BUCO NELL'ACQUA

Acqua: piano industriale Ruzzo, verso aumento tariffe (+10%)

Il presidente: «preferisco parlare di adeguamento più che di rincari»

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Acqua: piano industriale Ruzzo, verso aumento tariffe (+10%)

TERAMO. L'aumento della tariffa dell'acqua, per i cittadini teramani, è dietro l'angolo: un aumento (di circa il 10%) di cui si è discusso all'atto di presentazione del nuovo piano industriale del Ruzzo, che prevede tra le varie ipotesi un ritorno alla tariffa del 2013 con l'obiettivo di remunerare gli investimenti e coprire i costi di gestione.
Anche se il presidente del Ruzzo preferisce parlare di meccanismi di adeguamento più che di aumenti.
L'aumento potrebbe dare modo al bilancio dell'Acquedotto (sul quale pesa un debito di circa 100 milioni) di ripartire con gli investimenti e coprire i costi di gestione. I sindaci di Teramo e Giulianova, Maurizio Brucchi e Francesco Mastromauro, si sono detti favorevoli a un ritocco della tariffa, a patto che questo vada effettivamente a produrre un effetto benefico sui servizi al cittadino.

«Si tratta di un piano molto complesso - commenta Forlini - che affronta a 360 gradi le problematiche del Ruzzo. Ovviamente si fanno delle ipotesi sull'andamento gestionale dei prossimi anni, ma quando si parla di aumenti si deve però premettere che tra il 2013 e il 2014 la tariffa nell'Ato teramano numero 5 è scesa dell'8,5%. Quindi, in realtà, quando si fa un'ipotesi di aumento si parla di tornare alla tariffa del 2013».
Ma nel piano, di cui Ruzzo e sindaci torneranno a discutere nei prossimi giorni, non si parla solo di tariffe. «Oggi si è parlato anche di investimenti - ha aggiunto Forlini - che sono quasi una variabile predefinita, essendo definiti dall'Ato. Io ho apportato solo alcuni ritocchi su temi importanti come la sicurezza sul lavoro e le tecnologie informatiche e gli investimenti saranno prevalentemente concentrati per i prossimi 3-4 anni sull'utilizzo dei Fondi Fas ed in particolare su fognature e depurazione e sul collegamento del potabilizzatore di Montorio alla costa».
Discorso a parte per la manutenzione delle reti, sulle quali durante l'emergenza maltempo si sono registrate circa 130 rotture.
«La manutenzione, se parliamo soprattutto delle adduttrici principali e quindi delle condotte, riguarda soprattutto il monitoraggio delle infrastrutture per evitare che ci siano problemi tendenti a creare rotture - conclude Forlini - Attività che si scontra, purtroppo, con gli eventi meteorologici e con un terreno che tende franare». I sindaci torneranno a discutere della questione dopo Pasqua, il 7 aprile, e il programma prevede l'eventuale approvazione del piano nella riunione del 18 aprile.