l'anti inazione della cassa integrazione, e nei prossimi giorni incontrerò gli istituti di credito proprio sulla questione».

LA SVENDITA ECCEZIONALE
Alfonso Prosperi, capogruppo Consiliare del Pd ha invece raccontato che, da cliente del Mercatone di Pineto , nei primi giorni della svendita, ha vissuto un’esperienza «a dir poco traumatica».
«Come tanti», ha spiegato prosperi, «mi sono recato, credendola una normale svendita, nel punto vendita per acquistare un articolo di cui da tempo avevo bisogno attratto anche dagli sconti, ma guardando i visi del personale oramai familiari e sempre professionali, ho potuto cogliere in essi, lo scoramento e la grave preoccupazione. Sono stato colto dal disagio e rinunciando all’acquisto, ho imboccato, quasi di corsa, il varco riservato ai clienti che non effettuano acquisti, portandomi dietro un grande turbamento. Un ‘esperienza inedita che mi ha fatto riflettere, come tanti credo in questi giorni, su che cosa voglia dire la precarietà del lavoro e la dinamica incredibilmente stritolante delle logiche strettamente mercantili e capitalistiche che, in mancanza di un reale retroterra dato dalla sicurezza sociale e dal welfare, portano a situazioni di grande disagio sociale».
All’inizio di questa vertenza, con le organizzazioni sindacali, il gruppo illustrò la forte crisi dell'azienda e non nascose che la riuscita del piano di rilancio richiedeva, oltre a un accordo con i creditori, la ricerca e l'intervento di un investitore in grado di supportare e dare continuità ai piani in corso di definizione.
Le manifestazioni di interesse da parte di investitori industriali e di fondi di investimento (italiani ed esteri), pare che ci siano, «bisogna vigilare», ha detto prosperi, «che tutto sia svolto nella massima trasparenza per assicurare un effettivo rilancio aziendale nell'interesse dei lavoratori coinvolti dall'eventuale passaggio ad altro operatore».