IL TAGLIO DEI FORESTALI

Corpo Forestale, Governo Renzi vuole cancellarlo dopo due secoli di storia

Accorpamento con altre forze di polizia. Molte polemiche, dubbi e sospetti

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Corpo Forestale, Governo Renzi vuole cancellarlo dopo due secoli di storia




PESCARA. Scioglimento o accorpamento che dir si voglia, il Governo Renzi rischia di essere ricordato come quello che ha cancellato di fatto il Corpo Forestale dello Stato dopo quasi due secoli di storia.
A stabilirlo è il ddl sulla riforma della Pubblica amministrazione all'esame del Senato che candida il Corpo Forestale dello Stato alla soppressione facendo scendere i corpi di polizia da 5 a 4. Una iniziativa che ha già scatenato numerose reazioni perchè se da un lato l'operazione viene giustificata con la sempre buona "spendig review" dall'altra ci soo incongruenze che non tornano e sospetti non chiariti che hanno dato adito a "teorie del complotto" proprio in un momento in cui l'ambiente è sotto assedio da parte di lobbies economiche più o meno potenti.
Il Corpo Forestale conta un totale di circa 8mila unità e un migliaio di stazioni disseminate tra zone montane e rurali, è presente in 15 Regioni con Comandi provinciali e regionali per un totale di 1.200 strutture. Il personale è in esubero nelle zone del Centro Sud, mentre scarseggia in quelle del Nord, inoltre, con la legge n. 4/2011 sono state costituite delle sezioni di polizia giudiziaria del Corpo Forestale presso Procure e Tribunali che assorbe circa 300 agenti e questo va a influire sull'organico che è già scoperto per il 15%.
Non mancano le polemiche e a preoccupare sono l'effettiva utilità, in termini di spending review, dell'eventuale assorbimento del Cfs in altre forze di polizia, ma anche l'impatto che questo avrebbe sulla tutela ambientale e del territorio.
Secondo alcuni calcoli, inoltre, l'addio al Corpo Forestale comporterebbe un aggravio di costi a partire dalla divisa: il “cambio d'abito” potrebbe arrivare a costare circa 12,3 milioni di euro, calcolando 7.000 unità a cui sostituire la divisa. Ma la cifra potrebbe lievitare ancora ed arrivare a 24,5 milioni di euro aggiungendo le altre spese rese necessarie dal cambiamento: colorazione dei mezzi che dovranno essere resi conformi alla Forza di Polizia in cui confluiranno (1.700 unità, costo stimato 8,3 milioni di euro) e per la flotta aerea (2,45 milioni di euro); formazione (circa 1,54 milioni di euro).
Il 31 marzo il voto passerà all’Assemblea del Senato e se poi anche la Camera lo approverà il provvedimento diverrà Legge.
«Bizzarro che, mentre il Parlamento sta discutendo la nuova normativa sugli ecoreati e dopo aver approvato la normativa contro l'importazione di legno illegale, si voglia allo stesso tempo abolire il Corpo Forestale, che ha una indiscutibile esperienza proprio nella repressione dei reati ambientali, su cui svolge, e da tempo, una intensa attività», dice Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greepeace Italia.
«Accorpare la Forestale alla Polizia di Stato è un errore gravissimo che, sebbene involontariamente, favorirà le ecomafie e tutti coloro che violano le leggi ambientali nel nostro Paese», sostiene invece il presidente della Lipu-Birdlife Italia Fulvio Mamone Capria.

SINDACATI: «SERVE VERA RIORGANIZZAZIONE
I sindacati Sapaf, Ugl, Snf, Fp Cgil, Fns Cisl, Uil-Dirfor e Up sono sul piede di guerra e sostengono che «la riforma dei Corpi di Polizia deve rendere l'apparato sicurezza più efficiente superando le duplicazioni di funzioni e garantendo comunque la presenza capillare sul territorio degli operatori, evitando inutili accorpamenti che non garantiscono la migliore risposta delle istituzioni ai cittadini».
«Il Corpo forestale - si legge in una nota - deve essere riorganizzato e deve dedicarsi esclusivamente a svolgere le predette funzioni strategiche di tipo ambientale ed agroalimentare, funzioni queste di straordinaria importanza volte a garantire il bene comune dei cittadini, eliminando nel contempo funzioni ed attività che rappresentano duplicazioni e sovrapposizioni con altri Corpi dello Stato. Ipotesi di accorpamenti sono di fatto semplificazioni che non vanno nella direzione di valorizzare i servizi e creare chiare sinergie tra i vari Corpi e Amministrazioni, ma avranno invece il solo effetto di eliminare funzioni ed abbassare il livello e la diffusione dei controlli di legalità sul territorio del Paese».
Per queste ragioni i sindacati chiedono al Parlamento, ed al Senato di ascoltare la voce degli operatori e si appellano a tutte le associazioni ambientalistiche, alle istituzioni locali, ai parlamentari e «alle persone di buona volontà che hanno a cuore l'ambiente, il territorio ed una migliore qualità della vita, di sostenerci in questa battaglia di civiltà».

IN ITALIA 305MILA AGENTI PER 5 CORPI
La pubblica sicurezza è affidata in Italia a 305 mila agenti divisi in cinque differenti corpi: Carabinieri (105 mila), Polizia (95 mila), Guardia di finanza (60mila), Polizia penitenziaria (38 mila), Corpo forestale dello Stato (settemila). Gli organici sono in continuo calo, dopo i tagli degli ultimi anni: polizia e carabinieri hanno subito una sforbiciata di 15 mila effettivi a testa in poco tempo. Nonostante ciò, l'Italia rimane tra i primi Paesi europei per numero complessivo di agenti.
Negli ultimi 10 anni anche in Abruzzo il Corpo Forestale ha avuto un ruolo rilevante nell'ambito delle grandi inchieste che hanno avuto sullo sfondo l'ambiente. Si ricordano quelle che hanno portato alla scoperta dei veleni di Scurcola Marsicana nel 2005 e della mega discarica di Bussi nel 2007, indagini che hanno ridisegnato le rotte dei rifiuti illeciti e lo smaltimento irregolare anche se i processi non hanno prodotto condanne.
La Forestale ha avuto inoltre un ruolo fondamentale anche in inchieste sulla pubblica amministrazione come le inchieste sull'urbanistica a Spoltore, a L'Aquila del dopo terremoto (si ricorda l'inchiesta sui balconi crollati) o l'ultima inchiesta in corso sullo smaltimento di terre che ha prodotto arresti e tirato dentro il primo cittadino di Chieti, Umberto Di Primio, indagato per corruzione.    
In un momento dove la corruzione, i reati ambientali segnano record storici, dove la popolazione sente il bisogno di maggiore sicurezza e giustizia l'attuale governo cerca di sopprimere le sentinelle dell'ambiente.