PUNTO E A CAPO

Punti nascita: Comune Sulmona occupato. Prima notte di protesta per La Civita

Pelino: «D’Alfonso ci dica se sta con noi o contro di noi»

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Punti nascita: Comune Sulmona occupato. Prima notte di protesta per La Civita

 

 

SULMONA. Ieri mattina il consigliere comunale di Sulmona e vice presidente del Consiglio comunale Luigi La Civita (Fi) ha iniziato insieme ad altri cittadini l'occupazione della sede municipale di Sulmona in segno di protesta contro la chiusura del punto nascita di Sulmona.
«L'occupazione sarà protratta - ha annunciato ieri lo stesso La Civita, nel corso del summit del centrodestra regionale a palazzo San Francesco - fino a quando il commissario ad Acta Luciano D'Alfonso non si determinerà all'integrazione del decreto 10/2015 sulla base di una indicazione programmatica del Consiglio regionale affinché il punto nascita di Sulmona abbia tutte le caratteristiche essenziali per erogare servizi in sicurezza e quindi di qualità».
In comune Polizia e Carabinieri hanno vigilato sull'iniziativa del consigliere di minoranza che per tutta la notte non ha lasciato l’aula del Consiglio, insieme ad altri cittadini.

«Parte la seconda giornata di occupazione, vi invitiamo ad una forte mobilitazione, ricordando al presidente D'Alfonso che il centro Abruzzo non si piega davanti ad un decreto del tutto irrazionale e contraddittorio», ha scritto questa mattina La Civita sulla sua pagina Facebook.
«Vogliamo che la politica torni a governare i territori non subendo fintamente l'operato di commissioni speciali».
La protesta è iniziata ieri in concomitanza con la riunione di Fi alla quale hanno partecipato la senatrice Paola Pelino, il parlamentare Fabrizio Di Stefano, il coordinare regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, la vice presidente della Provincia, Antonella Di Nino e il consigliere regionale Emiliano Iampieri, oltre ad esponenti politici di Fratelli d'Italia e di Casapound.

«D’Alfonso deve chiarirci se sta con noi o contro di noi», ha detto la parlamentare Pelino secondo la quale ci sarebbero margini per la deroga e la salvezza del punto nascita di Sulmona.
«In questo momento», ha detto ancora Pelino, «dobbiamo stare tutti uniti per la salvaguardia di un qualcosa a cui teniamo particolarmente. Da qui potrà anche rinascere la nostra città».
«Hanno sacrificato i punti nascita per uscire dal commissariamento», ha sostenuto invece Pagano. Poi un attacco diretto a D’Alfonso che sarebbe «completamente inadeguato al ruolo che sta svolgendo: a quel tavolo conta meno di zero e non è in grado di negoziare ciò che è possibile negoziare»
«Nel programma di mandato di D’Alfonso di meno di un anno fa non c’era tutto ciò, ma il potenziamento delle aree interne», ha ricordato invece il deputato Di Stefano.


IL SINDACO NON APPROVA L’OCCUPAZIONE
«Dobbiamo combattere seguendo le vie istituzionali», ha chiesto inevce il sindaco Peppino Ranalli secondo il quale «non è opportuno» occupare la sede del Consiglio Comunale perché «l’occupazione è sempre una situazione fuori dalle regole. Ci sono altri strumenti che possono essere messi in atto e invito a seguire quella strada». Ranalli nelle ultime ore ha scritto a Di Pangrazio per chiedere di mettere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la risoluzione sul taglio dei punti nascita. Quella stessa risoluzione che da tre settimane non riesce ad essere approvata.
Intanto Luigi Milano, responsabile della Segreteria della presidenza del Consiglio regionale, ha annunciato che lo stesso presidente Di Pangrazio, ha predisposto una risoluzione "realistica", non discussa martedì insieme a quella delle opposizioni, caratterizzata dalla previsione di un mandato unanime al presidente della Regione Abruzzo di negoziare una deroga con il Governo centrale ed evitare tagli drastici proprio partendo dalla revisione dell'accordo della conferenza stato - regioni del 2010.
«A quelle risultanze la Regione deve attenersi oggi per non incorrere nell'infrazione del piano di rientro della sanità. A nulla valgono, oggi, le doglianze spettacolari dell'opposizione ad effetto mediatico ma senza alcun effetto pratico - ha continuato Milano che in riferimento alle polemiche con le opposizioni, Di Pangrazio non ha negato la discussione delle risoluzioni, spiegando che per l'esame di quest'ultima risoluzione, insieme ad altre, era stata lanciata la proposta da parte dello stesso Presidente Di Pangrazio, di un'apposita (e immediata) conferenza dei Capigruppo, purtroppo non fatta propria da Consiglieri o Gruppo Consiliare».