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Petrolio. Il Ministero accelera, arriva anche “l’ufo” della Petroceltic Elsa2 davanti ad Ortona

Perforazioni autorizzate davanti la costa di Francavilla. L’Abruzzo calpestato

Redazione Pdn

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Petrolio. Il Ministero accelera, arriva anche “l’ufo” della Petroceltic Elsa2 davanti ad Ortona

ABRUZZO. Dopo Ombrina Mare, arriva l’ok della Commissione VIA nazionale anche per Elsa 2, un progetto di ricerca con pozzo esplorativo a soli 7 km dalla Riserva naturale regionale dei Ripari di Giobbe.
Un progetto che, viste le grandi similitudini geologiche con l’area di Miglianico, nonostante le smentite della proponente nelle contro osservazioni, avrà le stesse esigenze di Ombrina Mare: una raffineria, come era per la concessione Miglianico ed il famoso Centro Oli tra le colline del Montepulciano.
Ne è sicuro il Wwf Abruzzo che ne ha dato notizia a pochi giorni dalle polemiche sulla precedente approvazione di Ombrina.
L’Abruzzo dei comitati ma anche quello delle istituzioni ne esce con le ossa rotta e a nulla sono valse le prese di posizioni del passato (anche concretizzatesi con delibere di giunta) e sugli errori di comunicazione alla Regione del delegato a partecipare alla commissione di valutazione ministeriale da parte del presidente.
Ossa rotte di tutti gli enti tra cui i comuni coinvolti che hanno già detto no al petrolio nei mesi passati a questo progetto e ossa rotte anche alla Regione che con il presidente Luciano D’Alfonso e l’assessore Mario Mazzocca si erano schierati pubblicamente per il no al petrolio dimostrando di non riuscire a farsi ascoltare a Roma dove evidentemente vi sono altre spinte che prevedono di schiacciare (come accade ormai da un decennio) ogni istanza locale.
Ormai la deriva petrolifera è avviata e inarrestabile e questo farà cambiare per forza di cose il volto della Regione “verde” d’Europa con buona pace degli imprenditori e dei fondi pubblici buttati per sostenere ambiente e imprese connesse a turismo e prodotti locali.
 Una notizia che dovrebbe segnare un netto cambio radicale nel modo di gestire la protesta locale e coinvolgere tutti i cittadini, le associazioni di categoria che hanno investito nel territorio ma occorrerebbe anche una presa di posizione forte da parte della Regione che a questo punto non può limitarsi a dire “noi abbiamo fatto il possibile”…

A tutto questo si aggiungono sospetti, dubbi e poca trasparenza nel gestire “le pratiche petrolio” che non rasserenano gli animi così come non bastano più campagne prezzolate (più o meno palesi) per imbonire gli abruzzesi.
«La marea petrolifera ci sta travolgendo», dice il Wwf, «paghiamo una certa politica che nel passato ha ostacolato in tutti i modi il Parco Nazionale della Costa Teatina con nette opposizioni o con perimetrazioni impresentabili. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: 14 anni persi, tanto cemento ed il rischio petrolio a mare. Da anni denunciamo il destino bizzarro di un territorio che da una parte vede l'istituzione di un Parco Nazionale e dall’altra viene aperto alla industria fossile.
Si continuerà a combattere, ma certo – come abbiamo più volte sottolineato – quella contro il petrolio non è una guerra che si può pensare di vincere solo in Abruzzo».

Ora nulla più potrà fermare il petrolio e l’attività  di perforazione che arriveranno ad una profondità di 4.700 metri per il tramite di un pozzo posto a 7 Km circa dalla costa teatina, i ripari di Giobbe la Costa teatina.
Le lobbies del petrolio sono riuscite dunque a fare prima rispetto alla burocrazia che da quasi un decennio è impantanata a dare forma e vita al parco della costa teatina. Sul tema la Regione approvò una delibera di giunta che metteva in rilievo proprio il contrasto con le precedenti linea “ambientaliste” del tutto incompatibili con lo sfruttamento petrolifero dei fondali.

 

Proprio come Ombrina, Elsa2 era stata già bocciata nel 2011, in seguito all'invio di numerose osservazioni di contrarietà al Ministero dell'Ambiente da parte dei cittadini che segnalavano al Ministero stesso varie criticità ambientali, fra cui la vicinanza siti a di interesse comunitario e di aree protette.
«Gli ufo si moltiplicano: anche su petrolizzazione Renzi peggio di Berlusconi», commenta Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale di Rifondazione comunista.
«Come ampiamente profetizzato in campagna elettorale le promesse del PD abruzzese di stop alle trivellazioni erano una presa in giro. Quanto ha detto Landini a proposito del Jobs Act», dice Acerbo, «vale anche per la petrolizzazione: Renzi e' peggio di Berlusconi. Con l'ex-cavaliere le proteste degli abruzzesi e dei siciliani avevano portato almeno allo stop dei progetti che minacciavano la costa e del centro oli.  Col voto del PD abbiamo assistito a un diluvio di provvedimenti a favore dei petrolieri che hanno ricevuto tutti il voto di deputati e senatori abruzzesi che beffardamente affollano le manifestazioni no oil per farsi riprendere dalle telecamere».
Acerbo ricorda anche che continua a stare in piedi un comitato V.I.A. Nazionale sulla cui composizione sono state sollevate perplessità circa la presenza di alcune figure non del tutto scevre da contesti “problematici” o precedenti giudiziari.

Una vignetta di una associazione ambientalista

150128_BR268_RG_Elsa2_Approfondimento_Osservazioni.pdf by PrimaDaNoi.it