DITTATURA DEL PETROLIO

Il petrolio schiaccerà l’Abruzzo? Come reagiranno gli abruzzesi alle imposizioni del Governo?

“Chiamata alle armi” delle associazioni a cittadini e politici

Redazione Pdn

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Il petrolio schiaccerà l’Abruzzo? Come reagiranno gli abruzzesi alle imposizioni del Governo?

Renzi




ABRUZZO. Da una parte il Governo ed i Ministeri che approvano i progetti delle imprese petrolifere senza tener conto delle istanze locali, dall’altra il malumore dei cittadini che non riescono a far sentire la propria voce e si vedono aggrediti fin dentro casa propria.
Pare essere arrivati ad un puto di svolta importante nella lotta alla petrolizzazione dell’Abruzzo e una accelerata è facilmente riscontrabile dopo l’approvazione di Ombrina e Elsa 2 anche per le modalità non chiare e trasparenti con le quali sono avvenute.
Non è un caso che alcune associazioni ambientaliste hanno chiesto a gran voce al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso la pubblicazione dei verbali della Commissione Via nazionale.
Carte ce ne sono poche come le certezze su come si siano svolte le votazioni. Nessuna notizia ufficiale è emersa anche da parte della Regione e del suo ruolo all’interno della Commissione Via. Inoltre alla prima riunione (quella su Ombrina) per il noto disguido di convocazione la Regione era assente ma la presenza dell’Ente durante la valutazione di Elsa 2 è stata ininfluente.
Ora la domanda è solo una: come reagirà l’Abruzzo?
Per esempio quali azioni coerenti metterà in atto la Regione ora? Che ruolo e posizione prenderanno i parlamentari abruzzesi? Ed i sindaci abruzzesi che cosa faranno? Associazioni e cittadini comuni si stanno già organizzando per una protesta che pare possa essere imponente e forse anche di più rispetto a quella del 2013 con 40mila persone che sfilarono a Pescara e che è servita a rallentare di poco il rullo compressore delle lebbies del petrolio.
Anche la politica locale ha le sue colpe con 5 anni di silenzi e inerzie sul petrolio e soprattutto su Parco della Costa Teatina che se oggi fosse una realtà ci sarebbe una importante carta da giocare in più per favorire l’ambiente.

«Servono una visione e politiche territoriali capaci di costruire futuro e di dare garanzie alle nuove generazioni – dichiarano Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco, presidenti di WWF e Legambiente Abruzzo - Il Parco è un disegno strategico che non si limita ad essere uno scudo contro la petrolizzazione ma un protagonista che aggredisce le vecchie visioni del Novecento, come quella energetica, e al contempo delinea l'idea che un futuro diverso è possibile, opposto alla deriva petrolifera».
Secondo Wwf e Legambiente «lo Sblocca Italia porta con sé l'eredità dell'incapacità di un'intera classe politica di rottamare le vecchie lobby che frenano lo sviluppo e il benessere del nostro Paese e dei nostri territori. Ma è altrettanto evidente e grave l'incapacità dei nostri sindaci, come emerge dalle dichiarazioni rilasciate ieri alla Rai dal commissario del Parco Nazionale della Costa Teatina, Pino De Dominicis, di raccogliere una sfida decisiva dalla quale non ci si può sottrarre».
«L'annuncio di un nuovo confronto con la prospettiva di una revisione al ribasso della perimetrazione pur di costruire un Parco condiviso, significa – osservano le associazioni – che ci sono sindaci che amministrano senza aver inteso la dimensione del cambiamento in corso, che è radicale. Basta guardarsi attorno per capire che i vecchi schemi sono tutti saltati e mantenere posizioni legate a una visione antica della politica contribuisce ad arrecare ulteriore danno al cambiamento già prodotto. In questi mesi si è molto polemizzato con i parlamentari eletti in Abruzzo rinfacciando loro il voto favorevole allo Sblocca Italia».
Il nuovo fermento ambientalista si è avvertito domenica scorsa durante una assemblea a San Vito Marina con centinaia di persone.
Nello spazio del centro sociale “Zona 22” si è svolto un confronto promosso dalla stessa “Zona 22”, da “NO Triv Abruzzo”, “Nuovo Senso Civico” e “Forum dell’Acqua Abruzzo” per concordare e programmare una serie di iniziative che «portino alla definitiva cancellazione di una deriva che avrebbe come risultato finale lo stravolgimento delle vere vocazioni regionali in campo economico totalmente incompatibili con i disegni trivellatori (turismo e ricettività, ambiente, agro-alimentare, vitivinicolo, pesca, manifattura e artigianato, ecc.), oltre che un devastante impatto su qualità della vita e salute pubblica».
All’ Assemblea è intervenuto il sindaco di Vasto Luciano Lapenna come presidente dell’Anci Abruzzo (Associazione Nazionale Comuni Italiani) in rappresentanza di tutti i sindaci abruzzesi.

Alla fine di un articolato dibattito con decine di interventi tutti improntati sul comune obiettivo di adottare le iniziative più efficaci si è deciso come principale scadenza l’organizzazione di una manifestazione regionale di rilevanza nazionale da tenere domenica 24 maggio in una località idonea ancora da definire. Oltre questa sono state proposte tutta una serie di iniziative precedenti e successive alla manifestazione utili per tenere sempre alta l’attenzione sull’argomento e per far sì che l’irresistibile peso dell’opinione pubblica costringa gli organismi decisori, politici e tecnici, a prenderne atto e cambiare decisamente direzione.
L’appello rilanciato da tutti gli oratori è che non si può più essere individualmente indifferenti o spettatori passivi ma ognuno deve farsi carico di un impegno personale per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo perché il destino della nostra Regione è nelle nostre mani e in quello che dimostreremo di volere a tutti i costi perché solo dietro questa forte spinta di massa il Governo e i partiti saranno costretti a rivedere le loro posizioni se non vorranno essere spazzati via da una poderosa perdita di consenso.

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE D’ALFONSO E A TUTTI I POLITICI ABRUZZESI
Gli ex senatori Enrico Graziani e Angelo Staniscia hanno scritto una lettera aperta sia al presidente della Regione che a tutti i politici abruzzesi che di seguito riportiamo.

Dopo l’approvazione di Ombrina da parte del comitato VIA nazionale, alcune riflessioni si impongono. Innanzitutto si è colpiti dalla impudente dichiarazione di Mauro Febbo il quale, strenuo oppositore del parco della costa teatina, invece di recitare il mea culpa considerando che, se il parco fosse stato approvato senza ritardo, avrebbe impedito l’insediamento di Ombrina, oggi arriva a dire che ormai il parco non serve più. Ma si è colpiti anche dal silenzio assordante della Regione che non ha inviato alcun rappresentante a partecipare al detto comitato VIA. Ora é comprensibile che opporsi alla politica energetica di Renzi non è facile, visto il modo come tratta gli oppositori, e preso atto che finora non si è riusciti a fargli comprendere che qui non deve fare i conti solo con dei “comitatini”, come lui crede, ma con l’opinione pubblica di un’intera regione. E tuttavia questo è un passaggio ineludibile: poiché Renzi deve capire che non si possono mettere in crisi turismo e agricoltura di una regione e a rischio il suo mare - quasi un lago, dove un incidente potrebbe avere effetti devastanti e di lunghissima durata - per dare ascolto alle sirene dei petrolieri. Le compagnie che stanno dando l’assalto all’Abruzzo e al suo mare sono quasi tutte straniere ed esse, divenute proprietarie degli idrocarburi estratti, li metteranno sul mercato ai prezzi correnti e non si vede, quindi, come ciò possa portare ad una riduzione della bolletta petrolifera. Forse si spera di fare cassa con le royalties: ma esse sono le più basse del mondo e, con un sistema di franchigie e di esenzioni, ben poche società le pagano. Né vale ricordare, a giustificazione delle trivellazioni sulla nostra costa adriatica, che nella penisola balcanica si apprestano ad approvare progetti di estrazione di idrocarburi: a tale riguardo il governo italiano dovrebbe mettere in campo tutto il suo peso internazionale per far comprendere a quegli stati che non possono fare, in questo ristretto mare comune, quello che vogliono.
La conclusione è che nessun politico sarà assolto dall’opinione pubblica né alcun partito si salverà dicendo: noi avevamo espresso la nostra contrarietà. Insomma, non è più tempo di dichiarazioni. Ciò che la gente si aspetta è, come già avvenuto in un lontano passato, una concreta e decisa azione di contrasto e di lotta contro lo sciagurato progetto di fare dell’Abruzzo un distretto petrolifero e di trivellare il suo mare.
Al Presidente D’Alfonso ci permettiamo di suggerire di collegarsi con le altre regioni adriatiche per un’azione comune e di mettere in atto tutte le possibili iniziative affinché questo scellerato disegno dei petrolieri non si concretizzi, con grave danno delle attività produttive, dell’ambiente, del paesaggio e della salute dei cittadini abruzzesi.
On. Enrico Graziani On. Angelo Staniscia